Vieira non è urlando che si convincono i giocatori: cosa ha detto e il significato
Patrick Vieira, ex allenatore del Genoa, rilascia una lunga intervista in cui mette a fuoco temi decisivi del calcio contemporaneo: dalle prospettive in chiave Champions League alle dinamiche tattiche, fino a riflessioni su carriere, scelte e qualità individuali. L’ex tecnico affronta scenari in Serie A, previsioni sulla finale europea e dettagli personali legati alla sua esperienza da giocatore e da allenatore, con riferimenti chiari a idee di gioco e responsabilità.
serie a e corsa champions league: milan roma e possibile sorpresa-como
Nel ragionare sulle ultime chance per l’accesso alla massima competizione europea, Vieira indica come punto di partenza la situazione di Milan e Roma. A suo avviso, un vantaggio di due punti può risultare ideale per gestire il finale di stagione. L’ex allenatore non esclude però colpi di scena, citando la sorpresa-Como come variabile capace di cambiare gli equilibri.
Per quanto riguarda il derby di Torino, Vieira lo descrive come possibile ostacolo per la Juve, lasciando intendere che gli incroci diretti e i momenti di tensione possono incidere sul percorso verso gli obiettivi di classifica.
finale champions league: attenzione ai gol e all’approccio del psg
Guardando alla finale di Champions League, Vieira anticipa un copione con maggiore intensità realizzativa rispetto alle partite impostate sul risultato minimo. Secondo l’ex tecnico, i gol sono attesi, con l’aspettativa che l’incontro non si riduca a un controllo sterile. Il riferimento è al fatto che scenari troppo prudenti generano rischi, soprattutto quando una squadra sceglie di giocare con un certo grado di apertura.
Vieira associa la sua lettura all’idea che, se il psg dovesse presentarsi con un atteggiamento simile a quello adottato contro il bayern giocando apertamente, potrebbe incontrare difficoltà. In chiusura della sezione, dichiara di essere cambiato nelle preferenze e di tifare Arsenal.
arsenal campione: emozione, declan rice e mentalità di squadra
Vieira ripercorre il momento in cui l’Arsenal vinse un trofeo europeo: confessa di non aver mai immaginato di dover aspettare così a lungo prima di rivedere certi traguardi. Il discorso si collega a un confronto diretto con un giocatore attuale, Declan Rice, descritto come un elemento che “somiglia” a certe caratteristiche richieste in una squadra vincente.
Rice viene presentato come calciatore che interpreta il lavoro in modo collettivo: gioca per la squadra anziché per la propria individualità.
chivu e fabregas: intelligenza, personalità e crescita
La conversazione entra nel merito delle qualità di singoli giocatori, con un focus su Chivu e Fabregas.
chivu: intelligenza e personalità anche quando l’impressione iniziale inganna
Vieira afferma che Chivu ha vinto grazie alla sua intelligenza, caratteristica già visibile mentre era ancora calciatore. L’ex tecnico sottolinea che sembrava introverso dal punto di vista esteriore, ma in realtà possedeva personalità e un modo preciso di leggere il gioco.
fabregas: comprensione del calcio, scelta tra panchina e ambizione
Per Cesc Fabregas, Vieira richiama un dialogo ricco di ironia e legami interni al gruppo. Racconta che lo aveva sempre detto scherzando: “Se sono andato via dall’Arsenal, è colpa tua”. Il punto centrale è il periodo iniziale: a 17 anni Fabregas non aveva ancora fisicità, ma la compensava con comprensione del gioco.
Vieira collega poi un episodio alla propria decisione: quando se ne andò, sostiene di non aver potuto accettare l’idea di restare in panchina senza adeguata opportunità.
idea di gioco di vieira: calcio verticale, aggressività e verità ai giocatori
Vieira espone il tipo di calcio che desidera costruire: una squadra proattiva e aggressiva. Indica inoltre il suo riferimento al calcio verticale e dichiara di ammirare il Liverpool di Klopp.
Un altro elemento distintivo è la relazione con il gruppo: sostiene di dire sempre la verità ai giocatori, richiamando un approccio simile a quello attribuito a Mourinho durante il periodo in cui Vieira giocava.
mou al real: gestione dei campioni e episodio man united-inter
Vieira valuta l’arrivo di Mourinho al Real con un giudizio netto sulla capacità di gestire i campioni. Pur ammettendo che lui e Mourinho non erano sempre d’accordo, racconta che col tempo ha capito di aver compreso l’impostazione giusta: l’idea era ricevere indicazioni scomode ma necessarie.
Per rendere concreta la sua tesi, descrive un episodio nel marzo 2009 durante Man United-Inter. Dopo il rientro da un infortunio, Mourinho avrebbe detto che serviva titolare e che avrebbe giocato 60 minuti. Dopo pochi minuti, Vieira perde la marcatura di Vidic, che segna, e all’intervallo vede cambi in cui risulta fuori lui, dentro Muntari. Il giorno dopo Vieira si reca nel suo ufficio e rileva che la promessa dei 60 minuti non è stata mantenuta. Mourinho risponde che non era stata una prestazione adeguata e che la priorità era il bene della squadra.
Vieira conclude sostenendo che oggi, da allenatore, riconosce di avere ragione su quell’impostazione.
pentimento e rimpianti: inter, mondiale 2010 e mancato real madrid
Alla domanda sul possibile rimpianto legato all’addio all’Inter, Vieira nega: afferma di aver desiderato fare il Mondiale 2010 con la Francia. Collega la scelta all’idea che con Mourinho giocava poco e, nonostante non sia andato comunque al Mondiale, ritiene di aver dovuto provarci: sostiene che altrimenti non se lo sarebbe perdonato.
Resta un rimpianto: non essere andato al Real Madrid. Vieira racconta che il club lo avrebbe cercato per quattro anni consecutivi quando era all’Arsenal. L’ultimo anno dice di aver accettato: afferma che c’erano tutti gli accordi, ma di averci ripensato perché amava troppo l’Arsenal.
florentino perez e il rifiuto del real madrid
Vieira racconta di un episodio legato a Florentino Perez quando si trovò a Madrid in veste di ambasciatore del Manchester City. Secondo il racconto, Perez gli avrebbe portato una prima pagina di Marca relativa a una trattativa e avrebbe sottolineato che Vieira era stato l’unico giocatore che aveva rifiutato il Real.
duelli e relazioni: dacourt e l’entrataccia
Vieira affronta anche il tema dei duelli e del clima di incontri di campo. Parla di Dacourt definendolo un amico e racconta che, in un episodio, Dacourt avrebbe sferrato un’entrataccia. Vieira conclude dicendo che avrebbe finito per mettergli un piede in faccia.
fare l’allenatore: controllo emotivo e comunicazione senza urlare
Dal punto di vista della sua esperienza da tecnico, Vieira sottolinea l’obiettivo di essere se stesso e di controllare le emozioni. La convinzione è che non sia il volume della voce a convincere gli altri, indicando che una gestione efficace non coincide con l’uso dell’urlo.
ct mondiali e inclusione: gestione della diversità nel calcio
Vieira si esprime su un tema legato ai CT dei Mondiali e alla presenza di figure nere. La posizione è centrata sulla necessità di trovare un metodo per affrontare il problema, interrogandosi su quanti dirigenti neri ci siano in Italia e su quanti siano anche tra i giornalisti. Secondo Vieira, la soluzione richiede preparazione e credibilità. Il ragionamento prosegue affermando che non sarebbe giusto sostenere un’esclusiva funzione simbolica, indicata come attribuzione di una quota a una minoranza.
le favorite del mondiale: francia, spagna, portogallo e senegal
Nel valutare le semifinaliste, Vieira colloca la Francia al primo posto, definendola la più forte. Ricorda anche un’esperienza personale: Olise al Crystal Palace, descritto come un futuro Pallone d’oro.
Tra le altre nazionali indica la Spagna, il Portogallo capace di vincere anche quando gioca non al meglio, e infine il Senegal come sorpresa del torneo.
personalità citate da patrick vieira
All’interno della conversazione emergono con ruoli e riferimenti specifici diverse figure:
- Patrick Vieira
- Declan Rice
- Arsenal
- psg
- bayern
- milan
- roma
- Como
- Juve
- Chivu
- Fabregas
- Klopp
- Mourinho
- Man United
- Inter
- Vidic
- Muntari
- Real Madrid
- Florentino Perez
- Dacourt
- Olise
- Mundial 2010 (Francia)
- Francia
- Spagna
- Portogallo
- Senegal
