Sensi rivela volevo smettere grazie a mia moglie mi sono rivisto in djokovic e contro il barcellona mi vengono i brividi

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Sensi rivela volevo smettere grazie a mia moglie mi sono rivisto in djokovic e contro il barcellona mi vengono i brividi

Stefano Sensi, ex centrocampista dell’Inter e oggi in forza all’Anorthosis a Cipro, torna a parlare con lucidità della propria esperienza in nerazzurro. Nella stagione attuale sta vivendo un momento di grande continuità, con 8 gol e 6 assist in 23 presenze, e racconta come il ricordo del periodo all’Inter si intrecci con una storia personale segnata da infortuni ripetuti e da scelte decisive sul piano mentale e fisico.

stefano sensi all’anorthosis: stagione di protagonismo a cipr​o

Nel rievocare la sua fase recente, Sensi descrive un contesto in cui si sente bene e pronto a rendere al massimo. Il centrocampista sottolinea di stare bene e di divertirsi, evidenziando un aspetto pratico: la possibilità di giocare 90 minuti a partita. Dal punto di vista della condizione, afferma di essere fisicamente al top.

La sua integrazione a Cipro risulta centrale: racconta di aver stretto amicizia con molti ciprioti e di apprezzare un ambiente con un pubblico molto caloroso. Anche la guida tecnica diventa un elemento significativo, visto che l’allenatore è Camoranesi, arrivato in corso di stagione. Sensi aggiunge che l’esperienza lo ha aiutato anche sotto il profilo linguistico, dopo mesi in cui si parlava prevalentemente in inglese: con Camoranesi avrebbe rispolverato l’italiano.

inter: il ricordo dell’approdo in nerazzurro e l’emozione della firma

Quando il discorso torna all’Inter, Sensi definisce quel periodo un ricordo bellissimo e un traguardo che lo ha reso orgoglioso. Riporta un episodio personale legato all’acquisto: era in vacanza a Formentera e, all’improvviso, il suo procuratore lo chiamò per farlo parlare con Ausilio. Il calciatore racconta la sorpresa e le emozioni del momento, con le gambe tremanti e la consapevolezza che, nel suo paese, tutti sarebbero stati fieri di lui.

l’inizio speciale con 3 gol e 4 assist nelle prime 6 partite

Particolare enfasi viene data al primo periodo in nerazzurro. Sensi parla di un primo mese incredibile, caratterizzato da un impatto immediato: 3 gol e 4 assist nelle prime 6 partite. Spiega anche come, in quel lasso di tempo, la comprensione di ciò che stava accadendo fosse limitata: si andava in campo, si giocava, si scherzava con i compagni, poi si tornava a casa e si dedicava tempo alla famiglia, con il risultato che il tempo sembrava scorrere velocemente.

Il racconto collega quel momento anche alla Champions: ripensando a come giocò contro il Barcellona, afferma di provare ancora brividi. Sensi dichiara di essere cresciuto guardando Xavi e Iniesta, e di aver vissuto in quel Camp Nou il momento più bello della propria carriera.

l’ombra degli infortuni: una sequenza che ha condizionato l’intera traiettoria

Il tema centrale della conversazione riguarda gli infortuni che hanno condizionato la carriera. Sensi descrive una dinamica precisa: durante una partita contro la Juve si sarebbe infortunato all’adduttore. A suo dire, inizialmente l’intoppo sembrava simile agli altri, ma dopo poco arrivò un altro problema e poi un altro ancora. La situazione viene definita surreale, proseguita per un anno e mezzo.

Il racconto insiste sull’effetto psicologico: in queste condizioni, i pensieri negativi sarebbero stati capaci di prendere il sopravvento. Il calciatore racconta anche un interrogativo che diventa personale: voleva davvero smettere di giocare? La risposta è , ma interviene un elemento decisivo legato al supporto familiare e all’elaborazione mentale.

mental coach, paura del nuovo stop e ricerca dell’equilibrio

Secondo Sensi, la moglie lo avrebbe convinto a continuare, evitando di gettare la spugna. Se dovesse guardare indietro, dice di aver cercato subito un mental coach: a tre anni fa risalirebbe la scelta di affidarsi a un professionista, oggi considerato imprescindibile.

Nel descrivere il meccanismo che si crea dopo infortuni ripetuti, Sensi spiega che può formarsi una paura costante: dopo aver subito vari stop, tornare ad allenarsi significa attendere il rischio di un nuovo infortunio. In alternativa, succede l’opposto: per tornare al top si finisce per spingere troppo, con la possibilità di rimediare uno strappo. Per questo sottolinea la necessità del giusto equilibrio, ribadendo che i mental coach sono importanti ma l’adozione deve avvenire con fiducia e adattamento da parte dei calciatori.

nazionale e punto vincente: la svolta dopo l’Europeo non vinto

Un passaggio rilevante riguarda la Nazionale e il ruolo di Mancini. Sensi afferma di dovergli tantissimo: sostiene che la convocazione sia arrivata quando era ancora al Sassuolo e descrive anche un dettaglio sul possibile impiego. Racconta che avrebbe giocato da titolare al posto di Jorginho, percependo la fiducia del ct.

La vicenda subisce però un freno: Sensi si sarebbe infortunato nell’ultima giornata di campionato, e Mancini gli avrebbe chiesto comunque di recarsi a Coverciano per cercare di unirsi al gruppo. Il recupero non sarebbe riuscito e l’obiettivo dell’Europeo non sarebbe stato raggiunto. Nonostante questo, il calciatore identifica proprio quel periodo come il momento in cui avrebbe potuto avvenire la svolta.

djokovic come riferimento: il libro e la routine alimentare

Alla domanda su come sarebbe avvenuta la svolta, Sensi collega tutto a una scoperta personale. Parlando della sua situazione con alcuni amici, avrebbe sentito nominare “Il punto vincente”, libro in cui Djokovic spiega la sofferenza vissuta e come avrebbe risolto problemi fisici.

Sensi dichiara di averlo comprato e, leggendolo, di essersi rivisto nel campione. Da lì descrive l’adozione di un metodo: mangiare senza glutine e senza lattosio, evitando gli zuccheri. In poco tempo, sostiene di essersi sentito in forma e di aver visto un calo della frequenza degli infortuni.

futuro e continuità: torna​re forte e riaprire le possibilità

Riguardo a quanto sarebbe stato possibile fare senza gli infortuni, Sensi riconosce la complessità della domanda. Dichiara che sono accadute tante cose e cita alcune opzioni ipotetiche: Barcellona, Manchester City oppure persino Inter.

Sul presente, invece, la percezione è chiara. Sensi ribadisce che la qualità non scompare da un giorno all’altro e afferma di sentirsi bene, con gioco con continuità. Con queste premesse, sostiene di poter dire la propria anche ad altissimi livelli.

figure citate nel racconto di stefano sensi

Nel corso delle dichiarazioni compaiono diversi nomi legati a club, staff e riferimenti personali che hanno influenzato il percorso sportivo e mentale del centrocampista.

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Categorie: Calcio

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