Giro d'italia 2026 percorso completo per tappe di montagna, fughe, volate e cronometro

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Giro d'italia 2026 percorso completo per tappe di montagna, fughe, volate e cronometro

Il percorso del giro d’italia 2026 disegna una sfida ad alta intensità tra scalate decisive, tappe capaci di sconvolgere la classifica e giornate studiate per gli sprinter. Tra tratti in pianura, tracciati misti con strappi frequenti e arrivi in salita che mettono pressione fin dall’inizio, ogni giornata riserva un equilibrio diverso tra resistenza, potenza e gestione dello sforzo.

tappe di montagna giro d’italia 2026: arrivi in salita e pendenze decisive

Le giornate più impegnative concentrate nelle tappe di montagna propongono profili altimetrici costruiti per cambiare la gara. L’ordine degli ultimi chilometri mette in evidenza ascesi lunghe, pendenze costanti e ripartenze che riducono i margini per chi punta al controllo.

formia-blockhaus: primo arrivo in salita sul lungomare e poi in abruzzo

La settima tappa formia–blockhaus si sviluppa su 244 km e presenta una transizione chiara: partenza con tratti inizialmente poco duri sul lungomare pontino, poi spostamento verso l’abruzzo. Con la salita di roccaraso non resta nemmeno un metro di pianura: 5,9 km al 6,5% anticipano il gran finale verso il blockhaus, con 13,6 km all’8,4% e punte al 14%.

cervia-corno alle scale: finale insidioso per i big

La nona tappa cervia–corno alle scale misura 184 km. L’avvio è in pianura dalla romagna, ma l’ultima parte cambia registro con una scalata a due step: prima querciola (11,5 km al 4,2%), poi l’ascesa che può diventare decisiva, corno delle scale (10,8 km al 5,8%), indicata come terreno adatto per fare la differenza tra i big.

aosta-pila: tappone alpino con più frazioni di salita

La quattordicesima tappa aosta–pila è lunga 133 km e introduce il primo vero tappone alpino. Il tratto in partenza alterna salite costanti su più frazioni: saint-barthélémy (15,8 km al 6,1%, con max al 13%), poi doues (5,8 km al 6,2%), quindi lin noir (7,4 km al 7,9%, con max al 12%) e verrogne (5,6 km al 6,9%, con max al 12%). L’arrivo è in salita verso pila su 16 km al 7%.

bellinzona-carì: sconfinamenti in svizzera e dislivello sopra i 3000 metri

La sedicesima tappa bellinzona–carì conta 113 km e supera i 3000 metri di dislivello ripartendo e sconfinando in svizzera. La frazione è breve ma dura: due volte le salite di torre (4,1 km al 6,2%) e leontica (3 km all’8,2%). L’attenzione resta sull’ascesa conclusiva di 11,6 km all’8%.

feltre-alleghe: giornata dei grandi passi e cima coppi

La diciannovesima tappa feltre–alleghe misura 151 km e viene presentata come giornata dei grandi passi. L’itinerario prevede durissime scalate prima dell’arrivo finale: duran (12,3 km all’8%), coi (5,9 km al 9,3%), forcella di staulanza (6,9 km al 6,1%), poi il passaggio attesissimo su giau con cima coppi della corsa rosa (9,7 km al 9,4%), quindi falzarego (11 km al 5,3%). La salita che chiude la giornata porta ad alleghe con 4,9 km e pendenze costanti al 10%.

gemona del friuli-piancavallo: tappa dura e arrivo che decide il giro

La ventesima tappa gemona del friuli–piancavallo è lunga 200 km. Dopo un inizio pianeggiante, interrotto dal clauzetto (6,7 km al 5,6%), il percorso si concentra sull’ascesa di piancavallo che viene affrontata due volte. L’impegno complessivo è indicato in 14,4 km al 7,8%, con la previsione che i passaggi in salita possano decidere il giro.

tappe miste giro d’italia 2026: tra classifica e strappi che cambiano il ritmo

Le tappe miste uniscono tratti adatti a controllare la velocità e momenti in cui l’altimetria introduce difficoltà ravvicinate. In diversi casi l’attenzione è sulle salite ravvicinate, sui brevi strappi e sui tratti finali che possono complicare le strategie dei velocisti.

burgas-valiko tarnovo: due salite in fila e poi un’altra scalata verso il finale

La seconda tappa burgas–valiko tarnovo sviluppa 221 km. L’impostazione è immediata: subito difficoltà con 2348 metri di dislivello. Dopo circa 100 km pianeggianti, arrivano due salite in sequenza: byala pass (7,7 km al 4,6%) e vratnik pass (9,2 km al 4%). Segue una fase interlocutoria e quindi monastero di lyaskovets intorno a 3,5 km al 7,5%. La conclusione riserva anche un ulteriore strappo con ciottolato in arrivo verso il traguardo, rendendo la tappa insidiosissima.

catanzaro-cosenza: cozzotunno per colpire i velocisti e rettilineo finale in salita

La quarta tappa catanzaro–cosenza è lunga 138 km e riporta in Italia dopo il giorno di riposo. Anche la volata è già descritta come non scontata: dopo 80 km entra la salita di cozzo tunno (14,4 km al 5,9%), con impatto potenziale sui velocisti. L’attenzione è anche sul rettilineo finale, descritto come costantemente in ascesa.

praia a mare-potenza: basilicata con dislivello elevato e finali a strappi

La quinta tappa praia a mare–potenza misura 203 km e presenta ben poca pianura, con dislivello indicato in 3724 metri. La partenza propone subito la salita verso prestieri (13 km al 4,6%), seguita dal GPM monte grande di viggiano (6,6 km al 9,2%) e da numerosi strappi. Dopo una lunga discesa verso il traguardo, arriva una rampa di 300 metri al 12%.

chieti-fermo: tirreno-adriatico con muri finali fino a fermo

L’ottava tappa chieti–fermo conta 156 km e attraversa abruzzo e marche con una struttura simile allo stile tirreno-adriatico, ricca di strappi sul finale. Le salite descritte includono montefiore d’aso (9,9 km al 3,6%), monterubbiano (4,7 km al 5,7%) e il muro del ferro, indicato come rampa breve con pendenze arcigne. Sul finale compaiono muri come via reputolo (pendenze al 22%), con chiusura verso fermo su 3,7 km al 5,7%.

porcari-chiavari: lungomare ligure con salite in rapida successione

L’undicesima tappa porcari–chiavari sviluppa 178 km. Il percorso alterna spettacolo sul lungomare e salite presenti senza lunghi tempi di tregua: passo del termine (7,4 km al 4,9%), colle di gualtarola (9,9 km al 6,2%, max 11%) e colla dei scioli (5,7 km al 6,4%, max 15%) in rapida sequenza. C’è anche il riferimento al chilometro red bull di cogorno, posto praticamente in salita, più uno strappo in città a chiavari.

imperia-novi ligure: colli e poi discesa per arrivare senza ulteriore complicazione

La dodicesima tappa imperia–novi ligure è lunga 175 km. Dopo una prima parte senza difficoltà, il percorso entra nella zona di colle giovo, terza categoria su 11,4 km al 4,2%. Successivamente compare il GPM di bric breton (5,5 km al 5,9%). Da lì in poi il tracciato è descritto con discesa e pianura fino a novi ligure.

alessandria-verbania: gpm bieno e ungiasca con ultimi chilometri al 9%

La tredicesima tappa alessandria–verbania misura 189 km. Dopo una lunga pianura iniziale, in prossimità dell’arrivo entrano le difficoltà: GPM bieno con 2,4 km al 5,8% e soprattutto la salita di ungiasca (4,7 km al 7%), con gli ultimi 2 km mantenuti costantemente al 9%. Seguono picchiata verso il traguardo.

cassano d’adda-andalo: strappi e salita finale sotto la soglia dei 4 km al 3,1%

La diciassettesima tappa cassano d’adda–andalo è lunga 202 km e viene presentata come frazione potenzialmente interlocutoria per la classifica generale. I GPM sono all’inizio con passo dei tre termini (8,2 km al 5,9%) e cocca di lodrino (8,1 km al 4,1%). Dopo diversi strappi arriva l’ascesa conclusiva di 5,7 km al 3,1%, indicata come non particolarmente dura nonostante la lunghezza.

fai della paganella-pieve di soligo: due gpm e un muro finale capace di condizionare la volata

La diciottesima tappa fai della paganella–pieve di soligo misura 171 km e viene definita tappa di relax per i big prima del gran finale. Sono presenti due GPM: fastro (2,2 km al 5,4%) e il muro di ca’ del poggio sul finale (1,1 km all’11,5%). La rampa finale può creare difficoltà ai velocisti, chiamati a faticare per la volata.

tappe per velocisti giro d’italia 2026: volate favorite e pochi ostacoli altimetrici

Le tappe per velocisti sono impostate per massimizzare gli arrivi in volata, con altimetrie generalmente contenute e difficoltà spesso circoscritte a tratti specifici. In più casi, anche quando compaiono salite o GPM, la struttura complessiva rimane orientata a favorire le ruote veloci.

nesebăr-burgas: partenza dalla bulgaria e volata praticamente scontata

La prima tappa nesebăr–burgas copre 147 km. È una grande partenza dalla bulgaria e la frazione non prevede particolari insidie altimetriche: l’arrivo è indicato come praticamente scontato in volata. Il GPM di cape agalina è descritto come poco più di un cavalcavia (1,1 km al 2,5%), utile principalmente ad assegnare la maglia azzurra.

plovdiv-sofia: possibile volata con gpm di borovets come insidia

La terza tappa plovdiv–sofia è lunga 175 km e chiude il primo weekend bulgaro verso la capitale. Le indicazioni puntano a una volata possibile e probabile, anche se dopo circa 100 km emerge il GPM di borovets su 9,2 km al 5,3% di pendenza media. Il tratto complessivo include tanta discesa e pianura, favorevole ai velocisti prima del finale.

paestum-napoli: salita iniziale verso cava de’ tirreni e arrivo su basolato

La sesta tappa paestum–napoli misura 141 km. Il percorso valorizza scenari campani: nella prima parte si sale verso cava de’ tirreni su 6,5 km al 3%. Nel finale il focus è su piazza del plebiscito, con uno strappo nell’ultimo chilometro su basolato, con arrivo in pavé.

voghera-milano: circuito conclusivo per sprint senza gpm

La quindicesima tappa voghera–milano copre 157 km e apre la seconda settimana con un arrivo che favorisce le ruote veloci. Non sono previsti gpm e non vengono segnalate insidie altimetriche: il tracciato finale è un circuito adattissimo per gli sprinter.

roma-roma: passerella conclusiva e volata verso i fori imperiali

La ventunesima tappa roma–roma è lunga 131 km ed è una passerella conclusiva nella capitale. Il percorso finale porta verso i fori imperiali, con attesa di volata che chiude l’edizione della corsa rosa.

cronometro giro d’italia 2026: unica prova contro il tempo e distanza per specialisti

Il cronometro previsto è in una sola giornata: la decima tappa con cronometro individuale viareggio–massa si sviluppa su 42 km. Non sono indicate insidie altimetriche significative: si tratta dell’unica prova contro il tempo della corsa rosa, pensata per specialisti capaci di spingere con continuità su lunghi rapporti.

Giulio Pellizzari
Categorie: Ciclismo

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