Tour de France 2026 percorso e tappe seconda settimana salite e arrivi decisivi

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Tour de France 2026 percorso e tappe seconda settimana salite e arrivi decisivi

L’evoluzione del Tour de France entra nella fase decisiva della seconda settimana, sostenuta da un momento di tregua che punta a rimettere in carreggiata energie e lucidità. Dopo una tappa finale ad alto impatto, con Van der Poel protagonista al traguardo e Pogacar in maglia gialla, l’attenzione si sposta sulle tappe successive: una sequenza costruita attorno a salite, dislivelli importanti e strappi capaci di cambiare la corsa già nelle fasi intermedie.

riposo e seconda settimana: recupero mentale e fisico nel tour

La giornata di riposo è indicata come supporto concreto per i corridori, chiamati a recuperare sia sul piano mentale sia su quello fisico. Il percorso appena concluso ha lasciato il segno con il successo di Van der Poel e il mantenimento della maglia gialla nelle mani di Pogacar. Con l’avvio della seconda settimana, lo scenario cambia ulteriormente: salite e altimetrie più selettive attendono i protagonisti.

tappa 10 aurillac-le lioran: 166,6 km con 3800 metri di dislivello

La tappa 10 prende il via da un tracciato pensato per mettere alla prova la tenuta dei corridori. La distanza è di 166,6 km, con un dislivello complessivo di 3800 metri. Sono previsti sette GPM da scalare, distribuiti lungo il percorso e con pendenze capaci di incidere progressivamente sulla corsa.

gpm principali e successione degli ultimi rilanci

I GPM segnalati sono: Côte de Pailherols (3 chilometri al 7,2 %), Col de la Griffoul (5,9 chilometri al 6,7%), Col de Prat de Bouc (3,1 chilometri al 6,5%), Côte de Murat (5,2 chilometri al 5,3%). Nel tratto finale, la salita è proposta in rapida sequenza con Puy Mary – Pas de Peyrol (7,8 chilometri al 6%), Col du Pertus (4,4 chilometri all’8.5%) e Col de Font de Cère (3,1 chilometri al 5,8%).

tappa 11 vichy-nevers: 161,3 km con terreno prevalentemente pianeggiante

La tappa 11 si sviluppa su 161,3 km e viene descritta come una frazione pianeggiante, priva di difficoltà altimetriche degne di nota. Le uniche asperità citate, non particolarmente lunghe, sono la Côte de Billonnière (1 chilometro al 5,8%) e la Côte de Billy-Chevannes (1,4 chilometri al 5%). Il profilo complessivo lascia intendere la possibilità di un arrivo con il gruppo compattato.

tappa 12 circuit nevers magny-court-chalon-sur-saône: 179,1 km e tre gpm

La tappa 12 copre 179,1 km e non presenta ostacoli considerati insuperabili. Le asperità indicate per la giornata sono tre: Côte de Lanty (2 chilometri al 4%), Côte de Cuzy (2,4 chilometri al 4,5%) e Côte de Montagny-lès–Buxy (2,6 chilometri al 4,3%). I GPM previsti sono tre e il disegno del percorso, insieme a questi tratti, apre spazio a strategie diverse.

azione da lontano e gestione per gli sprinter

La combinazione tra GPM e andamento complessivo rende plausibile un’attività degli attaccanti lungo il tragitto, soprattutto da lontano. In alternativa, il contesto potrebbe favorire una gestione da parte delle formazioni degli sprinter, con l’obiettivo di controllare la corsa fino alle fasi conclusive.

tappa 13 dole-belfort: 205,8 km con arrivo potenzialmente “rovente”

La tappa 13 si estende per 205,8 km e mette in evidenza un finale potenzialmente energico. Il passaggio chiave è rappresentato dal Col des Croix (5,1 chilometri al 4,8%), che proietta i corridori verso il Ballon d’Alsace (8,9 chilometri al 6,9%). L’impostazione del percorso, nel tratto finale, può accendere contrasti e selezione tra i big.

gpm di prima categoria e duello tra i protagonisti

Il GPM di prima categoria, posto a circa 30 chilometri dal traguardo, è indicato come possibile punto di svolta. Il meccanismo descritto porta alla possibilità di un faccia a faccia tra i principali contendenti nella parte conclusiva della tappa.

tappa 14 mulhouse-le markstein fellering: 155,3 km tra 3800 metri e quattro salite

La tappa 14 misura 155,3 km e concentra un dislivello di 3800 metri. Le salite classificate tra prima e seconda categoria creano le condizioni per una giornata impegnativa. Il percorso è delineato con una sequenza precisa di ascese che definiscono il ritmo e l’evoluzione della gara.

salite principali e finale con col du haag

La tappa si apre con il Grand Ballon (21,5 chilometri al 4,8%), prosegue con il Col du Page (9,8 chilometri al 4,7%) e torna sul Ballon d’Alsace (8,9 chilometri al 6,9%). Nella parte finale compare il Col du Haag, prima categoria di 11,2 chilometri al 7,3%, posizionato a pochi chilometri dal traguardo e quindi potenzialmente decisivo.

tappa 15 champagnole-plateau de solaison: 183,9 km con 3950 metri e arrivo hors categorie

La tappa 15 è indicata come frazione alpina con un dislivello significativo: 3950 metri su 183,9 km. Le fatiche iniziano subito grazie alla Côte des Rousses (6,6 chilometri al 5,1%), che avvia una progressione difficoltosa già nei chilometri iniziali.

ultimi 50 chilometri e arrivo al plateau de solaison brison

Nel tratto di ultimi cinquanta chilometri si susseguono ulteriori salite: Le Salève – Col de la Croisette (4,6 chilometri all’11,2%), la Côte du Mont e il traguardo hors categorie Plateau De Solaison Brison, con arrivo dopo 11,3 chilometri al 9%. La combinazione tra pendenze elevate e distanza ravvicinata delle ultime asperità rende la conclusione particolarmente selettiva.

protagonisti citati nella sequenza di tappe

I riferimenti principali riguardano:

  • Van der Poel
  • Pogacar
Tadej Pogacar
Categorie: Ciclismo

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