Svolta storica per gli arbitri in Serie A: verso il professionismo dopo il caso Rocchi

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Svolta storica per gli arbitri in Serie A: verso il professionismo dopo il caso Rocchi

Una stagione segnata da tensioni e riforme decide il futuro del arbitro italiano, con episodi rilevanti come l’accerchiamento di Gianluca Rocchi in tribuna e una inibizione significativa per Antonio Zappi. In parallelo, una valutazione UEFA mette in luce falle nel sistema di formazione e valutazione, spingendo la Federcalcio a programmare una trasformazione profonda che punta al professionalismo e a una governance rinnovata.

riforma arbitri: verso il professionalismo e una governance rinnovata

Il fulcro della proposta è l’introduzione del professionismo per i direttori di gara, ispirato a modelli consolidati all’estero. L’idea di fondo prevede la nascita di una società partecipata al 100% dalla FIGC, incaricata di gestire il percorso degli arbitri di Serie A e B.

dal lavoro autonomo al tempo determinato

Inizialmente gli arbitri firmeranno contratti di lavoro autonomo, che, al raggiungimento di un numero prestabilito di presenze, passeranno a tempo determinato, includendo la possibilità di contributi previdenziali e TFR.

governance e designazione

La governance smetterà di basarsi sulle tradizionali graduatorie dell’AIA e sarà affidata a un Consiglio di Amministrazione indipendente. Il CdA, composto da tre figure non tesserate né calciatori in attività né dirigenti, verrà nominato dal Consiglio federale e avrà il compito di eleggere un direttore generale e un nuovo designatore.

finanze e investimenti

La nuova struttura avrà un costo stimato di circa 18 milioni di euro. Le risorse provengono in parte dalle quote FIGC attualmente destinate all’AIA e in parte da un contributo delle Leghe di Serie A e B, pari a circa 10 milioni. I club chiedono peso politico nelle nomine, ma il contesto interno rischia di alimentare conflitti, spingendo molte società verso una posizione di neutralità.

ruolo dell’aia e scenari operativi

Di riflesso, l’AIA è destinata a perdere il controllo gestionale e una porzione significativa dei fondi. Nonostante la ferma opposizione, uno sciopero appare improbabile: i direttori di gara, accogliendo favorevolmente il passaggio al professionismo, potrebbero trovare beneficio in nuove tutele contrattuali e nello staff medico e fisioterapico dedicato. La strada verso la rivoluzione appare ormai tracciata.

In tale contesto, si delineano le dinamiche tra le parti interessate e le opportunità di revisione del modello di selezione e formazione, con l’obiettivo di garantire maggiore continuità, professionalità e tutela per gli arbitri.

Personaggi chiave citati nel testo:

  • Gianluca Rocchi
  • Antonio Zappi
  • Gabriele Gravina
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