F1 mclaren in crisi dove sembrava forte: cosa sta succedendo e perché ora conta

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F1 mclaren in crisi dove sembrava forte: cosa sta succedendo e perché ora conta

Dopo il Gran Premio del Canada, Andrea Stella ha guardato al weekend di Monaco con un certo ottimismo, considerandolo un’occasione utile per rientrare nella parte alta della classifica e provare a ripetere quanto accaduto l’anno precedente, quando Lando Norris aveva brillato. L’analisi sul potenziale della McLaren ruotava attorno a un quadro tecnico ben definito: con l’evoluzione attuale, la MCL40 sembrava più a suo agio nelle curve a bassa velocità rispetto a quelle a media e alta velocità, dove Ferrari e Mercedes mostravano superiorità.

monaco e mclaren: aspettative e realtà a confronto

Le premesse erano chiare, ma il contesto di Monte Carlo ha rimesso in gioco variabili decisive. Stella ha sottolineato che, pur essendo una pista nota per le caratteristiche specifiche, Monaco include comunque anche sezioni con curve di media e alta velocità: la curva del Casinò supera i 150 km/h, Tabaccaio si colloca tra 170 e 180 km/h, mentre la piscina supera i 200. Ne deriva che la prestazione nelle curve più rapide resta rilevante, mentre alcune delle curve lente risultano estremamente lente.

Il ragionamento generale prevedeva una Ferrari favorita, con Mercedes e Red Bull in grado di inserirsi stabilmente nella parte alta. In tale scenario, la McLaren avrebbe potuto comunque competere davanti. Nel corso del weekend, però, il risultato ha indicato un andamento diverso: Monaco viene descritto come una pista “anomala”, dove compromessi già emersi altrove possono diventare meno determinanti o, al contrario, riaffiorare con altri effetti.

pole non scontata e quadro di gara a monte carlo

Per Monaco, la metodologia di lavoro è molto specifica e, proprio per questo, non rappresenta una sorpresa che in pole position non arrivino i grandi favoriti. Un riferimento tecnico richiama lo scorso anno: la SF-25 faticava nelle curve lente, ma a Monte Carlo riuscì a recuperare quella velocità che altrove era mancata, perché i compromessi richiesti in altre piste pesano in modo diverso sul tracciato cittadino.

Nel weekend descritto, l’attenzione si concentra su ciò che ha portato in alto Mercedes e Red Bull. La squadra di Brackley viene indicata come in possesso di un ottimo telaio, soprattutto quando serve chiedere molto in inserimento sfiorando i muretti, aspetto considerato chiave a Monte Carlo. In parallelo, la Ferrari non ha brillato per prestazione complessiva al vertice, ma ha comunque dominato il gruppo della seconda fila.

assenza mclaren in prima linea: piastri fuori dalla lotta

Il dato più evidente riguarda una grande assente dalla parte alta: la McLaren. Oscar Piastri si è fermato alla settima posizione, a oltre cinque decimi e mezzo dalla pole di Andrea Kimi Antonelli. Anche Lando Norris non è riuscito a chiudere l’ultimo tentativo: è arrivato ottavo e ha abortito il giro per un errore, scenario che viene descritto come non tale da avvicinarlo alla vetta anche nel caso di riuscita del tentativo.

Lo stesso Andrea Stella ha manifestato disappunto, perché l’obiettivo atteso avrebbe incluso almeno una terza fila. In un contesto che per Norris è stato un confronto con la realtà, la McLaren non è riuscita a trasformare la competitività intravista nei giorni precedenti.

interviste di piastri: difficoltà di estrazione del tempo e calo di fiducia

Dopo la qualifica, Piastri ha spiegato che la raccolta del tempo sul giro è complicata e che ciò era emerso già nel weekend di Montréal. A Monte Carlo, la sua lettura è stata netta: l’essere rimasti competitivi ha rappresentato una sorpresa, ma la pista ha reso più evidente la distanza dal livello richiesto.

Secondo Piastri, Monaco funziona come un confronto concreto su quanto ci si discosti dal massimo possibile: non si tratta di aspettarsi uno “schiaffo”, ma un test molto ravvicinato. La vettura viene descritta come molto difficile da guidare, poco permissiva e per nulla indulgente. Il valore della fiducia, indicato in numeri, è passato da 100 dello scorso anno a 85 in questo periodo: a Monaco, il riferimento dichiarato è dover essere “a 100”.

mclaren e gomme: difficoltà storiche e recupero parziale

Nel quadro di Monaco, la parola “fiducia” viene collegata alla capacità di raggiungere performance costanti. Si evidenzia che la MCL40 è indicata come gentile con le gomme, ma tende a incontrare problemi su piste dove non è semplice portarle rapidamente in temperatura. In passato, ad esempio in Australia e Cina, la McLaren avrebbe accusato problemi di graining all’avantreno.

Durante il venerdì, a Monte Carlo, la McLaren avrebbe avuto un deficit di circa un secondo dalla vetta. In seguito, nei fatti, il gap è stato dimezzato: la squadra avrebbe risolto in parte problemi di freno motore emersi nelle prime libere e avrebbe sfruttato meglio le gomme. Nonostante il miglioramento, la prestazione complessiva non è risultata sufficiente a colmare il divario.

norris: grip, carico aerodinamico e sensibilità dell’avantreno

Per Norris, la difficoltà non viene ricondotta esclusivamente alle coperture. La spiegazione include una carenza di carico rispetto agli avversari. Le novità introdotte a Miami avrebbero contribuito su quel fronte, portando anche maggiore stabilità del posteriore, ma a Monte Carlo ciò che sarebbe mancato soprattutto è la sensibilità dell’avantreno.

Nella valutazione di Norris, la giornata sarebbe migliorata nella gestione delle gomme: il punto critico rimane però quando si hanno meno grip e meno carico aerodinamico. A quel livello, risulta più complesso far funzionare tutto il pacchetto. L’incremento di grip e carico, in questo caso, viene descritto come non sufficiente a garantire il comportamento atteso: la macchina non renderebbe come dovrebbe.

Vengono inoltre citati aspetti specifici: bloccaggio dell’anteriore e avantreno che non funziona in modo ottimale. Il problema viene inquadrato come legato alla macchina, oppure a una combinazione tra macchina e gomme, con la necessità di lavorare su questi punti.

punti critici a monaco: casinò e gestione nei tratti centrali

Analizzando i dati dei giri di Piastri e Norris, le difficoltà maggiori risultano in una sezione cruciale: il tratto di media velocità del Casinò. Qui la MCL40 avrebbe faticato sia in ingresso sia nel portare velocità in percorrenza. Le criticità descritte si sarebbero ripresentate anche in frenata e nei tratti più lenti, sia nel settore centrale sia nelle ultime due curve.

posizioni e distacchi nella qualifica di monaco

Nel riassunto dei risultati: Piastri al 7° posto a oltre cinque decimi e mezzo dalla pole; Norris all’8° posto dopo un errore nell’ultimo tentativo che non avrebbe comunque cambiato in modo sostanziale il confronto diretto per la vetta. La lettura complessiva del weekend mantiene quindi il segno di una competitività presente ma non sufficiente a raggiungere la parte alta, nonostante gli interventi che hanno ridotto parte del gap e migliorato la gestione di alcuni problemi nel passaggio tra venerdì e sabato.

Persone citate:

  • Andrea Stella
  • Oscar Piastri
  • Lando Norris
  • Andrea Kimi Antonelli
Oscar Piastri, McLaren

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