Zanardi l’ultimo saluto un messaggio universale corse al congiuntivo

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Zanardi l’ultimo saluto un messaggio universale  corse al congiuntivo

Un ultimo saluto carico di emozione, partecipazione e presenza istituzionale ha accompagnato Alex Zanardi nella Basilica di Santa Giustina. La cerimonia si è svolta in un contesto che ha iniziato a popolarsi ben prima delle 11, mentre anche all’esterno, davanti al maxi-schermo, si sono radunate molte persone nonostante la pioggia. L’ingresso del feretro in chiesa ha dato avvio a un applauso lungo, fragoroso e sincero, capace di raccontare da subito la natura speciale del congedo.

funerale Alex Zanardi a Santa Giustina: partecipazione e immagini

La cornice della basilica ha mostrato un’attenzione mediatica immediata: ovunque erano presenti telecamere e si avvertivano chiaramente i clic dei fotografi. Dentro e fuori, la manifestazione ha evidenziato un incrocio significativo tra mondi diversi, con la partecipazione delle personalità della politica e dei vertici dello Sport. Accanto a questa dimensione istituzionale, è emersa con forza la comunità del motorsport, rappresentata da presenze che hanno coperto esperienze e stagioni differenti.

applauso e simboli: handbike e identità universale

Nel vedere un’handbike sul sagrato, anziché un casco, molti hanno colto immediatamente un segnale: la terza esistenza di Zanardi, legata alla nuova dimensione sportiva e umana, sembrava emergere con naturalezza. Il punto centrale, però, è stato il modo in cui il suo linguaggio viene descritto come universale, rivolto non a pochi ma a tutti, capace di unire significati e percorsi differenti.

omelia don Marco Pozza e il valore della lingua di Alex

Durante la cerimonia ha avuto un ruolo decisivo l’omelia di don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi. In un passaggio particolarmente sottolineato, è stata evidenziata l’attenzione di Zanardi per la lingua italiana. Le parole richiamate hanno messo in evidenza un orgoglio specifico: la presenza del congiuntivo nel “DNA” della lingua, contrapposto all’uso dell’indicativo associato al mondo della certezza e della sicurezza. Il congedo si è così intrecciato a una riflessione che ha aperto la porta a un’altra dimensione, descritta come ulteriore accesso attraverso il congiuntivo.

presenze del motorsport e connessione tra passato e presente

Muovendosi tra le navate era possibile cogliere volti e storie del motorsport: sono stati citati Andrea Gilardi, Roberto Colciago e Paolo Delle Piane, associati alle esperienze del karting e della F3. Presenze legate alle corse americane e ai successi in Indycar sono state attribuite a Max Papis. Per il WTCC sono stati ricordati Roberto Ravaglia e Tamara Vidali, mentre nel racconto della F1 è stata citata Gian Carlo Minardi. Anche Paolo Barilla, Gabriele Tredozi e Stefano Domenicali sono stati indicati come figure rappresentative di quel percorso. Tra le presenze è stato menzionato anche il presidente di ACI Italia, Geronimo La Russo.

atleti paralimpici e Obiettivo 3

Un elemento rilevante è stata la fortissima presenza degli atleti paralimpici e di Obiettivo 3, l’associazione promossa da Alex Zanardi. La presenza di questi riferimenti ha rafforzato il quadro di un’eredità che unisce sport e dimensione sociale, trasformando il ricordo in una continuità concreta.

innovazione tecnica nelle corse: sistemi di guida e vittorie

La narrazione della carriera ha evidenziato come la passione per le corse abbia portato Zanardi a cercare soluzioni in grado di superare i limiti. Per disputare il campionato del Mondo Turismo con la BMW 320iS ha inventato un sistema di guida assistita sviluppato insieme ai tecnici della Casa bavarese e messo a punto personalmente. Questo lavoro ha avuto un riscontro sportivo preciso: nel 2005 ha vinto Gara 2 a Oschersleben.

opzionalità BMW e trasferimento della tecnologia

Il successo tecnico più significativo, secondo la ricostruzione, è stato il passaggio dalla pista alla disponibilità per i clienti: il meccanismo è stato ingegnerizzato e reso disponibile come optional ai clienti BMW che correvano oppure che lo volevano per l’uso stradale. L’idea di forza di volontà è stata collegata anche alla decisione di annullare gli handicap fisici attraverso soluzioni concrete.

adattamento e allenamento: vittoria al Mugello e “lezione di vita”

Un’ulteriore dimostrazione è stata richiamata nel 2016, più di dieci anni dopo quel successo. Al Mugello Zanardi ha vinto Gara 2 del Campionato Italiano Gran Turismo con la BMW M6 GT3. Dopo la corsa, una descrizione lo mostra sceso dall’abitacolo grondante di sudore e con un ragionamento sul raffreddamento del motore: in un passaggio riportato, ha paragonato l’idea di una Formula 1 che disputa un GP con la metà dei radiatori, sostenendo che altrimenti sarebbe in gioco l’integrità del motore, anche più della possibilità di vincere.

protesi, temperatura e allenamento

La spiegazione è poi proseguita con il riferimento alle protesi al posto delle gambe e alla gestione della temperatura. È stato riportato che Zanardi ha dovuto fare i conti con il rischio di grippare il motore per la mancanza di radiatori sufficienti. La soluzione è stata indicata come risultato di allenamento, preparazione corretta e giusta alimentazione, trasformando quell’esperienza in un messaggio di superamento dei limiti umani.

conclusione dell’omelia: fantasia e dialogo immaginato

La chiusura dell’omelia di don Marco Pozza è stata presentata come un passaggio memorabile. La ricostruzione descrive l’uso della fantasia, con l’immaginazione di Alex che guarda in faccia Dio senza sapere cosa dire. In risposta, Dio viene rappresentato come in grado di suggerire cosa comunicare, citando un legame diretto con Zanardi da Castel Maggiore, trasformando la conclusione in un richiamo identitario e simbolico.

Presenze citate:

  • Andrea Gilardi
  • Roberto Colciago
  • Paolo Delle Piane
  • Max Papis
  • Roberto Ravaglia
  • Tamara Vidali
  • Gian Carlo Minardi
  • Paolo Barilla
  • Gabriele Tredozi
  • Stefano Domenicali
  • Geronimo La Russo
Il funerale di Alex Zanardi

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