F1 dietro il dibattito sui motori: la battaglia per il controllo del futuro

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F1 dietro il dibattito sui motori: la battaglia per il controllo del futuro

La discussione sulla motorizzazione del futuro della Formula 1 non riguarda soltanto la tecnica. Dietro ogni scelta sulla power unit si muovono dinamiche economiche, equilibri tra soggetti industriali e obiettivi di governance dello sport. In un periodo in cui i numeri del campionato sono cresciuti in modo marcato, anche il modo di contrattare le regole ha iniziato a cambiare: più forza di negoziazione per FIA e Formula 1, meno dipendenza dalle decisioni dei grandi costruttori.

crescita finanziaria e nuova forza contrattuale della formula 1

Negli ultimi cinque anni il campionato ha registrato una crescita economica molto rapida. I ricavi hanno seguito un percorso netto: dai 2,1 miliardi di dollari di fatturato del 2021 si è arrivati ai 3,9 miliardi previsti per 2025. Un incremento così consistente ha modificato lo scenario in modo decisivo, perché le squadre sono diventate realtà capaci di chiudere i bilanci con utili anche superiori ai 100 milioni di dollari, valori che in passato risultavano impensabili.

Questa trasformazione economica ha un impatto diretto sul dibattito legato alla potenza di contrattazione. La Formula 1, oggi, non si trova più nella stessa condizione di dipendenza economica che in passato l’ha portata a cercare compromessi per garantire la continuità del progetto sportivo.

power unit e compromesso storico tra costruttori

La scelta della motorizzazione entrata in vigore quest’anno è stata il risultato di un passaggio maturato all’interno di una Formula 1 già diversa da quella attuale. La struttura allora in campo era ancora molto legata ai contributi garantiti dalle case ufficiali, considerati a lungo elementi determinanti per la sopravvivenza del campionato stesso.

Il compromesso che ha definito l’attuale power unit è nato dall’esigenza di coinvolgere ulteriori grandi player dell’automotive dopo l’uscita di scena di Honda e la sua successiva rinegoziazione. Anche Renault ha avuto un ruolo all’interno della cornice che ha reso necessario trovare un equilibrio, con l’obiettivo di ampliare il numero di soggetti presenti nel progetto.

quando honda e audi sembrano confermare la strategia

In un’ottica di breve periodo, la strategia basata sui compromessi ha funzionato. L’esperienza di quegli anni ha infatti visto Honda tornare, mentre Audi ha annunciato il proprio ingresso ufficiale. Sul fronte sportivo e industriale, Red Bull ha avviato il progetto Powertrains, una scelta descritta come anche condizionata dall’assenza di alternative realmente credibili.

Il contesto, però, è mutato nel giro di alcuni anni.

power unit: aspettative sull’elettrificazione e scenario rivisto

Cinque anni dopo, il quadro è cambiato in modo significativo. L’esordio della nuova power unit non è stato particolarmente felice e, soprattutto, la Formula 1 non dipende più in modo così cruciale dai contributi economici dei costruttori come avveniva in precedenza.

Il responsabile tecnico della FIA, Nikolas Tombazis, ha ricordato che nel 2021 le case coinvolte nella definizione della seconda generazione di power unit erano convinte che, nel medio-lungo periodo, i motori a combustione interna sarebbero scomparsi. L’idea di una transizione elettrica appariva inevitabile, ma il decorso dei fatti non ha portato a una concretizzazione di quella previsione.

Dal confronto tra scenario ipotizzato e scenario reale emerge quindi un punto centrale: la governance dello sport non può rimanere vincolata alle traiettorie economiche e strategiche dell’industria automotive.

fia e protezione dello sport dalla macroeconomia

Nella ricostruzione proposta da Tombazis emerge un principio netto: lo sport deve essere protetto dalla situazione macroeconomica globale. Il concetto operativo è che non è possibile essere ostaggi delle case automobilistiche che decidono se partecipare o meno al campionato. Il mercato dell’auto, infatti, può muoversi in direzioni non necessariamente coerenti con ciò che risulta migliore per la Formula 1.

In passato lo sport sarebbe stato costretto a recepire richieste dei costruttori pur di non perdere finanziamenti ritenuti vitali. Oggi, grazie alla crescita record degli introiti registrata negli ultimi anni, la Formula 1 può sedersi al tavolo delle trattative con un peso diverso, in grado di sostenere scelte orientate all’interesse dello sport.

semplificazione della power unit: costi, racing e spazio a progetti indipendenti

La scelta tra una power unit elettrificata e una specifica basata su un approccio più semplice è presentata come una scelta che mira a costruire il futuro della Formula 1 con l’obiettivo di mettere al centro gli interessi dello sport. In questo contesto, Formula 1 e FIA appaiono allineate e oggi dispongono della possibilità di definire regole che orientano il confronto con i costruttori.

Il confronto con i produttori resta presente, ma la disponibilità di leve da parte degli OEM (fornitori di motori) viene descritta come ridotta rispetto al passato.

ridurre complessità significa rendere la power unit più adatta alle esigenze racing

Un possibile percorso di semplificazione tra serbatoio e cambio viene collegato a vantaggi concreti. Il primo è la creazione di un motore più adatto alle esigenze racing. Il secondo, altrettanto rilevante, è il contenimento dei costi.

power unit meno complesse: apertura ai progetti indipendenti

Il punto chiave indicato riguarda la possibilità che una power unit meno complessa possa aprire la strada a progetti indipendenti. Viene richiamato il modello della Cosworth, descritta come una presenza centrale in Formula 1 per oltre vent’anni. L’idea è che un costruttore privato possa sviluppare un’unità competitiva da mettere a disposizione dei team clienti, assumendo una funzione simile a una forma di garanzia nel caso in cui una casa ufficiale decida di lasciare improvvisamente il campionato.

equilibri politici e formula 1 commission: il peso dei team clienti

Esiste anche un aspetto meno visibile, ma considerato determinante. Quando i team clienti esprimono il voto all’interno della Formula 1 Commission, spesso si trovano in posizione subordinata. Le dinamiche vengono descritte come legate all’allineamento tra chi firma un contratto di fornitura e la posizione della casa che fornisce la power unit: l’adesione alla scelta tecnica si traduce in un’adesione politica, riducendo margini di autonomia.

La possibilità di contare su un’alternativa concreta porterebbe a un cambiamento degli equilibri, con l’effetto di ridurre il peso specifico dei team ufficiali.

cosa succederà nel 2030 o nel 2031: futuro elettrificato o specifica accessibile

La possibilità di arrivare a questo scenario viene collegata a un passaggio decisivo: la scelta della motorizzazione prevista per 2030 o 2031. Se prevalesse ancora una filosofia high-tech fortemente elettrificata, anche se ridimensionata, verrebbe interpretato come un segnale della capacità delle case di mantenere uno status quo. Se invece venisse adottata una specifica più semplice e accessibile anche per produttori indipendenti, la Formula 1 potrebbe entrare in una fase nuova, mantenendo il ruolo delle case ufficiali ma con una riduzione drastica della loro influenza nella gestione politica e tecnica dello sport.

figure chiave citate

Il quadro delineato include riferimenti a figure e soggetti coinvolti nei processi decisionali e nelle strategie industriali.

  • Nikolas Tombazis
  • Red Bull
  • Ferrari
  • Mercedes
  • Honda
  • Renault
  • Audi
  • Cosworth
  • FIA
Mohammed ben Sulayem, FIA President and Stefano Domenicali, CEO of the Formula One Group
Categorie: Formula 1Motori

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