Ulivieri svela chi voterà: Gravina sempre corretto, ma ai club italiani non importa della Nazionale

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Ulivieri svela chi voterà: Gravina sempre corretto, ma ai club italiani non importa della Nazionale

Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, torna a commentare le dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza FIGC, collegando il tema alla fase politica che si apre e alle prossime elezioni. Nel confronto rilasciato a La Repubblica, Ulivieri affronta questioni legate al rapporto con gli allenatori, al senso delle votazioni e al modo in cui il calcio italiano sta cambiando, tra scelte organizzative e dinamiche internazionali.

Il punto centrale riguarda la tutela dei diritti, la valutazione del contesto e le aspettative per l’immediato futuro del sistema federale. Al centro del ragionamento compaiono anche i Mondiali, il ruolo della Nazionale e le conseguenze della presenza di molti calciatori stranieri sui percorsi di crescita dei giovani.

dimissioni gravina e ruolo delle elezioni figc secondo ulivieri

Ulivieri riprende il tema delle dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza FIGC e sposta rapidamente l’attenzione sulle prossime elezioni. Il presidente dell’associazione allenatori sottolinea come, pur nel dibattito pubblico, debbano restare fermi alcuni riferimenti pratici legati al lavoro quotidiano del settore.

Nel passaggio sulle votazioni, Ulivieri specifica che gli allenatori avevano già scelto in passato un candidato, citando l’esito relativo a Albertini. Il cambio di prospettiva, secondo quanto dichiarato, consiste nell’orientare il voto verso un programma invece che verso la sola persona, con un’attenzione particolare al tema della coerenza e dell’identità del calcio.

difesa di gravina e rapporto con gli allenatori

Ulivieri descrive Gravina come un interlocutore che con gli allenatori ha mantenuto un rapporto giudicato corretto, evidenziando il contributo nel tutelare i diritti. Nel ragionamento, l’associazione viene rappresentata come un organismo che opera da sindacato e non limita l’attenzione alle sole dinamiche di campo legate alle panchine.

Nel racconto emerge anche la dimensione comunicativa della vicenda: Ulivieri cita gli insulti sui social e la richiesta di “andare a casa”, indicando di averlo considerato come parte della pressione del contesto. A sostegno della propria posizione, riporta di essere stato rieletto con oltre il 72 per cento dei consensi, includendo anche quelli di persone non iscritte all’Assoallenatori.

Un ulteriore riferimento riguarda la legittimità di chi parla del settore: secondo Ulivieri, molte critiche muovono da informazioni insufficienti o da una conoscenza parziale della realtà degli allenatori.

votazioni e programma: cosa chiedono gli allenatori

Il tema delle votazioni viene collegato alla necessità di valutare l’orizzonte proposto. Ulivieri afferma che, dopo le indicazioni maturate nel tempo, la scelta futura degli allenatori si orienterà verso un programma.

Nel quadro generale, viene evidenziata una preoccupazione di fondo: se la discussione in corso rappresenti o meno una crisi d’identità per il calcio, questione che richiede chiarezza sulle linee di indirizzo. Nonostante l’attenzione sulle prospettive interne, Ulivieri mantiene una lettura positiva sulla solidità del sistema: ai Mondiali sarebbero presenti tre tecnici, con i nomi indicati come Ancelotti, Montella e Cannavaro.

nazionale e club: dubbi sulla priorità del progetto azzurro

Secondo Ulivieri, preoccuparsi dell’assenza dell’Italia dai Mondiali sarebbe da sciocchi, ma la questione va trattata con metodo, tenendo conto di sentimenti e appartenenza. L’interesse non viene però limitato al piano emotivo: Ulivieri porta il focus sul rapporto tra Nazionale e club.

Nel ragionamento emerge un elemento critico: i club, secondo le sue parole, non avrebbero sempre lo stesso grado di attenzione verso la Nazionale. Ulivieri sostiene che, con crescente frequenza, la proprietà delle società appartiene a fondi d’investimento esteri, con conseguenze sulle scelte di gestione.

Un altro passaggio richiama i numeri sul campionato: la Serie A viene indicata come la competizione europea con la quota più alta di stranieri. In quest’ottica, un ct avrebbe la possibilità di convocare un gruppo ristretto, citato in un intervallo del 30 per cento dei convocabili, mentre in Spagna e Germania la percentuale sarebbe il doppio.

Per rendere concreto il discorso, Ulivieri cita un caso personale legato al Cagliari: il giocatore menzionato sarebbe Palestra, con un riferimento al passaggio “entrato in Bosnia” e alla circostanza che, pur essendo giudicato bravo, sarebbe appena diventato titolare nella propria squadra.

tropi stranieri e crescita dei giovani: il punto di ulivieri

La parte conclusiva si concentra sul tema dei troppi stranieri. Ulivieri respinge implicitamente l’idea che il ricorso ai calciatori stranieri dipenda da un costo necessariamente inferiore, affermando che le formazioni Primavera risultano comunque piene di stranieri.

Il ragionamento si estende al calcio femminile: secondo quanto riportato, nel settore si vince ancora e anche le rappresentative giovanili ottengono risultati. Per Ulivieri, questo significa che i calciatori italiani non sarebbero diventati deboli, ma sarebbero frenati nel compiere il salto verso la prima squadra.

La criticità viene individuata nella difficoltà dell’ultimo passaggio, definito come un elemento che paralizza il sistema. Ulivieri collega il tema dell’impatto sportivo a un aspetto quantitativo: in Italia, un ragazzo che pratica sport, se tesserato, svolgerebbe in media 350 ore all’anno. All’estero, invece, il numero sarebbe quasi triplo nella maggior parte dei paesi e, nei contesti nordici, raggiungerebbe addirittura il quintuplo.

Il confronto viene poi sintetizzato con un’immagine diretta: se un allenato tocca la palla durante l’anno centinaia di volte in più rispetto a un altro, alla fine lo farebbe meglio grazie a maggior familiarità e continuità.

nomi citati nel racconto di ulivieri

  • Renzo Ulivieri
  • Gabriele Gravina
  • Albertini
  • Ancelotti
  • Montella
  • Cannavaro
  • Palestra
Renzo Ulivieri

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