F1 ferrari: le scelte di compromesso sulla pu e il ruolo dell aerodinamica
Un mese si presenta decisivo per la Ferrari, chiamata a trasformare la sosta del calendario in un vero salto di qualità. Dopo le prime tre gare del mondiale, la fotografia tecnica della Mercedes risulta inequivocabile: tre pole, tre vittorie e due doppiette. Il quadro complessivo indica la W17 come monoposto di riferimento e la power unit Mercedes AMG M17 E performance come la più potente del lotto. Per la Ferrari diventa quindi centrale capire come colmare il gap e quali leve mettere in campo con priorità durante le settimane di lavoro.
ferrari e mercedes: divario di cavalli e obiettivo di recupero
Il distacco tra la Ferrari e la Scuderia è valutato in 20-25 cavalli. Questo margine porta a considerare l’uso dell’ADUO (del Cavallino) nel momento in cui la FIA concederà ai Costruttori in ritardo la possibilità di tentare un recupero. L’idea, a quanto risulta, consiste nell’autorizzare un pacchetto di aggiornamento sull’endotermico, con un budget aggiuntivo rispetto al budget cap e un numero superiore di ore per l’utilizzo dei banchi prova. Se l’evoluzione dell’endotermico dovesse essere pronta, il debutto viene indicato a Barcellona, con una finestra stimata a metà giugno.
power unit ferrari: scelte di progetto e vantaggi aerodinamici
Il punto cruciale riguarda la ragione per cui a Maranello si paga un gap legato al propulsore, soprattutto considerando che la power unit nasce da scelte costruite su un compromesso. Nella visione tecnica richiamata, la SF-26 risulta frutto di un progetto coordinato tra Loic Serra (telaio e aerodinamica) ed Enrico Gualtieri (motore). L’impostazione punta a valorizzare le sinergie grazie alla capacità di produrre quasi tutto in casa nella stessa factory, impostando anche un motore endotermico che lavora in modo più “caldo” rispetto a quelli degli avversari per ridurre l’impianto di raffreddamento.
sf-26: raffreddamento ridotto e presa dinamica più piccola
La scelta di un funzionamento più termico consente, come conseguenza diretta, di ridurre le dimensioni dei radiatori e ottenere una migliore efficienza aerodinamica. La vettura viene descritta con una presa dinamica più piccola e con bocche e sfoghi delle fiancate molto ridotti, elementi coerenti con la necessità passata della Ferrari di avere fame d’aria.
turbocompressore ferrari: tre motivi chiave
Riguardo al “turbino”, vengono riportate tre ragioni principali alla base della scelta: maggiore recupero di energia nei transitori lenti, con la possibilità di mantenere alto il regime di rotazione anche scalando marcia per ricaricare la batteria; partenze più efficaci nonostante l’abolizione della MGU-H, che prima contribuiva a coprire il turbo lag; utilizzo del 6 cilindri in tiro anche nei tratti guidati, così da ottenere vantaggi in termini aerodinamici.
stm davanti allo scarico e vincoli del regolamento
Nel pacchetto della SF-26 compare l’STM, cioè un flap davanti allo scarico che sfrutta il soffiaggio dei gas roventi per migliorare l’efficienza dell’ala posteriore e aumentare l’estrazione del flusso dall’estrattore. La soluzione viene indicata come replicabile solo da un’altra vettura, con il riferimento alla Haas, poiché la VF-26 avrebbe lo stesso retrotreno.
limiti aerodinamici: elementi oltre 60 mm dall’asse posteriore
Un box del regolamento vieta di aggiungere elementi aerodinamici oltre lo sbalo di 60 mm dall’asse posteriore. La concorrenza, secondo quanto riportato, avrebbe difficoltà a rispettare questi vincoli. Ne deriva che la soluzione dell’STM sarebbe stata pensata e condivisa in fase di progetto insieme all’ala reverse, citata come contenuto rilevante del pacchetto sviluppato da Diego Tondi e Franck Sanchez.
sf-26 pronta come telaio, ma prestazioni sotto target
Viene sottolineata la solidità della SF-26, con un’impostazione telaistica descritta come buona e una tendenza generale che porterebbe ad attribuire eventuali carenze soprattutto alla power unit. Il punto interrogativo riguarda però l’effettiva riuscita dell’equilibrio complessivo: dopo le rinunce concordate dai motoristi in fase di definizione del progetto, la vettura avrebbe trovato tutti i vantaggi ricercati a livello aerodinamico? Nei primi tre GP, stando a quanto emerge, il target non sarebbe stato raggiunto con continuità.
ferrari: riduzione del peso per recuperare tempo
Si indica la necessità di una riduzione di peso in Ferrari: non sarebbe una scelta nel segno del “trattamento leggero” rispetto ad altri team, ma un intervento necessario. Viene specificato che la Ferrari dovrà perdere 6-7 kg, un margine che potrebbe valere almeno 1”5, associato a un aggiornamento studiato in galleria del vento.
drag e velocità massime: nuova fase a miami
Da Suzuka viene richiamata una dichiarazione legata alla visione “nuovo campionato” a Miami: la SF-26 deve ridurre il drag per aumentare le velocità massime
