Tardelli auspica il rinnovamento dellItalia e la svolta dopo le dimissioni: serve una vera rivoluzione

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Tardelli auspica il rinnovamento dellItalia e la svolta dopo le dimissioni: serve una vera rivoluzione

La mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali continua a essere un tema centrale, capace di accendere discussioni in tutto il movimento. Marco Tardelli, ex centrocampista di Juventus e Inter e campione del mondo nel 1982, ha rilasciato un’intervista in cui ha affrontato la crisi del calcio italiano senza mezzi termini, concentrandosi su scelte, responsabilità e necessità di cambiamento.

crisi del calcio italiano e mancata qualificazione ai mondiali

L’assenza della squadra nazionale dalla massima competizione globale viene letta come un campanello d’allarme che impone un cambio di rotta immediato. Tardelli collega la situazione alla mancanza di riforme concrete e sottolinea l’esistenza di un ciclo di parole e rinvii: “Sono anni che riflettiamo, parliamo, discutiamo”, ma “è arrivato davvero il momento di prendere decisioni”. Secondo l’ex calciatore, chi dovrebbe agire continua a non intervenire, rendendo il rischio di assistere ancora una volta agli stessi esiti.

Nel ragionamento di Tardelli torna con forza il tema dei Mondiali seguiti da spettatori: “Vediamo se dopo tre Mondiali da spettatori succederà qualcosa”. La valutazione generale insiste sulla necessità di passare dalle dichiarazioni all’azione.

dimissioni ai vertici federali e richiesta di cambiamento reale

Le turbolenze al vertice della federazione vengono indicate come un passaggio obbligato. Tardelli osserva: “Si sono dimessi tutti? Era doveroso” e aggiunge che ora servirebbero persone capaci. La priorità diventa aprire un percorso decisionale immediato, con scelte orientate al bene del calcio.

Il punto critico è la distanza tra discussione e realizzazione: “Bisogna aprire subito un tavolo e decidere cosa fare”, con l’urgenza di muoversi nella maniera giusta e stare dalla parte del calcio. Per Tardelli, il cambio deve essere effettivo e misurabile, non limitato a riflessioni e confronti.

ex calciatori in figc: coerenza tra richieste e scelte passate

Un altro nodo affrontato riguarda il ruolo degli ex giocatori all’interno della FIGC. Tardelli evidenzia una contraddizione di fondo: pur sostenendo l’idea di avere figure provenienti dal mondo del calcio, osserva che gli ex calciatori non mancherebbero. Nel suo ragionamento, l’attenzione si sposta su come e quando viene richiesto un cambiamento.

Secondo le sue parole: “I calciatori c’erano e ci sono anche ora”, citando che Calcagno, presidente dell’Associazione che li rappresenta, risulta vicepresidente federale. Tardelli richiama anche la presenza di allenatori, e contesta l’urgenza richiesta solo in seguito a nuove difficoltà: “Il cambio lo chiedono ora?”. L’argomentazione collega la domanda al fatto che si parla di rivoluzione dopo tre qualificazioni Mondiali mancate.

Conclude ponendo un interrogativo sulla coerenza decisionale: “Qualcuno si è chiesto perché il 98% nell’ultima assemblea elettiva della federazione ha votato Gravina? Datevi una risposta”.

serie a e stranieri: il numero non sarebbe la causa della crisi

Nel tema del declino tecnico, Tardelli respinge l’idea che il problema sia legato al numero di atleti stranieri presenti in Serie A. La posizione è netta: nel mondo il campionato con molti giocatori non italiani sarebbe una pratica diffusa, e la Serie A presenta da tempo una forte presenza di calciatori provenienti dall’estero.

Per Tardelli: “La Serie A è piena di giocatori non italiani” e, in generale, “da tantissimo tempo” questa situazione non sarebbe nuova. Pur riconoscendo che gli stranieri non aiuterebbero direttamente, l’ex centrocampista precisa che se un modello simile funziona in molti contesti internazionali, allora non può rappresentare l’origine principale della crisi: “Siciramente non ci aiuta, ma se succede ovunque non è quello il problema”.

emergenza calcio italiano: investimenti e crescita dei giovani

Secondo Tardelli, la vera emergenza riguarda soprattutto gli investimenti e la costruzione di condizioni capaci di far emergere talenti. Al centro della sua analisi ci sono infrastrutture e spazi: “Servono gli spazi e le strutture per far crescere i giovani”. In assenza di questi presupposti, il percorso di sviluppo rischia di interrompersi.

Il problema viene descritto come una dispersione lungo la crescita, con specifici riferimenti alle categorie giovanili: “Ci sono under 17 e under 19 bravissimi che perdiamo durante percorso di crescita, spariscono”. Di conseguenza, la mancanza di nuovi riferimenti viene attribuita non solo a un fenomeno sportivo generale, ma a un punto di rottura nel processo di formazione.

La conclusione torna su un interrogativo essenziale: “Non abbiamo più fuoriclasse, ma domandiamoci se li abbiamo persi per strada”.

figure citate da tardelli

  • Marco Tardelli
  • Calcagno
  • Gravina
  • FIGC
Marco Tardelli

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