Inchiesta arbitri chiné riapre il dossier sul caso rocchi dopo l archiviazione: i nuovi sviluppi
La giustizia sportiva riaccende i riflettori sul caso Gianluca Rocchi. La Procura federale, guidata da Giuseppe Chinè, ha infatti presentato una richiesta alla Procura di Milano per ottenere gli atti relativi all’inchiesta che vede Rocchi indagato per concorso in frode sportiva. Il passaggio segnala che la vicenda non può essere considerata chiusa, soprattutto dopo l’emersione di nuovi elementi nelle ultime ore, con un calendario che individua nel 30 aprile un possibile snodo anche per le valutazioni in ambito federale.
procedura su gianluca rocchi: richiesta atti a milano e data dell’interrogatorio
Secondo quanto riportato, la Procura federale ha già avviato un’attività di raccordo acquisendo informazioni attraverso la richiesta degli atti dell’inchiesta presso la Procura di Milano. Questo passaggio assume centralità perché mette in movimento un filone ulteriore rispetto alla situazione precedente. Nel frattempo, l’interrogatorio di Rocchi davanti ai pm milanesi risulta fissato per il 30 aprile, data indicata come potenziale punto di svolta per i possibili sviluppi anche sul piano federale.
richiesta di collaborazione giudiziaria per riallineare il quadro degli atti
La richiesta di documentazione mira a consolidare il perimetro informativo: l’attenzione si concentra sul contenuto dell’inchiesta milanese, considerato rilevante per definire come procedere sul versante della giustizia sportiva. L’avvio di questo passaggio operativo conferma l’esistenza di un percorso ancora in fase dinamica, in attesa di riscontri e dettagli che arrivino dalla nuova fase istruttoria.
archiviazione figc sul caso rocchi: contesto precedente e episodi specifici
Il nodo centrale riguarda la differenza tra la fase precedente e quella attuale. La passata archiviazione della Procura FIGC sarebbe stata assunta su un quadro diverso. Il fascicolo, aperto circa un anno prima, nasceva dalla segnalazione del 21 maggio 2025 dell’assistente arbitrale Domenico Rocca e si collegava a due episodi precisi: la variazione del voto dell’assistente Perrotti dopo Lazio-Genoa del 27 ottobre 2024, e la presunta segnalazione nella sala VAR di Lissone in occasione di Udinese-Parma.
audizioni e ricostruzioni nella fase conclusa con archiviazione
Nella fase di valutazione precedente, Chinè avrebbe ascoltato i protagonisti coinvolti. Riccardo Tozzi, osservatore tecnico, avrebbe spiegato di aver modificato la valutazione su Perrotti dopo aver rivisto un video e avrebbe escluso qualsiasi pressione di Rocchi. Per quanto riguarda il caso legato a Lissone, anche Daniele Paterna e Simone Sozza sarebbero intervenuti escludendo interventi esterni, richiamando inoltre l’utilizzo di cuffie insonorizzate.
archiviazione condivisa: 29 luglio 2025 e ruolo della procura generale
Da questi elementi sarebbe derivata l’archiviazione del 29 luglio 2025, ritenuta coerente anche con la condivisione da parte della Procura Generale dello Sport presso il CONI. La decisione, quindi, risultava collegata a quella cornice fattuale allora considerata.
nuovo scenario: accuse milanesi e archiviazione “allo stato degli atti”
La situazione attuale cambia perché l’archiviazione precedente sarebbe stata disposta “allo stato degli atti” e non avrebbe tenuto conto delle nuove accuse formulate dalla Procura di Milano. Le contestazioni includerebbero, tra gli altri elementi, presunte designazioni “combinate” riferite a Colombo in relazione a Bologna-Inter del 20 aprile 2025, e a Doveri nella semifinale di Coppa Italia Inter-Milan, oltre alla contestazione sul caso Udinese-Parma.
percorso autonomo della giustizia sportiva in base agli sviluppi milanesi
La giustizia sportiva dovrebbe quindi seguire un percorso distinto, legato alla valutazione di quanto emergerà dagli atti milanesi. Se la documentazione dovesse effettivamente portare elementi nuovi, la FIGC aprirebbe un nuovo fascicolo. In sostanza, la vicenda resta aperta e condizionata dall’evoluzione istruttoria in corso.
snodi attesi: interrogatorio e possibili decisioni federali
La data dell’interrogatorio del 30 aprile viene indicata come momento potenzialmente determinante. I risultati e le ricostruzioni che emergeranno in quella sede potranno incidere sui successivi passaggi in ambito federale, con l’obiettivo di definire l’assetto finale del procedimento.
principali soggetti coinvolti nel caso
I nominativi citati nella ricostruzione risultano:
- Giuseppe Chinè
- Gianluca Rocchi
- Domenico Rocca
- Riccardo Tozzi
- Daniele Paterna
- Simone Sozza
- Colombo
- Doveri
