Bove ritorna sul dramma: la telefonata con Mourinho e il coraggio di non aver paura della morte

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Bove ritorna sul dramma: la telefonata con Mourinho e il coraggio di non aver paura della morte

Il racconto di Edoardo Bove riporta al centro uno dei momenti più delicati vissuti nel calcio: il malore che lo ha colpito lo scorso anno durante Fiorentina-Inter. Intervistato dal Daily Mail, il centrocampista del Watford torna a descrivere l’esperienza dell’arresto cardiaco, l’impatto emotivo del risveglio in ospedale e l’adattamento quotidiano dopo l’intervento.

arresto cardiaco: il racconto di edoardo bove

Prima dell’episodio, Bove descrive una percezione di piena energia: «Prima che accadesse mi sentivo un supereroe». Poi arriva lo spartiacque della nuova vita. Il centrocampista afferma di aver intrapreso un percorso diverso e di non provare rimpianti: «Ho iniziato una nuova vita. Non rimpiango nulla perché mi ha reso più forte». Nel suo racconto emerge anche la gestione del pensiero più estremo: «Non ho mai avuto paura di morire».

La memoria dell’accaduto, secondo quanto riferito, si interrompe nel momento in cui viene meno. L’ultima cosa ricordata è lo svenimento, mentre il risveglio avviene in ospedale senza comprendere cosa sia successo. Inizialmente l’idea è confusa e legata a un altro scenario: «Pensavo di essere stato coinvolto in un incidente d’auto». I medici, però, fanno emergere subito la gravità della situazione, comunicando che non avrebbe più giocato a calcio. Nei giorni successivi il pensiero si sposta su ciò che resta da fare: «Ogni tanto pensavo: ‘Cosa farò adesso?’».

Bove racconta inoltre la difficoltà del periodo iniziale, definendo quei momenti «giorni davvero difficili», con la sensazione che ogni cosa sembrasse andare per il verso sbagliato.

defibrillatore sottocutaneo: l’adattamento dopo l’intervento

Tra le conseguenze concrete del percorso di cura, viene indicato il defibrillatore sottocutaneo. Nei primi giorni l’adattamento non è semplice: «Durante il primo mese è stato difficile dormire su un fianco». Il centrocampista spiega anche che il corpo cambia e che l’assestamento fisico comporta sensazioni nuove.

Un ulteriore punto toccato riguarda l’impatto visivo e psicologico dello specchio: «Quando ti vedi diverso allo specchio può essere doloroso». Nella sua esperienza, però, non si registra una delusione: «ma per me non lo è stato» e «Non sono mai rimasto deluso».

rapporto con mourinho e messaggio personale

Nel racconto compare anche un gesto che Bove attribuisce al legame con José Mourinho. Il centrocampista precisa che Mourinho si è mosso in prima persona: «Mi ha scritto per primo». In quel frangente, però, Bove non sarebbe stato nelle condizioni di rispondere e Mourinho avrebbe quindi chiesto informazioni attraverso i familiari: «così ha preso il numero dei miei genitori».

Il rapporto viene descritto come profondo e basato su stima reciproca. Bove sottolinea un legame «incredibile» con Mourinho e afferma che, per lui, Mourinho rappresenta una figura di grande importanza anche per la sua famiglia: «Mourinho è una persona molto importante per me e la mia famiglia».

personaggi citati

  • Edoardo Bove
  • José Mourinho
Bove
Categorie: Calcio

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