F1 mercedes si è avverato il sospetto più temuto ma la pole resta in gioco
Budapest si è rivelato uno dei giorni più complessi per la Mercedes in stagione: oltre al quinto posto in classifica e a un tredicesimo posto legato anche a un giro sulla soft non completato, la distanza dalla vetta è cresciuta in modo considerevole. A rendere la giornata particolarmente delicata è stato soprattutto l’insieme di condizioni che ha amplificato i distacchi, fino a far arrivare il gap a sfiorare addirittura il secondo posto.
budapest: distacchi amplificati tra pista sporca e gomme fuori finestra
Il circuito ha presentato un asfalto sporco e difficoltà diffuse, con una gestione più complicata delle prestazioni. In queste condizioni i margini si sono assottigliati: la squadra che in genere trova il miglior bilanciamento in percorrenza, la Ferrari, si è confermata come punto di riferimento, mentre chi non è riuscito a entrare nella finestra ideale di funzionamento, pur partendo da un livello teoricamente competitivo di carico, ha faticato maggiormente.
ferrari competitiva dal primo istante
Russell, a fine sessione, ha riassunto il timore che la Mercedes aveva alla vigilia: l’aspettativa di una Ferrari veloce sin dal primo istante si è concretizzata. Il passo sul giro singolo non è apparso soddisfacente, ma sulla lunga distanza il potenziale sarebbe rimasto più vicino alla concorrenza, con l’ammissione che ciò che era temuto si è poi verificato sul campo.
giro secco difficile: surriscaldamento e guidabilità penalizzata
Le difficoltà sono emerse in modo ancora più marcato nel giro secco, dove la gestione delle gomme ha reso la vettura meno semplice da controllare. Anche con temperature dell’asfalto sotto i 30°C, l’Hungaroring presenta numerose curve ravvicinate: questa combinazione tende a portare gli pneumatici a surriscaldarsi e a uscire rapidamente dalla finestra ottimale di utilizzo.
riasfaltatura e assetto: rigido o no, il problema si è fatto sentire
Molte squadre avevano previsto la possibilità di irrigidire maggiormente le vetture, ma il nuovo riasfaltatura completato in diversi tratti del circuito ha in realtà peggiorato le condizioni del manto stradale, facendo emergere ulteriori sconnessioni. Di conseguenza, chi aveva puntato su un assetto più rigido si è ritrovato in una situazione più scomoda, con la necessità di rivedere il setup per cercare una finestra di funzionamento più efficace.
mercedes: bilanciamento in percorrenza lontano dal potenziale
La mancata individuazione di un modo per rendere la vettura bilanciata in percorrenza, soprattutto in presenza di forti folate di vento, ha inciso in maniera determinante sul tempo sul giro. In casa Mercedes la sensazione è che la monoposto sia oggi lontana dal proprio reale potenziale.
george russell: sottosterzo nella sequenza del secondo settore
Nel giro veloce con la mescola più tenera, Russell ha accusato un marcato sottosterzo nella rapida successione del secondo settore. Il problema ha sottratto tempo e ha contribuito a far salire la temperatura delle gomme anteriori. L’effetto si è poi propagato nelle fasi successive: ridotta la disponibilità di grip nel terzo settore, la differenza si è sviluppata in modo costante, con un distacco che cresce curva dopo curva.
andamento sul giro: competitività iniziale e perdita di decimi nel tratto centrale
Nella prima parte del giro la Mercedes è riuscita a restare complessivamente competitiva. L’uscita dalla curva 5 ha fatto registrare un ritardo inferiore al decimo rispetto alla Ferrari di Lewis Hamilton. A partire da quel punto, però, con l’avvio della sequenza più guidata del secondo settore, la perdita si è trasformata in una catena di decimi: il sottosterzo ha inciso non solo sulla velocità, ma anche sull’uscita dalle curve, obbligando a spendere più energia.
curve 13 e 16: rotazione e stabilità in accelerazione decisive
Nella parte finale del giro, soprattutto in curva 13 e curva 16, serve una vettura solida sia nella fase di rotazione sia nella gestione dell’acceleratore. In quei passaggi i piloti della Stella hanno faticato a tornare progressivamente sul gas in uscita, ampliando quanto già perso nella sezione centrale del tracciato.
margine per migliorare: vento, gomme e obiettivo pole
Russell ha indicato che, per quanto riguarda la sensibilità della vettura, sia per lui sia per Kimi la macchina non sarebbe risultata perfetta. Rimane un margine per migliorare e un elemento chiave sarebbe legato al vento: la sensazione espressa è che il suo impatto possa cambiare in modo significativo e influire pesantemente sulla situazione.
bradley lord: tema gomme e long run più consistenti
Bradley Lord, vice Team Principal Mercedes, ha parlato di una vettura apparsa fuori bilanciamento, con una tendenza definita come difficile e nervosa. L’interpretazione principale è che la questione sia riconducibile alle gomme e al mancato arrivo alla temperatura corretta. I long run hanno mostrato un quadro più positivo: più competitivi e più costanti rispetto ai problemi incontrati nella prestazione secca.
target pole: passo ferrari non allarmante
Secondo Lord, il passo della Ferrari non sarebbe allarmante, ma rappresenterebbe un buon target. In Mercedes c’è l’obiettivo di lottare per la pole position anche perché in stagione la squadra sarebbe riuscita a restare competitiva su ogni tipo di circuito. L’idea che alcuni tracciati favoriscano un lato rispetto all’altro viene respinta attraverso l’osservazione di oscillazioni tra i team, mentre la Mercedes si considera costantemente presente in lotta per la pole.
piloti mercedes citati
Le dichiarazioni e i riferimenti alla performance riguardano i seguenti piloti:
- George Russell
- Andrea Kimi Antonelli
