F1 perché il duello tra hamilton e norris mette in luce un punto critico delle regole 2026

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F1 perché il duello tra hamilton e norris mette in luce un punto critico delle regole 2026

La corsa di Suzuka ha mostrato con chiarezza quanto il regolamento 2026 possa trasformare il ritmo di una gara: da un lato aumenta la probabilità di gare vive grazie alle strategie legate all’uso dell’ibrido, con sorpassi e controsorpassi che si rincorrono. Dall’altro emergono anche i punti più delicati, soprattutto quando la Power Unit influenza la guida in modo tale da rendere alcune scelte meno “istintive” e più vincolate alle logiche di gestione dell’energia. Un aspetto destinato a diventare centrale nel confronto tra F1, FIA e squadre nella settimana successiva.

regolamento 2026 e power unit: sorpassi possibili, ma vincoli alla guida

La dinamica dei sorpassi e controsorpassi a Suzuka ha anche messo in luce come determinati comportamenti della Power Unit, dentro un regolamento tecnico molto articolato, possano cambiare il modo in cui i piloti devono impostare traiettorie e tempi di rilascio dell’acceleratore. In particolare, l’attenzione non si concentra solo sul giro secco, ma entra pienamente anche nei duelli in gara.

Questo scenario ha portato diversi piloti a considerare più conveniente restare al di sotto dei limiti, evitando scelte rischiose. Nella pratica, la gestione dell’energia diventa un fattore che incide tanto sui sorpassi quanto sulla difesa, creando situazioni che possono risultare innaturali rispetto alle abitudini di guida tradizionali.

duelli in cui il deployment dell’energia condiziona i tempi d’attacco

Uno dei casi più evidenti arriva dagli ultimi passaggi tra Lando Norris e Lewis Hamilton. In fase di attacco, la scelta più efficace tendeva a essere l’uso dell’energia tra Spoon e ultima chicane, punto in cui si raggiungevano velocità più alte. In parallelo, chi si trovava davanti poteva subire un calo più marcato nel momento in cui l’MGU-K interrompeva il supporto, entrando poi in ricarica con il super-clipping.

norris-hamilton: scelta del gas e impatto del super-clipping

La dinamica si è riproposta anche al 50° giro. Norris, sfruttando il boost elettrico in uscita dalla Spoon, è riuscito ad avvicinarsi in modo significativo prima della 130R, fino a trovarsi così vicino a Hamilton da dover alzare il piede a circa 330 km/h. A quella velocità il limite non era determinato solo dalla scia, ma anche dal grip disponibile.

Fino a quel punto la situazione non presentava anomalie. Il nodo si è creato nella parte successiva: tra la 130R e la chicane finale esiste una distanza che costringe chi insegue a tornare sull’acceleratore per non perdere troppo terreno. Proprio qui emerge il desiderio naturale di chi attacca: che la Power Unit riduca il supporto del motore elettrico, così da rendere più semplice il completamento dell’azione.

perché la potenza torna quando non è desiderata

Se si percorre la 130R senza interrompere la spinta, il tratto dalla Spoon fino alla parte successiva risulta più lungo a gas spalancato e l’elettronica governa una curva di riduzione del supporto MGU-K. In questa fase la gestione dell’energia tende a svilupparsi in modo più “continuo”. Nel momento in cui invece si è in modalità sorpasso o si utilizza il boost, quando il pilota alza il piede la curva di riduzione dell’energia viene resetatta per motivi regolamentari.

Il risultato pratico è che, quando si ritorna sull’acceleratore dopo il rilascio, la Power Unit deve ripristinare almeno 200 kW per un periodo di almeno un secondo. Solo dopo si riavvia la curva di riduzione dell’MGU-K. In concreto, si crea un surplus di potenza anche quando il pilota non lo desidera, con una conseguenza diretta: maggiore consumo energetico rispetto a quanto sarebbe necessario per la manovra.

soluzione tecnica: mantenere l’acceleratore spalancato

La limitazione non lascia spazi di intervento al pilota. L’unico modo per evitare l’effetto descritto consiste nel tenere l’acceleratore completamente spalancato, così da impedire alla centralina di resettare il “contatore” che governa la progressione della potenza elettrica.

hadjar: ammonizione radio e costo energetico del rilascio

Questo tipo di dinamica è stato osservato anche con Isack Hadjar nei primi giri: l’ingegnere via radio lo ha richiamato perché, usando il boost in uscita dalla Spoon, non poteva permettersi di alzare il piede alla 130R. La manovra resettava il processo di riduzione della potenza dell’MGU-K, provocando un costo energetico al momento in cui, dopo il rilascio, si ripartiva a gas spalancato per affrontare l’ultimo tratto verso la chicane.

quando gestire l’energia diventa più difficile in battaglia

La difficoltà aumenta sensibilmente nei duelli. Nel confronto tra Norris e Hamilton al giro 50, Norris è stato costretto ad alzare il piede anche per evitare di tamponare Hamilton. In quel momento Hamilton non aveva il supporto del motore elettrico perché non aveva attivato il boost. La combinazione tra differenze di velocità e la necessità di sprecare energia al rientro sull’acceleratore rende plausibile tentare un sorpasso “forzandolo”, anche quando l’esito dipende da fattori non controllabili al 100% dal pilota.

tentativi di adattamento: parzializzazione dell’acceleratore e effetti collaterali

Norris ha provato a gestire la situazione in modo diverso, parzializzando l’acceleratore senza tornare subito a gas spalancato. Questo intervento aiutava a ridurre l’impatto, ma restava evidente la forzatura del contesto: in lotta, vedere una procedura quasi “imposta” dalla gestione energetica rende l’azione meno naturale. La conseguenza finale, riportata dopo la corsa, è stata una condizione sfavorevole: Norris si è ritrovato senza batteria per difendersi nel rettilineo successivo.

il problema percepito da Norris: alzare e ripartire riaccende la batteria

Secondo la ricostruzione di Norris, la situazione nasce dal fatto che la macchina continua a erogare potenza fino alla 130R. In quel punto, per evitare il tamponamento, si rende necessario alzare il piede. Il punto decisivo riguarda il rientro sull’acceleratore: tornare sul gas fa ripartire l’erogazione della batteria, e Norris indica che l’evento dovrebbe invece aver luogo in una fase in cui il sorpasso è già stato compiuto. Poiché le dinamiche di rilascio e ripartenza obbligano a modificare il comportamento, la batteria torna a lavorare proprio quando non sarebbe ideale. In queste condizioni, risulta difficile evitare l’effetto seguendo il “rimedio” che sarebbe semplice in condizioni favorevoli, cioè non alzare mai il piede, perché in piena lotta la gestione è resa imprevedibile dalla presenza dell’avversario e dall’esigenza di adattare il deployment.

Personaggi citati:

  • Lando Norris
  • Lewis Hamilton
  • Isack Hadjar
Lewis Hamilton, Ferrari, Oscar Piastri, McLaren

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