Viviano denuncia il Fondo di Fine Carriera: la storia completa dell'ex portiere
Nel calcio italiano, una controversia finanziaria di rilievo coinvolge la gestione delle indennità di fine rapporto destinate ai professionisti. fondo di fine carriera, creato nel 1975 per presidiare tali proventi, è al centro di una scrutinio giudiziario guidato da Emiliano Viviano, portiere di esperienza con trascorsi in diverse squadre di vertice. la situazione ha innescato una procedura legale volta a chiarire i contorni patrimoniali della associazione e a definire diritti e accessi alle informazioni contabili.
fondo di fine carriera sotto esame: la causa avviata da viviano
Viviano ha portato la questione al Tribunale di Roma, assistito dallo studio Offside FC e da T-legal, reagendo al rifiuto di visionare i bilanci dell’associazione. la sentenza è prevista per il mese di luglio, secondo quanto riportato da fonti giornalistiche. la controversia riguarda principalmente l’accesso agli estratti contabili e ai bilanci, necessari per verificare l’utilizzo dei fondi.
la posizione di viviano e i motivi legali
l’ex portiere ha enfatizzato la richiesta di trasparenza e di confronto sui numeri, evidenziando omissioni o lacune che ostacolano un quadro chiaro sull’insieme delle somme versate ai professionisti. tra le parti in causa, figura anche un apparato consulenziale che sostiene la legittimità della richiesta di accesso agli atti. la critica pubblica riguarda soprattutto la gestione dei flussi contributivi e la ripartizione tra club e atleta.
il patrimonio e la rivolta degli ex calciatori
un patrimonio stimato intorno ai 250 milioni di euro è al centro del dibattito, con circa 60 mila calciatori di serie A e B coinvolti nel sistema. circa 7,5% dello stipendio lordo mensile è stato versato a copertura delle indennità, suddiviso tra club di appartenenza e atleti. molti ex professionisti lamentano difficoltà nel recuperare informazioni complete o hanno ricevuto importi inferiori a quanto dovuto. tra i nomi che emergono nel dibattito pubblico, spicca Thomas Berthold, ex campione del mondo con la Germania nel 1990, che denuncia silenzi e ostacoli alle proprie richieste di accesso.
altri fronti sollevati dal movimento di rivolta includono richieste di maggiore trasparenza da parte dell’organizzazione. tra i sostenitori della trasparenza si segnalano anche figure di spicco nel panorama calcistico italiano, che invitano a una coesione tra generazioni per fare chiarezza sui conti e sulle procedure di gestione.
ruolo dei vertici e legami politici
la dinamica riguarda anche i vertici della governance: nei CDA passati e nelle strutture controllate da enti collegati emergono nomi pesanti, tra cui Umberto Calcagno (presidente dell’Assocalciatori) e Renzo Ulivieri (presidente dell’Assoallenatori). Leonardo Grosso, presidente del Fondo, ha negato ogni indiscrezione di gestione opaca, affermando in un comunicato che gli atti sono sempre stati sottoposti a revisione legale e che le accuse mirano a creare strumentalità.
la difesa del fondo e la risposta giudiziaria
la direzione della Fondo di Fine Carriera sostiene di aver operato nella massima trasparenza, affiancata da controlli periodici e revisioni legali dei bilanci. la difesa attribuisce le accuse a tentativi di delegittimazione e promuove una rottura con logiche di conflitto interne, chiedendo al contempo una verifica giudiziaria indipendente. la fase processuale resta in attesa di una decisione che possa definire responsabilità e responsabilità economiche relative al patrimonio gestito.
nominativi principali coinvolti
- Emiliano Viviano
- Thomas Berthold
- Beppe Dossena
- Buffon
- Bonucci
- Chiellini
- Umberto Calcagno
- Renzo Ulivieri
- Leonardo Grosso
