F1 calendario: Bahrain escluso e possibile doppia gara a Baku o Singapore
Il calendario della F1 entra in una fase sempre più critica, mentre il quadro internazionale continua a influenzare direttamente la programmazione delle gare del 2026. La ripresa delle ostilità tra Iran e Stati Uniti complica la definizione di date utili a completare il calendario, con effetti immediati sulla lista originaria degli appuntamenti.
Partendo da una previsione iniziale di 24 gare, l’avvio di un nuovo ciclo di tensioni ha portato a cambiamenti che rendono più difficile ricostruire uno scenario stabile. A fronte di una situazione in rapida evoluzione, il lavoro tecnico e organizzativo nel paddock resta intenso, con l’obiettivo di individuare soluzioni praticabili nel minor tempo possibile.
F1 2026: impatto guerra Iran-Stati Uniti e cancellazioni dei GP
Con l’inizio del conflitto del Golfo, riconducibile alle azioni avviate da USA e Israele il 28 gennaio, sono stati cancellati sia il GP del Bahrain sia quello dell’Arabia Saudita. Questa decisione modifica la pianificazione prevista per la stagione e interrompe l’assetto originario delle date.
La F1 aveva l’intenzione di ufficializzare nel prossimo weekend il ritorno del Bahrain tra i GP di Singapore e Azerbaijan. Tuttavia, nella notte successiva, gli Stati Uniti hanno intensificato i raid contro l’Iran con l’obiettivo di indebolire la capacità di attaccare le navi nello Stretto.
Teheran ha risposto colpendo basi americane in Giordania, Bahrain e Kuwait. Di conseguenza, la data di Shakir è stata nuovamente rimossa dal calendario.
scenario alternativo per il Bahrain: Singapore o Baku con sconto sul secondo evento
Nei prossimi giorni è atteso un lavoro di riorganizzazione per adattare la sequenza delle gare alle nuove condizioni. In Belgio si valuta il possibile chiarimento della situazione, con discussioni concentrate sulle modalità per coprire il “fantasma” del Bahrain.
Una delle opzioni in circolazione riguarda una strategia di raddoppio tra aree già presenti nella programmazione, tramite un’eventuale ripetizione di un appuntamento tra Singapore e Baku. Il piano descritto prevede un “sconto” sull’eventuale secondo GP, accompagnato dalla prospettiva di minori opportunità di ripetere il pieno di spettatori.
vincoli di calendario e soglie minime per evitare penali
Le squadre mostrano poca propensione verso l’idea di raddoppiare una medesima location. Al tempo stesso, viene evidenziata la necessità per i soggetti coinvolti nella gestione del campionato di mantenere un numero di gare sufficiente a evitare le prime penalità contrattuali.
Nel paddock si sottolinea che, per non incorrere in penali con sponsor e promotore, occorre mantenere almeno 22 gare. Questo requisito si lega anche agli accordi televisivi, con minimi di GP fissati nei termini dei diritti.
intercity istanbul park: lavori e ruolo decisivo del governo
Nel dibattito resta aperta anche la questione legata alla Turchia, indicata in passato come prima riserva. Il tracciato dell’Intercity Istanbul Park necessita però di interventi di aggiornamento, in particolare su cordoli e protezioni della pista. Tali lavori risulterebbero garantibili solo grazie a un intervento governativo collegato al presidente Erdogan.
Qatar e Abu Dhabi in calendario: date a rischio e tensione sulla dead line
Oltre alla questione del Bahrain, l’instabilità geo-politica spinge a considerare con attenzione anche la parte finale della stagione. Restano presenti nel calendario il GP del Qatar e il GP di Abu Dhabi, con la speranza di un accordo di pace che possa rendere più stabile il quadro complessivo.
Per le due gare, la condizione attuale è descritta come ancora in dubbio per il 29 novembre e per il 6 dicembre. Le valutazioni potrebbero quindi incidere sulla chiusura del campionato.
dead line per le decisioni: oltre Zandvoort
La programmazione finale presenta inoltre una dead line per definire le decisioni operative. Nel paddock si parla di una finestra non oltre Zandvoort, ovvero la gara che riapre la stagione dopo la sosta estiva. Questo riferimento delimita il momento entro cui dovrebbero emergere scelte decisive sui possibili adattamenti.
possibili riallineamenti europei e difficoltà logistiche per F2 e F3
Nel quadro delle alternative sono stati citati possibili inserimenti come il reinserimento di Portimão, a patto però che siano previsti interventi necessari, oppure l’ipotesi di Imola. Gli appuntamenti europei, però, non risultano tra le opzioni considerate concretamente realizzabili.
Il motivo indicato riguarda il passaggio del “Circus” dal Vecchio Continente a nuove destinazioni. Le squadre tendono a pianificare con anticipo il rialzo dei bilici, la revisione o l’aggiornamento di hospitality e delle race-bases impiegate dagli ingegneri. Questo andamento può generare problemi logistici qualora si rendesse necessario recuperare due gare.
Le complessità non coinvolgono soltanto la categoria regina: anche le serie cadette che operano al seguito della F1, come F2 e F3, possono risentire dei cambiamenti. Il contesto complessivo risulta quindi molto complesso e non ancora definito, con i prossimi giorni indicati come determinanti per individuare le prime risposte operative.
personalità citate nelle valutazioni sul calendario
- Erdogan
