Giro d italia 2026 tappa di oggi in diretta i muri e la possibile sorpresa
Giornata chiave per il Giro d’Italia 2026, con un percorso capace di regalare scelte tattiche, strappi improvvisi e tappe da provare con il cronometro in testa. L’ottava tappa si sviluppa tra Chieti e Fermo sulla distanza di 155,8 km, con un finale che mette i corridori davanti a quattro GPM e a un’accelerazione continua resa possibile dai muri marchigiani. Un appuntamento che, per chi è in lotta per la classifica, richiede attenzione costante per non farsi sorprendere nei passaggi decisivi.
giro d’italia 2026: ottava tappa chieti-fermo e partenza
La tappa prende avvio dallo start village della città abruzzese, con partenza prevista alle 13.15. Il tracciato è impostato per combinare fasi di scorrimento e momenti di vera selezione, con una parte finale fortemente caratterizzata dall’altimetria. L’evento copre 155,8 km e si chiude a Fermo, dopo una sequenza di salite, discese e tratti utili a riorganizzare il gruppo.
dislivello e altimetria: 1900 metri tra salite e strappi decisivi
La frazione presenta complessivamente 1900 metri di dislivello. La maggior parte del lavoro altimetrico si concentra negli ultimi chilometri, rendendo l’arrivo particolarmente adatto a chi riesce a gestire energie e tempi di reazione nei punti più ripidi. Dopo l’avvio da Chieti, il percorso propone un primo tratto in falsopiano in ascesa, utile a mettere in ordine la corsa prima dell’evoluzione successiva.
fase di trasferimento verso le marche
Superata la prima parte, la gara entra in una lunga sezione composta da discese e tratti pianeggianti. Questa impostazione serve a spostare rapidamente il gruppo verso la regione marchigiana, con l’obiettivo di arrivare nella zona di Cupra Marittima. Da qui, il tracciato si orienta verso l’entroterra marchigiano, preparando il terreno per i saliscendi che incidono concretamente sulla selezione.
salite e gpm: montefiore dell’aso, monterubbiano e muri finali
Nel tratto centrale e conclusivo emergono alcuni punti determinanti. La prima salita indicata è quella di Montefiore dell’Aso, con una distanza di 10 km al 3,6% di pendenza media. Lo scollinamento avviene a circa 50 km dall’arrivo, fornendo un primo momento in cui la corsa può cambiare ritmo.
Subito dopo segue una breve discesa, che precede l’accesso al GPM di Monterubbiano, caratterizzato da 4,7 km al 5,8% di pendenza media. Dopo la discesa, la gara entra per la prima volta nell’area di Fermo, senza transitare dall’arrivo, con le insidie che continuano ad aumentare.
La parte finale mette al centro tre passaggi da tenere sotto controllo: il muro di Via Caldarelli, lo strappo di Capodarco e il tratto conclusivo verso Fermo. Lo strappo di Capodarco è lungo 2,5 km con 6,3% di pendenza media, con punte fino al 18%. L’ultima asperità decisiva porta i big verso l’arrivo in città: la salita inizia a -4 km e presenta un andamento con punte fino al 22%, elemento che rende il traguardo estremamente selettivo.
scenari di corsa e uomini chiave: favorite, fughe e attacchi
La tappa ha un profilo che richiama una semi-classica, con la possibilità di soluzioni diverse in corsa. Nel quadro competitivo, non viene esclusa l’ipotesi di una fuga da lontano, da leggere anche alla luce delle fatiche e delle dinamiche legate alle tappe precedenti, con passaggi che alimentano il rischio di trasformazioni improvvise del gruppo.
Tra i corridori indicati come favoriti emerge la candidatura di Jonathan Narvaez (UAE Team Emirates – XRG), presentato con l’obiettivo della doppietta. In squadra, oltre alle difficoltà legate ai ritiri post cadute bulgare, restano uomini capaci di gestire finali mossi e di inserirsi nei momenti decisivi: Jan Christen e Igor Arrieta possono sfruttare il contesto tecnico per cercare l’occasione giusta.
Per la fase di chiusura del percorso vengono segnalati anche Thomas Silva (XDS Astana) e il compagno Christian Scaroni, con un terreno che si adatta a un arrivo costruito su accelerazioni e tratti ripidi. Tra gli italiani, l’elenco dei possibili protagonisti include Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Diego Ulissi e Alberto Bettiol (XDS Astana), oltre al padrone di casa Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA – hansgrohe).
In caso di attacchi da parte degli uomini di classifica, viene indicata la possibilità di nuovi guizzi: Jonas Vingegaard (Team Visma – Lease a Bike) può inserirsi nei momenti di rottura, mentre un colpo di mano è attribuito anche a Felix Gall (Decathlon CMA – CGM).
programma: ottava tappa 155,8 km con arrivo a fermo
L’ottava tappa del Giro d’Italia 2026 si svolge tra Chieti e Fermo con 155,8 km totali e con un avvio alle 13.15. Il finale, strutturato attorno ai quattro GPM e ai muri marchigiani, rende l’arrivo a Fermo un momento ad alta intensità, con pendenze che crescono progressivamente fino alle zone più ripide a pochi chilometri dal traguardo. Per seguire l’evento è prevista una copertura in diretta live testuale integrale, pensata per raccontare minuto per minuto lo sviluppo della corsa.
corridori citati come possibili protagonisti
- Jonathan Narvaez (UAE Team Emirates – XRG)
- Jan Christen
- Igor Arrieta
- Thomas Silva (XDS Astana)
- Christian Scaroni
- Giulio Ciccone (Lidl-Trek)
- Diego Ulissi
- Alberto Bettiol (XDS Astana)
- Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA – hansgrohe)
- Jonas Vingegaard (Team Visma – Lease a Bike)
- Felix Gall (Decathlon CMA – CGM)
