Tadej pogacar niente filotto di tutte le monumento nello stesso anno come sfuma l’occasione irripetibile
Tadej Pogačar si ferma sull’obiettivo più ambizioso: arriva la prima battuta d’arresto stagionale con un amaro secondo posto alla Parigi-Roubaix. Un risultato che eguaglia quanto ottenuto un anno fa al debutto nell’Inferno del Nord, ma che lascia fuori la concreta possibilità di dominare l’intera stagione delle Monumento previste per il 2026.
La corsa, vissuta su ritmi elevatissimi e con tratti decisivi di pavé, ha segnato un’occasione sfumata proprio nel momento in cui Pogačar avrebbe potuto consolidare una traiettoria storica. Il campione mondiale rimanda così ancora l’appuntamento con il primo successo nella “Regina delle Classiche”.
parigi-roubaix: il secondo posto di tadej pogačar
Alla Parigi-Roubaix, Tadej Pogačar non riesce a trasformare il pieno controllo della corsa in una vittoria. Il campione sloveno deve accontentarsi del secondo posto, vedendo svanire il sogno di conquistare tutte le Monumento in calendario nel 2026. La prestazione conferma la competitività assoluta, ma evidenzia anche quanto sia stato determinante l’equilibrio del finale, soprattutto nella volata decisiva al Velodromo.
stagione 2026: start folgorante e candidatura alla roubaix
Il percorso verso la Roubaix era stato costruito su risultati di livello altissimo. Pogačar, 27 anni, originario di Komenda, aveva avviato la stagione con una serie di successi in rapida successione: Strade Bianche, Milano-Sanremo e Giro delle Fiandre. Una sequenza che aveva indicato uno stato di forma eccezionale e che lo ha portato ai nastri di partenza con tutte le carte in regola per provare a spodestare il grande rivale Mathieu Van der Poel, reduce da una tripletta alla Roubaix realizzata tra 2023 e 2025.
problemi in corsa: forature, recupero e impatto sul finale
Durante la gara, Pogačar deve fare i conti con difficoltà concrete. Come molti altri big, affronta tre forature e perde tempo prezioso, con la necessità di spendere energie supplementari per rientrare nel gruppo di testa. Il dispendio richiesto per rimettersi nella posizione utile si traduce in un costo elevato, con ripercussioni dirette nelle fasi chiave del pavé.
Nel momento in cui diventa più difficile tenere la stessa progressione sugli eventuali tratti selettivi, Pogačar non riesce a staccare Wout van Aert nei passaggi decisivi. L’insieme degli episodi accumulati in corsa conduce a una gestione più prudente del finale, fino all’inevitabile necessità di alzare bandiera bianca nella volata conclusiva al Velodromo.
monumenti e traguardi storici: il piano interrotto nel 2026
Il secondo posto pesa anche sul piano dei record. In caso di vittoria, Pogačar avrebbe potuto diventare il primo corridore della storia a mettere in bacheca cinque Monumento nell’arco di 365 giorni, considerando il periodo dalla Liegi 2025 alla Parigi-Roubaix 2026. Un’impresa capace di trasformare la stagione in un riferimento assoluto, con l’aggiunta di un’ulteriore striscia ambiziosa nel 2026.
Oltre ai numeri, lo scenario prevedeva anche la presenza di finestre molto concrete per altri successi: il profilo di Pogačar come strafavorito sarebbe stato esteso sia alla Liegi-Bastogne-Liegi sia al Lombardia. Dopo la sconfitta di oggi, l’obiettivo viene rimandato e Pogačar dovrà attendere almeno il 2027 per tornare a puntare l’Inferno del Nord e chiudere il cerchio nelle classiche più prestigiose.
le avversità che hanno cambiato lo scenario della roubaix
La gara si riassume anche attraverso i passaggi che hanno modificato la traiettoria del corridore sloveno: tre forature, perdita di tempo e un recupero oneroso per restare nella parte alta della corsa. Questi elementi hanno influito sulle energie disponibili negli ultimi tratti, rendendo più difficile imporsi nei momenti in cui si decide la distanza tra inseguitori e vincitore.
Personaggi citati:
- Tadej Pogačar
- Mathieu Van der Poel
- Wout van Aert
