Sostegno economico milione di euro alle cosche: commisso, ipotesi su presunti finanziamenti
Le carte di un’informativa antimafia hanno riportato al centro dell’attenzione il nome di Rocco Commisso, ex patron della Fiorentina, recentemente scomparso. Un’ipotesi contenuta in un fascicolo del Ros dei Carabinieri di Reggio Calabria descrive un presunto “sostegno economico” da un milione di euro destinato alle cosche dell’area di Marina di Gioiosa Ionica. Accanto a queste ricostruzioni, emerge però con forza che Commisso risulterebbe estraneo alle indagini e che i presunti legami con la criminalità organizzata non sarebbero mai stati dimostrati.
informativa antimafia ros: ipotesi da un milione di euro
Il nome di Rocco Commisso compare nelle 52 pagine di un’informativa antimafia del Ros dei Carabinieri di Reggio Calabria. Nel documento viene formulata l’ipotesi di un presunto “sostegno economico” pari a un milione di euro nei confronti delle cosche collegate a Marina di Gioiosa Ionica.
La ricostruzione riportata evidenzia inoltre come, al di là delle affermazioni contenute nel materiale, Commisso risulti totalmente estraneo agli accertamenti e privo di riscontri relativi a rapporti con la criminalità organizzata.
operazione “risiko” e intercettazioni: il contesto calabro-statunitense
intercettazioni del 14 luglio 2024 e arresto di frank albanese
La vicenda prende avvio il 14 luglio 2024, quando le forze dell’ordine avviano intercettazioni legate a Frank Albanese, originario della Calabria e residente ad Albany (New York). Secondo gli inquirenti, Albanese sarebbe una figura centrale nella “Società di Siderno” operante negli Stati Uniti.
Albanese viene poi arrestato a fine febbraio nell’ambito dell’operazione “Risiko”, finalizzata a smantellare un’estensione nordamericana della cosca Commisso di Siderno—indicata come una famiglia mafiosa solo omonima rispetto a quella dell’ex presidente viola.
bar, conversazioni e dichiarazioni senza riscontri probatori
Nel corso di un incontro in un bar, Albanese e altri interlocutori discutono del miliardario italo-americano. Partendo da stime sul suo patrimonio, le conversazioni assumono toni ironici, fino a ipotizzare richieste di fondi per le necessità legate ai detenuti delle cosche.
Nel dialogo compare l’affermazione secondo cui Rocco Commisso avrebbe versato “un milione di euro” all’associazione di Marina di Gioiosa. La ricostruzione precisa che tali parole emergono senza riscontro probatorio.
controlli precedenti: verifiche nel 2019 e omonimia
Già nel 2019 l’ipotesi di collegamenti e l’elemento dell’omonimia, insieme al patrimonio riconducibile a Commisso, avevano portato all’avvio di controlli. Le indagini—condotte in modo discreto tra Firenze e Reggio Calabria—avrebbero escluso categoricamente qualunque rapporto con ambienti mafiosi in Italia o negli Stati Uniti.
Nel quadro di quelle verifiche era emersa anche la presenza di un lontano cugino in Canada affiliato a una cosca. In base a quanto riportato, quel parente non avrebbe avuto rapporti con Rocco Commisso.
distanza dai familiari “scomodi”: indicazioni dalle intercettazioni del 2024
Le intercettazioni del 2024 confermerebbero, secondo la ricostruzione, la volontà di Commisso di tenersi a debita distanza da parenti considerati problematici. Nelle conversazioni, il boss Vincenzo Commisso lamenta un presunto atteggiamento sfuggente durante le visite in Calabria, descrivendo che Rocco Commisso si recherebbe a Gioiosa in modo clandestino, uscirebbe di notte e preferirebbe non incontrare nessuno.
La ricostruzione menziona inoltre un precedente episodio, emerso in un’indagine tra Toscana e Umbria, relativo a un tentativo fallito di un parente di avvicinare Commisso con l’obiettivo di sfruttarne la disponibilità economica.
difesa e reazione della fiorentina e della famiglia commisso
La famiglia Commisso e il club viola avrebbero reagito con decisione, diffidando chiunque dal diffondere accuse ritenute diffamatorie. Nella nota ufficiale viene ribadito come la vita e la reputazione di Rocco B. Commisso siano in netto contrasto con le insinuazioni pubblicate.
La difesa ricorda inoltre l’ascesa personale del dirigente, emigrato a 12 anni, formatosi in grandi istituti bancari prima di fondare Mediacom, sottolineando come l’operato sarebbe stato caratterizzato da un rifiuto degli stereotipi che assocerebbero erroneamente gli italo-americani alla criminalità organizzata.
personaggi citati nelle ricostruzioni
- Rocco Commisso
- Frank Albanese
- Vincenzo Commisso
