Defender ha conquistato peterhansel: come la d7x-r ha riacceso l’entusiasmo del re della

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Defender ha conquistato peterhansel: come la d7x-r ha riacceso l’entusiasmo del re della

La Defender D7X-R ha iniziato il proprio percorso con un segnale chiarissimo: vittoria e tripletta all’ultima Dakar. Un traguardo che ha dato forma concreta a un lavoro intenso, svolto con grande attenzione in ogni passaggio dietro le quinte del progetto. L’impostazione ha puntato a trasformare una vettura nata per l’uso stradale in un mezzo capace di reggere l’impatto del deserto e l’insieme dei terreni più impegnativi del motorsport.

defender d7x-r: dalla strada alla Dakar con “costruito per durare”

Il marchio Land Rover richiama spesso un principio legato alla durabilità e alla capacità di mantenere un legame reale con il prodotto di serie. Questo filo conduttore emerge anche nella D7X-R: l’obiettivo è conservare il DNA dell’auto pensata per la strada, pur adattandola alle condizioni della competizione.

Tra gli aspetti che hanno sorpreso maggiormente i piloti si trova la sensazione che, a bordo, la vettura riesca a trasmettere un feeling da rally. Pur restando coerente con una piattaforma di base da uso stradale, la guida risulta capace di coinvolgere e di suscitare una reazione istintiva, sintetizzata nelle parole utilizzate dai protagonisti: l’istante che porta un sorriso alla guida.

defender rally: prestazioni e bilanciamento tra gli elementi

Secondo Stéphane Peterhansel, uno dei punti di forza più evidenti è il bilanciamento complessivo. In condizioni diverse rispetto a quelle dei test, il comportamento è rimasto coerente: agilità, stabilità, motore, frenata e modalità di reazione ai comandi risultano “all’incirca sullo stesso livello”. Da qui nasce parte della competitività della vettura nella categoria stock.

Prima della Dakar, a gennaio, Peterhansel aveva già evidenziato quanto il lavoro sulla distribuzione degli elementi fosse decisivo. L’impresa diventa più complessa considerando il peso del mezzo, al quale si aggiunge un serbatoio da 550 litri necessario per completare le tappe.

software dedicato e validazione in test

La differenza è stata attribuita anche a un percorso tecnico preciso: non soltanto una disposizione strategica del serbatoio, posizionato verso il centro e il più in basso possibile per favorire il baricentro e ridurre i trasferimenti di carico, ma anche lo studio dell’intera dinamica tramite software dedicati. Questo lavoro è stato poi validato durante i test, in contesti differenti indicati dai protagonisti, come Marocco, Spagna, Francia e Regno Unito.

limitazioni regolamentari: sospensioni e legame con la serie

Un elemento importante riguarda le regole: il regolamento impone limitazioni che riducono gli interventi possibili per mantenere un legame con le vetture di serie. Ciò vale in particolare per le sospensioni, dove non viene concessa la stessa libertà riservata ai prototipi.

Nonostante questa impostazione, la D7X-R ha saputo comportarsi in modo egregio anche su terreni rocciosi e insidiosi. Le considerazioni riportate dai piloti collegano la prestazione complessiva alla capacità del modello di serie di affrontare un tracciato considerato tra i più difficili al mondo.

defender d7x-r e dune: motore potente e coppia determinante

Un capitolo centrale è il comportamento sulle dune. Grazie a un motore potente, con potenza limitata dal regolamento, il peso non ha inciso oltre quanto previsto: la vettura ha attraversato le dune senza difficoltà particolari. L’insieme degli elementi ha contribuito a rendere la guida non solo efficace, ma anche gradevole.

cambio standard e sensazione da rally car

Rokas Baciuska descrive l’impressione durante i primi test: la vettura era totalmente di serie e vedere Defender realizzare una macchina da rally per la Dakar è stato considerato impressionante. La sensazione raccontata riguarda l’ambiente a bordo: dentro lo stile di guida richiama una rally car, pur con cambio standard e motore standard. Un punto specifico evidenziato riguarda la capacità di scalare le dune con facilità.

peso elevato e capacità di ascesa

Baciuska sottolinea anche un aspetto pratico: con pieno, ricambi e il resto, il peso si colloca intorno alle tre tonnellate. Nonostante ciò, la vettura riesce comunque a salire bene sulle dune, con un’esperienza definita come divertente ogni giorno di guida. Dopo una pausa di un mese e mezzo, il rientro alla vettura viene descritto come positivo proprio per la sensazione ricorrente: ogni volta che la si guida, arriva il sorriso.

coppia, restrittore e differenze rispetto ai prototipi

Nel quadro regolamentare, gli organizzatori hanno ridotto la potenza pura tramite un restrittore. Alcune caratteristiche fondamentali restano comunque invariate: la coppia elevata. Questo valore permette alla vettura di “saltare” sulle dune con una facilità che colpisce.

Peterhansel collega il valore del motore a quanto visto durante la Dakar, descrivendo un propulsore ad otto cilindri con molta coppia: anche con meno potenza rispetto alla versione normale, quella di serie, il mantenimento della coppia porta a una scalata molto agevole delle dune più grandi.

tappe più scorrevoli: quando il motore diventa decisivo

Le condizioni dei tracciati cambiano l’equilibrio tra punti di forza e limiti. Nelle tappe rocciose la vettura mantiene un comportamento positivo. In quelle più scorrevoli, invece, i vincoli sugli ammortizzatori si avvertono meno rispetto ai prototipi, e il motore può emergere con maggiore efficacia. Durante la Dakar sono state proprio queste le tappe in cui la vettura si è rivelata più competitiva, con distacchi significativi alla concorrenza.

risultato nella tappa più veloce e prospettive per il Portogallo

Peterhansel indica che il miglior risultato ottenuto in assoluto è arrivato nella tappa più veloce, motivandolo con la validità del propulsore. In categoria stock, l’escursione degli ammortizzatori risulta limitata, con una difficoltà più evidente sui terreni accidentati rispetto ai prototipi.

Per la tappa successiva in Portogallo, prevista in un contesto meno accidentato, viene confermata la possibilità di abbassare la macchina e quindi migliorare il baricentro, con aspettative legate al tipo di percorso.

vittoria e prospettiva progettuale Defender

La combinazione tra lavoro tecnico, bilanciamento degli elementi e capacità di gestire dune e tratti difficili costruisce il quadro di un progetto impostato per durare e per funzionare in modo credibile nel contesto della Dakar. La D7X-R mantiene l’identità della vettura di serie, accetta i vincoli imposti dalla regolamentazione e dimostra come tali limiti possano essere affrontati con scelte ingegneristiche mirate.

protagonisti del progetto e della Dakar con defender d7x-r

Le dichiarazioni e le osservazioni tecniche riportate fanno riferimento ai seguenti protagonisti:

  • Stéphane Peterhansel
  • Rokas Baciuska
  • Michael Metge
  • Oriol Vidal
  • Sara Price
  • Sean Berriman
#500 Defender Rally Defender: Stephane Peterhansel, Michael Metge
Defender ha conquistato peterhansel: come la d7x-r ha riacceso l’entusiasmo del re della
Categorie: Motori

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