Come si prepara il turbo in F1: 13.000 giri per una partenza perfetta

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Come si prepara il turbo in F1: 13.000 giri per una partenza perfetta

Le prove di Bahrain hanno portato alla luce una questione cruciale per le partenze in griglia: come ottenere lo scatto perfetto con le nuove power unit. Le dinamiche di avvio richiedono una gestione del turbo più accurata e prolungata, non limitata al semplice regime di rotazione, per garantire una finestra operativa efficiente al momento dello spegnimento dei semafori.

partenze ai semafori e le sfide delle power unit

La eliminazione dell’MGU‑H ha spostato tutto il lavoro sul motore termico, che deve raggiungere e mantenere regimi molto elevati per un periodo più lungo rispetto al passato. Questo si traduce in tempi di preparazione più estesi e in una variabilità maggiore tra una prova di partenza e l’altra, anche con lo stesso pilota.

ruolo storico dell'mgu-h

in passato l’MGU‑H supportava il turbo facilitandone l’ingresso nella finestra di funzionamento, riduceva i tempi necessari e limitava lo stress sul motore termico. L’energia necessaria al turbo veniva fornita dall’ibrido in modo significativo, alleggerendo l’onere sul motore termico.

conseguenze della mancanza di mgu-h

senza l’MGU‑H, la responsabilità passa interamente al motore termico: il turbo deve essere sollecitato tramite giri elevati per un tempo prolungato, aumentando la volatilità delle procedure di partenza e la pressione sull’affidabilità del power unit.

prove di partenza a sakhir: dati, differenze e obiettivi regolamentari

Durante le sessioni di avvio si sono osservati picchi di giri oltre i 12.000-13.000 giri, con momenti record che hanno rivelato quanto la fase preparatoria possa superare i limiti dei passati standard di giri. In alcuni casi, si è raggiunta una soglia molto vicina a 13.000 giri, valore che prima appariva solo in situazioni di massima sforzo.

La tendenza è quella di stabilizzarsi poco oltre i 12.000 giri durante la finestra di avvio, con differenze tra una vettura e l’altra che emergono dai diversi approcci tra costruttori. Le prove hanno evidenziato anche variazioni tra una sessione e l’altra, segno della fase di affinamento delle procedure di partenza mentre il regolamento viene discusso in vista del primo GP della stagione.

In parallelo, il regolamento attuale vieta l’uso dell’MGU‑K per il rilascio di energia a vettura ferma in griglia, salvo specifiche strategie di damping per affidabilità. Allo stesso tempo, il limite dei 50 km/h implica che l’elettrico non intervenga sotto una certa velocità, complicando sia la preparazione sia lo scatto vero e proprio.

cambiamenti di marcia e strategie di partenza

Quest’anno cambierà anche la lunghezza delle marce per bilanciare la ricarica della batteria e la riduzione del turbo lag, con differenze netta tra costruttori. Alcuni team spingono su rapporti più corti in curva per accelerare in rettilineo, altri privilegiano approcci differenti per contenere il pattinamento al rilascio. In Bahrain sono emerse varie interpretazioni tra Ferrari, Red Bull e i rispettivi fornitori di power unit.

Tra le ipotesi discusse, c’è anche la possibilità che un turbo più piccolo faciliti l’ingresso nella finestra di funzionamento ai bassi regimi, con potenziali vantaggi in partenza. Fino a Barcellona la situazione resta in evoluzione, con prove volte a identificare la finestra ottimale e le condizioni migliori per garantire affidabilità senza compromettere le prestazioni.

quadro regolamentare e scenari futuri

Il corpo regolamentare sta valutando interventi per livellare le condizioni di partenza tra i piloti, garantendo tempo sufficiente per la gestione delle procedure. L’obiettivo è contenere i rischi di partenza precaria senza incidere eccessivamente sull’innovazione tecnica, bilanciando prestazioni e affidabilità sui circuiti.

persone nominate nel contesto delle prove di Bahrain:

  • Oscar Piastri
  • George Russell
  • Andrea Kimi Antonelli
  • Isack Hadjar
Oscar Piastri, McLaren, Alexander Albon, Williams
Categorie: Formula 1

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