F1 antonelli beffato deflettore della ruota poteva vincere anche oggi

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F1 antonelli beffato  deflettore della ruota poteva vincere anche oggi

Andrea Kimi Antonelli puntava a inseguire la Ferrari di Charles Leclerc nelle condizioni più favorevoli possibili: gomme Hard più fresche, spazio per costruire un attacco efficace e margine per completare più tornate. L’obiettivo era consolidare la sesta vittoria della stagione e anche il primo traguardo della carriera, ma il Gran Premio di Gran Bretagna ha preso un’altra direzione.

problema tecnico e passaggio sul cordolo a copse

Al giro 41 dei 52 previsti, la W17 numero 12 ha accusato un problema tecnico dopo un passaggio sul cordolo di curva 9, la Copse. Da quel momento, per il pilota italiano è iniziato un percorso difficoltoso che ha compromesso la corsa nel momento in cui la gara sembrava essere indirizzata verso un risultato di vertice.

wheel shield e rientro ai box per tentare di sistemare la monoposto

Antonelli, già avvisato dell’anomalia legata al wheel shield della ruota anteriore sinistra, è rientrato ai box con l’intento di capire se la situazione potesse migliorare. Il wheel shield è descritto come una copertura interna della ruota con funzioni aerodinamiche, un vero e proprio deflettore.

Il bolognese ha poi effettuato un secondo rientro dopo che il team aveva individuato la componente che sembrava aver causato l’arresto o il rallentamento del problema. Dopo la rimozione del pezzo sospetto, Andrea è riuscito a rientrare in pista mantenendo un ritmo decente, sufficiente almeno a provare a limitare i danni sul piano dei punti.

dichiarazioni su rottura istantanea e guidabilità compromessa

Le parole di Antonelli hanno evidenziato la natura improvvisa del guasto: il problema sarebbe stato una rottura istantanea, avvertita immediatamente dopo l’uscita dalla Copse. La descrizione tecnica è netta: la vettura non riusciva più a girare correttamente e, quando la ruota era utilizzabile, risultava quasi alzata, in aria. Pur sapendo quale elemento fosse all’origine del guasto, resta la possibilità che non fosse l’unico fattore, dato che il team avrebbe ancora dovuto completare l’analisi della monoposto.

Il pilota ha anche rimarcato il rimpianto per l’assenza della possibilità di provare a vincere: con il set-up disponibile e il potenziale per farlo, la chance c’era, ma il guasto non ha concesso nemmeno un margine per tentare l’assalto finale.

penalità e scivolata in classifica con safety car

Anche il finale ha richiesto gestione: pur arrivando comunque a conquistare punti, Antonelli ha dovuto scontare 5 secondi di penalità per track limits, legati all’aver superato i limiti della pista più volte del consentito, in particolare dopo l’avaria all’anteriore sinistra.

Con l’ingresso della Safety Car, il gruppo è stato ricompattato e la posizione di Antonelli ne ha risentito ulteriormente: la corsa si è chiusa con il pilota al 16esimo posto in classifica finale.

due pit stop e ricerca di una configurazione più gestibile

Il momento più critico sul piano operativo è stato rappresentato dai due pit stop. Nel primo rientro il team ha effettuato un cambiamento dell’ala, ma la problematica risultava ancora presente. Solo nella sosta successiva è stato tolto il pezzo sospetto, e la vettura è tornata a essere guidabile, pur senza consentire di ristabilire una corsa pienamente competitiva.

Antonelli ha sottolineato come, una volta ottenuta una condizione migliore, il potenziale potesse essere stato più vicino a posizioni elevate come sesto o

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Categorie: Formula 1Motori

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