Tadej pogacar bicicletta di riserva alla roubaix carriola e problemi di altezza e gomme non adatte

• Pubblicato il • 4 min
Tadej pogacar bicicletta di riserva alla roubaix carriola e problemi di altezza e gomme non adatte

Tadej Pogacar chiude Parigi-Roubaix 2026 al secondo posto, battuto nella volata dal belga Wout van Aert sullo scenario più iconico del ciclismo su pista, il Velodromo. Pur avendo provato a imporre il proprio ritmo nei tratti più selettivi, lo sloveno non riesce a staccare l’avversario nei settori in pavé di Mons-en-Pévèle e del Carrefour de l’Arbre, e la decisione finale arriva sullo sprint, rimandando il trionfo nell’“Inferno del Nord”.

parigi-roubaix 2026: pogacar secondo, van aert vince la volata

La gara si decide in un finale netto: Pogacar arriva vicino all’allungo decisivo ma, nei momenti chiave, non riesce a staccare Wout van Aert. L’epilogo avviene nella volata al Velodromo, con lo sloveno costretto ad inchinarsi e a rimandare l’appuntamento con la vittoria.

Il tentativo si concentra sui settori in pavé, dove Pogacar prova a cambiare marcia e a creare spazio. L’intento di far saltare il rivale viene delineato nei tratti duri: Mons-en-Pévèle e Carrefour de l’Arbre. Nonostante la spinta, la situazione non si scompone abbastanza da portare a un vantaggio sufficiente, lasciando spazio alla volata conclusiva.

foratura a 120 chilometri: la bicicletta non è disponibile e il ritmo cala

La svolta negativa arriva quando mancano 120 chilometri al traguardo. Nel settore in pavé numero 22, indicato come tre stelle di difficoltà, con riferimento al tratto da Quérénaing a Maing, Pogacar viene tradito da una foratura all’anteriore. La necessità di scendere dalla bici e risalire su un mezzo diverso interrompe la continuità di gara.

Il capitano della UAE Emirates scende dalla bicicletta e sale su una bici “non sua”, fornita dall’ammiraglia di servizio. Su quel mezzo “neutrale” percorre alcuni chilometri prima di vedere il distacco incidere: si parla di circa trenta secondi dal gruppo principale.

ripresa dopo il guaio: seconda bici e rientro prima di aremberg

Superata la fase più complicata, Pogacar si ferma e riceve la seconda bicicletta dalla propria ammiraglia. Con il cambio, l’inseguimento riparte: il ritardo dalla vetta viene indicato in 35 secondi, e lo sloveno rientra poco prima della Foresta di Aremberg, quando la bagarre si intensifica.

dichiarazioni post gara: “cambiare bici” dopo le forature anteriori e posteriori

Il Campione del Mondo torna sull’episodio nelle dichiarazioni ai media sloveni. Il racconto è centrato su un susseguirsi di guai legati alle gomme e su ripetuti cambi macchina, con conseguenze dirette sulle condizioni di guida.

ruota anteriore bucata e seconda foratura: impossibilità di continuare

Pogacar spiega: “Ho corso per un po’ con la ruota anteriore bucata, ma quando ho forato anche quella posteriore non potevo più andare avanti, quindi ho dovuto cambiare la mia bici”

Nel passaggio successivo aggiunge che da Shimano gli viene fornita una soluzione alternativa: “Da Shimano mi hanno dato una ‘carriola’”. Dopo la possibilità di procedere per un periodo, la situazione rende necessario un ulteriore cambio: “Ho potuto correre per un po’, ma poi ho dovuto cambiare bicicletta di nuovo”.

inseguimento e difficoltà con geometrie e gomme: la scelta obbligata

Proseguendo, Pogacar descrive l’avvio dell’inseguimento e i problemi con la bici ricevuta. La narrazione fa emergere una distanza temporale e una preparazione non ottimale rispetto al terreno: “Poi è iniziato l’inseguimento e ho bucato di nuovo”. Lo sloveno sostiene di essere riuscito a riprendere la corsa, ma evidenzia un fattore tecnico: “era da molto tempo che non correvo con una bicicletta Shimano”.

Il nodo si completa con due elementi pratici: l’altezza della sella e le caratteristiche delle coperture per quel tipo di terreno. Pogacar conclude che “l’altezza della sella non era giusta e le gomme non erano adatte a quel tipo di terreno”, motivando così la necessità di sostituire nuovamente la bicicletta.

risultato e contesto di stagione: un altro tassello verso le classiche

Il secondo posto in Parigi-Roubaix 2026 chiude una giornata in cui Pogacar prova a giocarsi la carta decisiva nei tratti più duri del percorso, con l’obiettivo di inseguire un successo che, sul piano stagionale, avrebbe alimentato l’ambizione di dominare le Classiche Monumento. Le forature, con i conseguenti cambi bici e la gestione del ritmo, spostano il baricentro della corsa, portando la decisione finale allo sprint nel Velodromo.

nominativi citati

  • Tadej Pogacar
  • Wout van Aert
  • Shimano
  • UAE Emirates
Tadej Pogacar
Categorie: Ciclismo

Per te