Shakur stevenson rifiuta 147 incontri e spiega la differenza di taglia con garcia e haney
Shakur Stevenson rifiuta l’idea di dover aumentare peso e categoria “solo perché” altri nomi di richiamo lo richiedono. Il ex campione dei pesi leggeri ha chiarito, con un messaggio diretto, la propria posizione: il salto verso i 147 libbre non rientra nei piani, anche quando l’attenzione del pubblico e dei matchmaker sembra concentrarsi proprio su quel target.
Durante una Instagram Live insieme a Showbizz the Adult, Stevenson ha spiegato di non sentirsi in alcun modo un pugile naturalmente adatto a quella divisione. Il punto centrale della sua risposta è la misura reale del corpo e la percezione di quanto gli avversari coinvolti siano fisicamente diversi.
shakur stevenson rifiuta il peso 147 e rivendica la propria taglia
Stevenson ha indicato in modo netto la propria collocazione: non si considera un “147-pounder” e afferma di essere più piccolo degli atleti a cui verrebbe chiesto di affrontare nella parte alta delle categorie. Il ragionamento si basa sull’impostazione che lo ha accompagnato per gran parte della carriera, dove è stato spesso percepito come il più grande sul ring.
Il messaggio trova continuità anche guardando indietro alla fase olimpica del percorso: già in quel contesto Stevenson risultava fisicamente più imponente rispetto ai rivali. Nel 2016, nella finale contro Robeisy Ramirez, la differenza di altezza e reach è stata considerata evidente, così come l’assetto tecnico e la capacità di controllare lo spazio di combattimento.
La stessa impressione, secondo la narrazione riportata, ha continuato a emergere quando Stevenson è passato professionista. A featherweight, aveva frequentemente un profilo più lungo e distante, con una gestione della distanza orientata al controllo.
pressione verso welterweight: la domanda di shakur su chi decide i pesi
Stevenson ha messo al centro anche la frustrazione legata all’asimmetria delle richieste. Secondo quanto dichiarato, viene esercitata una pressione continua affinché sia lui ad adattarsi, mentre altri non sarebbero spinti con la stessa intensità a scendere.
il confronto con le altre categorie: perché non chiedere un’inversione
Stevenson ha formulato una domanda rivolta alla logica dei match: perché venga considerato normale volerlo vedere a 135, 140 e 147, senza che lo stesso ragionamento venga applicato anche agli altri? In parallelo, ha citato l’idea che anche in categorie inferiori potrebbero essere collocati altri pugili, richiamando una possibile inversione della richiesta.
l’esempio di naoya inoue e il motivo per cui non torna
Nel tentativo di ribaltare la conversazione, Stevenson ha richiamato un paragone con Naoya Inoue, come esempio di come l’aspettativa possa cambiare in direzione opposta. Il confronto, però, non risulta pienamente utile secondo la ricostruzione: Inoue, infatti, avrebbe continuato a muoversi verso l’alto, affrontando avversari più grandi man mano che la carriera procede.
Stevenson sostiene di essere chiamato a fare adesso lo stesso passo, ma di non sentirsi pronto a compiere quella transizione.
garcia e haney: match possibili solo con pesi compatibili
Stevenson ha chiarito che l’intenzione di affrontare Ryan Garcia o Devin Haney esiste, ma solo entro range di peso che considera coerenti con il proprio fisico. Se la condizione necessaria per combattere è che gli avversari scendano, per lui la scelta è accettabile.
le trattative citate: cambi di peso e ricerca di un punto d’incontro
Nelle parole riportate, Stevenson ha ricostruito come i pesi associati ai dialoghi con Garcia e Haney siano stati modificati più volte. Il riferimento è a scenari in cui Garcia avrebbe parlato di passare a 144, poi a 140, fino a rendere plausibile una convergenza. Per Haney, il discorso richiama una scelta legata al 144, elemento interpretato come possibile base comune per “incontrarsi a metà”.
La logica include anche un passaggio collegato alla decisione di Conor Benn che, nel contesto menzionato, avrebbe previsto una clausola di r e idratazione nel caso con Eubank. Da qui la conclusione: se Stevenson risulta più piccolo, la soluzione proposta diventa arrivare a 147, purché il percorso sia coerente con le condizioni discusse.
il criterio di shakur: scendere per incontrarsi, non salire per forza
La posizione resta costante: Stevenson accetta la possibilità di affrontare Garcia o Haney, ma solo quando il peso rientra in un quadro considerato sensato. L’idea di doversi muovere verso divisioni con avversari naturalmente più grandi non è ritenuta pronta o compatibile con i suoi piani.
nomi citati
Robeisy Ramirez, Naoya Inoue, Ryan Garcia, Devin Haney, Conor Benn, Eubank, Showbizz the Adult
