Vlahovic: prandelli svela il retroscena su un possibile addio e su pisa
Cesare Prandelli ha raccontato un retroscena legato a Dusan Vlahovic, offrendo dettagli inediti su come la situazione dell’attaccante venne letta al momento del suo arrivo e su come, attraverso un percorso mirato, la sua presenza in campo trovò una svolta netta.
Le dichiarazioni sono arrivate dal palco del Teatro Verdi di Firenze, durante lo spettacolo “Viva El Tour”, in un intervento che ha toccato temi calcistici concreti e scelte operative decisive per la Fiorentina.
Cesare Prandelli e il retroscena su Vlahovic: «Sembrava destinato ad andare a Pisa»
Prandelli ha ripercorso l’impatto iniziale del centravanti nell’ambiente. Secondo quanto riferito, Vlahovic veniva considerato un elemento che poteva creare complicazioni per tutti: «quando sono arrivato era un problema per tutti», con un’impressione che lo faceva apparire come un giocatore destinato a lasciare Firenze, con il riferimento a Pisa come scenario ipotizzato.
Al centro della narrazione c’è stata una richiesta precisa: Prandelli ha domandato 15 giorni alla dirigenza, collocandola nella pausa delle nazionali. Dopo quel periodo, l’allenatore avrebbe avuto modo di confrontarsi nuovamente con la società e di confermare il proprio orientamento.
la decisione dopo 15 giorni: «confermai che lui era l’attaccante della Fiorentina»
Nel racconto di Prandelli emerge una fase di verifica accompagnata da confronti ripetuti. Al termine dei 15 giorni, l’ex commissario tecnico avrebbe parlato con la dirigenza, ribadendo la convinzione sul ruolo di Vlahovic: «confermai che lui era l’attaccante della Fiorentina».
La società avrebbe chiesto più volte garanzie sulla sua sicurezza: Prandelli ha indicato di aver risposto con fermezza, affermando di essere «sicurissimo».
la trasformazione tattica di Vlahovic: analisi «spietata» e nuove indicazioni di ruolo
Il passaggio più operativo riguarda il lavoro condotto da Prandelli direttamente sul giocatore. L’ex allenatore ha descritto un’analisi dettagliata che definisce senza mezzi termini come interpretare correttamente il ruolo: «Ho fatto un’analisi spietata a Dusan».
La trasformazione non si è basata solo su fiducia o motivazione, ma su indicazioni tecniche e tattiche precise. Prandelli ha spiegato che Vlahovic non doveva andare sulle fasce e non doveva venire incontro durante le fasi di gioco.
promessa e verifica: «in queste tre partite, non ti tolgo più»
Durante il percorso descritto, Prandelli avrebbe fatto anche una garanzia temporale. Le nuove istruzioni sarebbero state accompagnate da una promessa: se Vlahovic avesse seguito quelle indicazioni, in tre partite non sarebbe stato tolto.
Quella finestra di osservazione si è poi trasformata in una conferma dell’impostazione. Dopo le tre partite indicate, l’attaccante sarebbe rimasto stabilmente inserito nel progetto, con Prandelli che ha raccontato di non averlo più tolto.
il dettaglio chiave: il duello doveva diventare una responsabilità del difensore
Prandelli ha chiarito l’errore che, a suo giudizio, veniva commesso. La scelta sbagliata sarebbe stata legata ai contrasti: Vlahovic lottava con il difensore, mentre secondo l’interpretazione dell’ex allenatore il duello doveva essere il difensore a farlo con l’attaccante.
Dal momento in cui questo concetto sarebbe stato compreso, per Prandelli la conseguenza è stata immediata: Vlahovic è diventato il titolare della Fiorentina.
figure citate nell’intervento di Prandelli
Nel racconto compaiono i principali protagonisti del retroscena tecnico e decisionale.
- Cesare Prandelli
- Dusan Vlahovic
