Inchiesta arbitri caressa e zazzaroni chiariscono inter non coinvolta l’ho già detto 200 volte
Un’inchiesta arbitrale continua a tenere alta l’attenzione nel calcio italiano, tra indagini in corso e ricostruzioni ancora in fase di chiarimento. A Radio Dee Jay Fabio Caressa e Ivan Zazzaroni hanno riportato il quadro della situazione, insistendo sulla necessità di muoversi con prudenza finché non saranno disponibili elementi più solidi.
inchiesta arbitri, Zazzaroni: «Inter non c’entra»
Ivan Zazzaroni ha espresso una valutazione netta rispetto al possibile coinvolgimento dell’Inter. Nel suo intervento ha evidenziato come, allo stato attuale, non emergano elementi sufficienti per collegare il club nerazzurro ai fatti oggetto dell’indagine.
Zazzaroni ha dichiarato: «L’inchiesta sugli arbitri? Io ho dedicato 200 pezzi a questa cosa» e ha poi ribadito la propria posizione: «secondo me l’Inter proprio non c’entra». Ha inoltre richiamato quanto riferito da Schenone, sostenendo che avrebbe affermato di non aver mai detto nulla.
Nel ragionamento del direttore del Corriere dello Sport rientra anche il contesto vissuto dai tifosi juventini, citato come fattore emotivo e di memoria collettiva, ma l’indicazione resta quella di attendere l’evoluzione investigativa. Zazzaroni ha sottolineato che al momento esiste solo un’intercettazione e che non conviene arrivare a conclusioni prima della chiusura delle indagini. Ha inoltre affermato: «Il giustizialismo non mi piace», spostando l’attenzione sul principio di cautela.
inchiesta arbitri, Caressa: «nessuno dell’Inter indagato»
In linea con la prudenza richiesta, Fabio Caressa ha concentrato il proprio intervento sull’attuale stato delle verifiche e sulla mancanza di documentazione utilizzabile per trarre conclusioni. Il giornalista ha ricordato che non esistono ancora le carte necessarie per esprimere un giudizio, mantenendo quindi un’impostazione fondata sui fatti disponibili.
Caressa ha richiamato la posizione di Giorgio Schenone, indicato come club referee manager nerazzurro. Ha affermato: «Schenone è andato dal pm come persona informata sui fatti» e ha aggiunto che non è cambiata la sua posizione. Da qui, una formula chiara: «Non c’è nessuno dell’Inter indagato».
gestione arbitrale e protocolli: il punto sul sistema
Caressa ha poi ampliato la prospettiva al funzionamento del sistema arbitrale e ai suoi meccanismi interni, citando criticità emerse nella gestione di regole e procedure. Secondo il telecronista, la situazione osservata indicava una confusione nell’applicazione di regole e protocolli.
Nel suo intervento ha affermato che si è fatto vedere «un problema gestionale nel mondo arbitrale» e che, per come è emerso il quadro, «c’è un casino all’interno del mondo arbitrale».
magistratura e attesa delle evidenze
Il confronto si è chiuso con un richiamo alla modalità di valutazione delle informazioni in ambito giudiziario. Caressa ha posto l’accento su una corretta scansione tra indagine e conclusioni, ricordando che quando si parla di magistratura occorre attendere evidenze. Ha dichiarato: «Quando si parla di magistratura bisogna stare attenti» e ha aggiunto che «si tratta di aspettare che ci siano evidenze», evidenziando: «Quando ci sono le carte si parla».
Anche Zazzaroni ha confermato l’impostazione, ribadendo che al momento non sarebbe emerso nulla di decisivo sul piano delle responsabilità. Ha affermato che l’inchiesta avrebbe dimostrato e confermato la presenza di un ambiente arbitrale “marcio all’interno”, specificando che ciò non sarebbe riconducibile a favoritismi diretti.
figure citate nel confronto
Gianluca Rocchi, Fabio Caressa, Ivan Zazzaroni, Giorgio Schenone.
