F1 pirelli svela le mescole per zandvoort e monza e la novità madrid
La pausa estiva della Formula 1 è quasi iniziata, ma la preparazione guarda già avanti. Pirelli, infatti, ha annunciato le mescole previste per i prossimi tre gran premi in calendario: Zandvoort, Monza e Madrid. Le scelte tecniche delineano un approccio equilibrato per affrontare caratteristiche diverse dei circuiti, dalla richiesta di grip e carico aerodinamico fino alle strategie influenzate da temperature e consumi.
pirelli mescole 2026: decisione sulle tre gare dopo la pausa estiva
Il trittico europeo che anticipa la terza e ultima parte della stagione 2026 vede Pirelli adottare una selezione non estremamente conservativa. La mescola c1 non sarà utilizzata né a zandvoort, né in italia, né in spagna. Al suo posto, nelle scelte complessive della finestra tra fine agosto e settembre compare la proposta più dura articolata sulla disponibilità della c2.
hard come c2: scelta coerente per la parte finale della stagione
Nelle gare considerate, la logica delle mescole più dure si concentra sulla c2 come variante equivalente alla Hard per la scelta complessiva. Questo schema riguarda due dei tre appuntamenti fissati tra la fine di agosto e settembre.
zandvoort 2026: mescole c2 c3 c4 per gestire grip e variabili dell’asfalto
Per il primo gran premio dopo il rientro dalla pausa estiva, quindi per il Gran Premio d’Olanda a zandvoort, Pirelli ha selezionato tre mescole centrali della gamma 2026: c2, c3 e c4.
caratteristiche della pista: basse e medie velocità con curve sopraelevate
Zandvoort riceve la stessa selezione adottata lo scorso anno. La pista è caratterizzata da curve a bassa e media velocità, incluse due sopraelevate. Le gomme devono quindi sostenere forze verticali e laterali elevate, in linea con un carico aerodinamico alto.
asfalto a grip limitato: sabbia e prossimità alle spiagge
Il grip disponibile risulta abbastanza basso, condizionato dalla presenza di sabbia proveniente dalle aree vicino allo storico contesto dell’impianto olandese.
monza 2026: mescole c3 c4 c5 in un contesto di carico aerodinamico ridotto
Per Monza, scenario noto per richiedere il minor carico aerodinamico della stagione, Pirelli ha scelto le tre mescole più morbide della gamma 2026: c3 (hard), c4 (medium) e c5 (soft). La scelta si inserisce anche in un contesto di asfalto rifatto due anni fa.
strategia e pit lane: tempi di sosta tra i più elevati del calendario
La progettazione delle strategie è influenzata dal grande tempo perso in pit lane durante i cambi gomme, tra i più elevati del calendario. Questo scenario tende a spingere i team ad allungare gli stint, con l’obiettivo di limitare il degrado e puntare a una sola sosta nei casi in cui risulti più conveniente.
temperature e durata dello stint: difficoltà potenziale per la singola sosta
Le alte temperature possono avere un impatto decisivo, rendendo complessa la realizzazione di una singola sosta. In questo quadro, l’assetto dei compound a disposizione mira a gestire usura e prestazioni anche al crescere delle condizioni termiche.
madrid 2026: circuito semi-cittadino con 22 curve e selezione per strategie a due soste
La terza e ultima gara del gruppo è il Gran Premio di Spagna, che per la prima volta si svolgerà sul circuito semi-cittadino di madrid. Il tracciato, denominato Madring, presenta 22 curve con profili molto differenti tra loro e con variazioni altimetriche significative. Tra queste spicca la Monumental, indicata come la curva sopraelevata più lunga dell’intero calendario 2026.
carichi e comportamento gomme: analisi paragonabili a silverstone e spa
Secondo le analisi condotte da Pirelli, le sollecitazioni sulle gomme risultano paragonabili a quelle osservate a Silverstone e Spa-Francorchamps.
mescole scelte: c2 c3 c4 per due soste e gestione del calore
Per questo motivo, la Casa italiana ha predisposto le tre gomme centrali della gamma 2026: c2 (hard), c3 (medium) e c4 (soft). La selezione dovrebbe favorire una strategia a 2 soste e garantire una buona protezione in presenza di temperature elevate, riducendo anche il rischio di eccessivo surriscaldamento che una scelta più morbida avrebbe potuto comportare.
