F1 penalità Hamilton: ha tolto il limitatore troppo presto per provare a uscire ad Antonelli

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F1 penalità Hamilton: ha tolto il limitatore troppo presto per provare a uscire  ad Antonelli

Budapest si è trasformata in un banco di prova decisivo per la Ferrari, dopo la sequenza positiva tra Silverstone e Spa. L’obiettivo di arrivare alla pausa estiva con una spinta nuova si è però scontrato con una serie di elementi che, dalla qualifica fino alla gestione in gara, hanno cambiato radicalmente i margini di controllo.

ferrari a budapest: dalla speranza di successo allo scenario complicato

La prestazione mostrata tra Silverstone e Spa aveva riacceso l’aspettativa: a fronte di piste non sempre favorevoli, il risultato aveva comunque confermato competitività. Su un tracciato percepito come più congeniale, come l’Hungaroring, la speranza era quella di puntare ancora al successo.

A Budapest, invece, la storia è stata diversa fin dal primo giorno. Al venerdì la Ferrari appariva come la favorita, ma il sabato l’assenza della pole position ha modificato completamente gli scenari della corsa.

qualifica, penalità e scelte gomme: cosa ha spostato gli equilibri

Nel quadro competitivo sono intervenuti diversi fattori tecnici e di gara. La mancanza della pole non è stata l’unica variabile: è arrivata anche una penalità a Lewis Hamilton per aver ostacolato Oscar Piastri.

In aggiunta, Charles Leclerc ha dovuto usare un set di soft nuovo, set che avrebbe preferito conservare per la gara. Questo ha ulteriormente reso più complessa la gestione delle gomme e delle alternative disponibili.

partenza e difficoltà nei sorpassi: perché la corsa è diventata “di inseguimento”

La dinamica in partenza ha accentuato le difficoltà: il monegasco dalla prima fila è ripartito con lentezza, facendo emergere un contesto in cui le Ferrari si sono ritrovate entrambe costrette a inseguire su una pista dove i sorpassi restano complicati, anche con i regolamenti attuali.

La posizione in pista si è rivelata determinante. Per Hamilton, in particolare, sarebbe stato cruciale uscire davanti ad Andrea Kimi Antonelli nel momento in cui il team lo ha richiamato ai box sotto Virtual Safety Car.

virtual safety car e pit stop: la finestra chiave per Hamilton

Il timore principale in Casa Ferrari riguardava il possibile contraccolpo nel finale. Da una parte, Hamilton, essendo il primo a fermarsi per la seconda sosta, avrebbe potuto entrare in difficoltà con la gestione della gomma. Dall’altra, Antonelli, con uno stop più tardivo, avrebbe avuto più ritmo per puntare al secondo posto.

Per questo è stata valutata una soluzione mirata: una soft nuova come tentativo concreto di riconquistare la posizione.

Resta però un dettaglio tecnico decisivo: anche con un vantaggio di prestazione, bisognava assicurarsi di uscire davanti ad Antonelli e poi provare a lanciarsi all’inseguimento di Max Verstappen, rimasto in pista con una soft già impiegata per diverse tornate, e che avrebbe dovuto continuare a reggere ulteriore distanza rispetto a quanto già percorso fino a quel momento.

margine su kimi e sosta rischiosa: 12 secondi prima della VSC

La scelta è stata descritta come rischiosa anche per la finestra temporale disponibile. Prima della VSC, Hamilton disponeva di meno di 12 secondi su Antonelli, margine considerato al limite per provare il pit stop e rimanere comunque davanti, soprattutto tenendo conto dei tempi di manovra: la sosta è stata attorno ai 2,9 secondi.

In pit lane la stessa Ferrari ha segnalato che il giro d’uscita sarebbe stato cruciale. Lewis, per restare davanti, avrebbe dovuto lottare con Antonelli fino alla linea di fine pit exit.

limit gaming e penalità: il limitatore disinserito troppo presto

Una volta superata la linea di fine pit lane, i piloti possono togliere il limitatore e accelerare fino alla linea di fine pit exit, per poi riallinearsi al delta time. Nel caso specifico, però, la necessità di spingere per uscire davanti ad Antonelli ha portato Hamilton ad anticipare leggermente il passaggio di disattivazione del limitatore: la procedura è stata gestita prima della linea di fine pit lane.

Questo ha causato il superamento del limite di velocità in pit lane, anche se di poco: il valore indicato è di 0,1 km/h. La conseguenza è stata una penalità. Frederic Vasseur, dopo la corsa, ha chiarito il punto: “Il limitatore di velocità è stato disinserito troppo presto”.

Il dirigente ha poi aggiunto che il limite era 80, concordato dalla FIA fino a 80.5, mentre la velocità registrata è risultata 80.6. Il quadro generale viene collegato al peso che una differenza minima può assumere quando il weekend procede nella direzione sfavorevole: uno 0.1 diventa una variazione grande in termini di esito.

responsabilità e lettura tecnica post-gara: gestione delle scelte e conseguenze

Nel post gara, Hamilton ha riconosciuto la responsabilità dell’errore. Pur senza condividere pienamente la scelta di fermarsi con una comunicazione arrivata solo pochi istanti prima dell’ingresso in pit lane, ha comunque indicato che la gestione rientra nelle proprie responsabilità e che intende essere più solido nella seconda parte di campionato su questo fronte.

Il pilota ha sintetizzato così la sequenza delle situazioni: Silverstone è stata colpa sua, il Belgio anche, e anche a Budapest l’errore è stato attribuito a sé. Sul punto delle soste, ha rimarcato un elemento strategico: non sarebbe stata necessaria quella sosta in più, poiché la decisione ha portato alla perdita della seconda posizione. Allo stesso tempo ha riconosciuto progressi complessivi.

Personaggi menzionati:

  • Lewis Hamilton
  • Andrea Kimi Antonelli
  • Charles Leclerc
  • Oscar Piastri
  • Max Verstappen
  • Frederic Vasseur
Lewis Hamilton, Ferrari

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