Si gioca troppo? gaspari: lo spettacolo ne risente, tutti lo dicono ma nessuno interviene
Al termine di gara-4 della semifinale playoff, il commento di Marco Gaspari ha riportato al centro un tema cruciale per la pallavolo italiana: i calendari. La conclusione della corsa scudetto di Scandicci ha coinciso con un dato che ha acceso il dibattito, legato all’andamento delle serie: una semifinale si è chiusa 3-0, un’altra 3-1. In più occasioni, le squadre sono apparse sul campo con cali evidenti, con effetti sul ritmo, sulla continuità e, di conseguenza, anche sulla qualità del gioco offerta nella fase più importante del campionato.
calendari e impatto sullo spettacolo nelle semifinali playoff
Nel suo parere, Gaspari collega le prestazioni altalenanti a un calendario troppo fitto. L’osservazione parte da un riferimento preciso: gara-1 è stata giocata tre giorni dopo la trasferta di Champions a Istanbul, sia per Milano sia per Scandicci. La partita si è chiusa con una sconfitta netta in casa 0-3, mentre nelle sfide successive si sono manifestati altri calo fisici per entrambe le formazioni. Il risultato, secondo l’impostazione del coach, è un sistema di incontri che lascia pochissimo tempo di recupero, con inevitabili ricadute sulla tenuta complessiva e sul valore tecnico del momento.
marco gaspari: carico di gare, poco recupero e qualità ridotta
Gaspari apre il ragionamento con una premessa legata al numero di partite: ha indicato che si tratta della sua 50esima gara, con Milano poco sotto. Secondo il suo racconto, in un arco di due settimane le squadre si trovano a sostenere due manifestazioni importanti e questo, a suo avviso, finisce per ridurre lo spettacolo. Nella semifinale appena conclusa, il coach sottolinea come, in vari tratti, le squadre siano apparse fallose e deficitarie, sostenendo che la fase avanzata del campionato dovrebbe offrire continuità e intensità capaci di valorizzare il livello presente in campo.
Gaspari chiarisce anche un punto di sistema sul contesto della pallavolo: ritiene che un playoff di un campionato italiano sia una cosa stupenda, con tante squadre di qualità e atlete capaci di esaltare il pubblico, sia locale sia ospite. Il problema, nella sua lettura, resta la condizione generale: arrivare stanchi limita la qualità, e l’allenatore riconosce che, una volta arrivati a quel punto, non vi è molto margine operativo.
scendere a 12 squadre in serie a1: gaspari valuta pro e criticità del calendario
La discussione si sposta poi su una possibile modifica del format: scendere a 12 squadre in Serie A1 sarebbe utile? Gaspari risponde in modo diretto, collegando la proposta a un effetto immediato sulla programmazione.
meno partite in regular season e più dilazione: il vantaggio indicato
Secondo il coach, il passaggio a 12 squadre permetterebbe meno gare nella regular season, con la conseguenza di ottenere più dilazione del calendario. In questa impostazione, la compressione dei tempi verrebbe ridotta, migliorando la possibilità di recuperare e preparare gli incontri con maggiore lucidità.
settimane già piene e metodo di lavoro: la criticità concreta
Il punto di frizione, però, riguarda l’effettiva gestione dell’intensità lungo la stagione. Gaspari evidenzia che il sistema attuale ha già previsto una settimana piena a novembre e una seconda fase a fine febbraio, descrivendo un susseguirsi di partite con viaggi continui. In queste condizioni, afferma che il calendario risulta estremamente compresso e che l’allenamento deve cambiare impostazione: per evitare rischi, la spinta sulle sedute dovrebbe essere più limitata, perché un infortunio in allenamento o un incidente durante esercizi di contatto renderebbe difficoltoso avere la squadra completa alla prossima gara. Il coach lega inoltre la difficoltà anche alla concentrazione, mantenuta più faticosamente con un’intensità elevata.
spettacolo più qualitativo: intervista di egonu e necessità di riposo
Gaspari precisa che non intende aprire polemiche, soprattutto dopo una semifinale persa e con la necessità di individuare aspetti su cui migliorare. Nella sua visione, quando gli impegni sono troppo ravvicinati lo spettacolo ne risente; una programmazione più dilazionata offrirebbe invece una qualità maggiore. Il coach richiama anche il tema del riposo, riportando il riferimento a Paola Egonu e alla sua intervista: Gaspari dichiara di averle fatto i complimenti per il modo in cui il tema è stato espresso, sottolineando la coerenza della richiesta.
Il ragionamento aggiunge un confronto tra situazioni diverse: c’è chi va in ferie, ma esistono anche atlete che, dopo una Final Four di Champions, ottengono comunque una settimana di riposo e poi attaccano con la Nazionale. Nella lettura di Gaspari, questa somma di elementi rende chiaro che i ritmi sono difficili da sostenere per tutte le squadre. La conclusione del suo intervento richiama la percezione che, pur conoscendo la ripetizione delle difficoltà, non sempre vengono adottate misure adeguate.
figure citate nel commento di marco gaspari
- Marco Gaspari
- Danesi
- Paola Egonu
- Giuliano Bindoni
