Tardelli duro: poca credibilità nella dirigenza della juve
Una stagione vissuta tra aspettative e delusioni ha attirato nuovamente l’attenzione sul momento della Juve. Marco Tardelli, ex difensore della Juventus e bandiera della Nazionale, ha espresso critiche nette sul rendimento dei bianconeri e su alcune scelte legate al mercato, collegando l’attuale quadro sportivo anche a dinamiche societarie e al tema della leadership interna.
marco tardelli: delusione per la stagione juventus 2025/26 e per il cammino europeo
Secondo Tardelli, la Juventus non avrebbe mai dato la sensazione di controllare davvero il proprio destino. Il giudizio si concentra sul fatto che siano stati commessi due passaggi falsi ritenuti decisivi, con conseguenze che si sono rivelate difficili da ricondurre anche a freddo. Il contesto, nella lettura dell’ex campione, risente inoltre di problemi che si riflettono sull’ambiente.
La critica si estende alla credibilità delle figure dirigenziali: manca, nella visione di Tardelli, la percezione di una guida capace di unire competenza e attaccamento al club. A livello di conseguenze sportive, la classifica viene indicata con i bianconeri sesti, con l’esito che comporta l’uscita dalla prossima Champions League.
critiche al mercato juventus: spesa alta e necessità di entrare nell’elite europea
Tardelli porta il discorso sul mercato, puntando l’attenzione su una scelta ritenuta poco convincente e sulla continuità del metodo adottato. Il riferimento riguarda il mercato definito “stellare” e la possibilità che un’operazione simile fosse già stata impostata in precedenza. In sostanza, l’ex difensore sostiene che i giocatori più forti puntino soprattutto alle squadre che disputano la Champions League, identificando in quel trofeo il punto di riferimento reale.
Nel dettaglio, viene ricordato l’arrivo di David e Openda nell’estate precedente, descritti come innesti attesi come colpi di qualità ma giudicati non in grado di costruire l’effetto sperato. Tardelli sottolinea come siano stati impiegati molti soldi per formare una squadra che, a suo avviso, non risulta all’altezza. Non attribuisce però responsabilità a Spalletti, dichiarando che su questo aspetto non ha colpe.
vlahovic al centro del progetto: gioco, continuità e aspetti economici
Un passaggio centrale riguarda Vlahovic. Tardelli sostiene che la squadra dovrebbe essere costruita attorno al giocatore, a condizione che stia bene fisicamente. La valutazione tecnica viene ricondotta alla capacità di segnare, indicata come un elemento stabile della sua carriera: se pronto, è definito affidabile, sicuro e capace di produrre goal.
Il nodo principale, nella lettura dell’ex juventino, è il rapporto tra gioco e prestazione: secondo Tardelli, il serbo rende di più quando la Juventus gioca con l’idea di servirlo. Se perde questo riferimento, tende invece a faticare maggiormente. La possibile perdita viene quindi inquadrata come un danno, anche per la mancanza in rosa di profili ritenuti adeguati dal punto di vista dello spessore tecnico per sostituirlo.
Il tema economico entra poi nella valutazione: Tardelli afferma che l’aspetto delle volontà personali è determinante. Vlahovic, secondo le sue parole, dovrebbe essere sincero con se stesso e riconoscere che negli ultimi anni non sarebbe stato un livello di prestazione considerato da fenomeno. Viene inoltre richiamato un concetto di restituzione: l’ex attaccante dovrebbe accettare le condizioni del club riguardo all’adeguamento dell’ingaggio. Nel caso in cui non bastasse la fiducia di Spalletti, Tardelli prospetta la necessità che la Juventus se ne liberi.
mancanza di leadership nella rosa: bisogno di riferimenti in campo e nello spogliatoio
La parte finale delle critiche si concentra sul tema della leadership. Tardelli sostiene che alla squadra manchi la giusta dose di giocatori capaci di guidare il gruppo. A suo avviso, nella rosa non emergono figure sufficientemente strutturate e definite sotto questo aspetto. Viene anche indicato che alcuni componenti hanno rilasciato dichiarazioni non gradite, elemento che, nella lettura dell’ex campione, contribuisce a evidenziare un deficit di identità collettiva.
Per Tardelli serve qualcuno che offra l’esempio in campo e nello spogliatoio, richiamando il modello di Modric al Milan per una parte significativa della stagione. Oggi, però, diventare un punto di riferimento sarebbe più complesso anche per un fattore collegato alla composizione della rosa: Tardelli afferma che non c’è più uno zoccolo duro azzurro. Di conseguenza, secondo l’ex difensore, diventa difficile farsi ascoltare e imporre la propria presenza. Alcuni ci avrebbero provato, ma con risultati ritenuti insufficienti.
Marco Tardelli cita e collega i punti chiave a figure e protagonisti specifici:
- Marco Tardelli
- Spalletti
- Comolli
- Vlahovic
- David
- Openda
- Modric

