Up mir a quartararo nella riscossa delle moto giapponesi

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Up mir  a quartararo nella riscossa delle moto giapponesi

Il Gran Premio di Catalogna entra nella fase decisiva con il warm-up in pista, mentre Barcellona si accende di sole ma mantiene condizioni ancora fresche per i piloti della MotoGP. La temperatura dell’asfalto resta bassa, con la colonnina ferma a circa 16 gradi, un elemento che influenza le scelte tecniche e la lettura delle prestazioni. In un contesto così, la parte più delicata diventa la messa a punto della gomma posteriore, con l’obiettivo di arrivare pronti alla gara prevista oggi alle 14:00, dove la gestione degli pneumatici sarà determinante.

warm-up MotoGP Catalogna: temperature basse e prove di assetto

Nonostante il meteo non favorisca l’immediata ricerca della massima resa, il warm-up permette comunque di prendere le misure necessarie, soprattutto sulla gomma posteriore media. Proprio quella risulta essere, con ogni probabilità, la scelta destinata a guidare molte strategie in gara, rendendo la fase di test un passaggio chiave per controllare affidabilità e comportamento in percorrenza.

scelta soft all’anteriore e strategia per restare al sicuro

Con temperature contenute, alcuni piloti adottano la soft all’anteriore per ridurre i rischi legati alla fase di riscaldamento e migliorare la reattività. Tra coloro che scelgono questa soluzione emergono i protagonisti delle prime posizioni, in una sessione che mostra anche una riscossa delle moto giapponesi.

classifica warm-up: tempi e riferimenti per la gara di oggi

Il miglior tempo del warm-up è di Joan Mir, con la sua Honda capace di segnare 1'39"624. Il crono risulta estremamente vicino a quello degli inseguitori: Fabio Quartararo precede di soli 104 millesimi, registrando il tempo con la sua Yamaha.

prime posizioni e competitività dei protagonisti

Alle spalle dei due davanti, Marco Bezzecchi si piazza terzo con la sua Aprilia, fermando il tempo a 1'39"775. Per oggi Bezzecchi dovrà lavorare per riscattare un sabato rimasto sotto le aspettative.

medie posteriori: pedro acosta tra i più efficaci sul lavoro gomme

Subito dietro, a 226 millesimi dalla vetta, si colloca Pedro Acosta, indicato come primo tra i piloti che hanno lavorato con una coppia di gomme medie. Il riferimento viene dalla Sprint, dove Acosta risulta aver gestito gli pneumatici con maggiore efficacia e punta a riproporre l’impostazione anche nella gara odierna.

strategie gomme tra RC16, soft e medie: chi accelera e chi gestisce

La scia dei protagonisti vede l’altra RC16 di Enea Bastianini, anch’egli equipaggiato con due gomme medie. Bastianini è descritto come l’ultimo a scendere sotto la soglia di 1'40", chiudendo la parte alta della classifica alle spalle dei primi. Seguono le scelte miste e i tempi ravvicinati: il tandem composto da Jack Miller (Yamaha) e Fabio Di Giannantonio (Ducati) opta per la soft all’anteriore e chiude con un distacco di poco superiore ai quattro decimi.

posizioni dalla metà classifica: abbinamenti gomme e distacchi

Per Raul Fernandez e Johann Zarco sono indicate due gomme medie, con entrambi collocati rispettivamente in ottava e nona posizione. Pecco Bagnaia chiude 11° con la sua Ducati, a poco meno di mezzo secondo dalla vetta. Davanti a Bagnaia si trova anche la Honda di Luca Marini, tra quelli che utilizzano la soft all’anteriore.

jorge martin e riscatti dopo un sabato complicato

La stessa scelta della soft all’anteriore riguarda anche Jorge Martin, che segue in 12° piazza. Anche per Martin emerge l’esigenza di riscattare un sabato deludente: il weekend complessivo lo ha visto cadere quattro volte.

rientri e difficoltà: marquez, morbidelli e la gestione del consumo

In coda alla classifica si segnala Alex Marquez, attardato dopo aver bisogno di lavorare per ridurre il consumo della gomma anteriore, rallentata nella fase finale della Sprint. Marquez conclude 15° con la Ducati del Gresini Racing in 1'40"406.

franco morbidelli: ultimo e giri completati ridotti

Dopo la grande prima fila conquistata ieri, si ritrova addirittura in fondo alla classifica Franco Morbidelli. Con la Ducati della Pertamina Enduro VR46, Morbidelli è indicato come quello che ha girato meno, chiudendo dopo soli 4 giri e posizionandosi quindi ultimo.

piloti in evidenza nel warm-up: tempi chiave e scelte gomme

La sessione ha messo in risalto tempi ravvicinati, distacchi contenuti e differenze nelle scelte di pneumatici, con l’attenzione puntata alla gomma posteriore e alla capacità di gestione nel passaggio verso la gara.

  • Joan Mir (Honda) – 1'39"624
  • Fabio Quartararo (Yamaha) – a 104 millesimi
  • Marco Bezzecchi (Aprilia) – 1'39"775
  • Pedro Acosta (KTM) – primo tra chi lavora con coppia di medie
  • Enea Bastianini (RC16) – chiude sotto 1'40" tra i piloti con medie
  • Jack Miller (Yamaha) – soft all’anteriore
  • Fabio Di Giannantonio (Ducati) – soft all’anteriore
  • Raul Fernandez (con due medie) – 8°
  • Johann Zarco (con due medie) – 9°
  • Pecco Bagnaia (Ducati) – 11°
  • Luca Marini (Honda) – soft all’anteriore
  • Jorge Martin (soft all’anteriore) – 12°
  • Alex Marquez (Ducati Gresini Racing) – 15° con 1'40"406
  • Franco Morbidelli (Ducati Pertamina Enduro VR46) – ultimo, 4 giri
Joan Mir, Honda HRC

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