Janel grant non molla: la causa con la wwe resta pubblica
Janel Grant continua a contrastare con decisione la WWE e Vince McMahon nel tentativo di far uscire la sua causa dall’udienza pubblica, puntando a spostarla verso l’arbitrato. La wrestler sostiene di non riuscire nemmeno a ricordare l’accettazione della clausola arbitrale posta alla base della strategia legale della controparte, chiedendo quindi che il procedimento resti discusso davanti a un tribunale. Il confronto si concentra non solo sui contenuti della controversia, ma anche sulle modalità con cui la questione dovrà essere gestita e resa conoscibile nel pubblico.
wwe e vince mcmahon puntano sull’arbitrato nella causa di janel grant
La WWE e Vince McMahon hanno presentato mozioni con l’obiettivo di imporre l’arbitrato e impedire che il caso venga portato avanti pubblicamente davanti al tribunale. L’impostazione della richiesta mira a trasferire la controversia fuori dalla sede giudiziaria ordinaria, sostituendo il percorso legale con un meccanismo privato di risoluzione della disputa.
Di fronte a questa impostazione, Grant ha depositato un memorandum di opposizione volto a contrastare le mosse della WWE e di McMahon. La sua posizione è costruita sul fatto che la clausola arbitrale non sarebbe stata effettivamente compresa o accettata nelle circostanze in cui l’accordo di riservatezza era stato sottoscritto, elemento centrale per contestare l’applicabilità delle richieste della controparte.
janel grant sostiene di non ricordare l’accettazione della clausola arbitrale
Secondo quanto riportato nei documenti depositati il 1° aprile, Janel Grant dichiara di non ricordare di aver letto o accettato l’arbitrato. La clausola arbitrale viene descritta come un componente chiave della strategia difensiva della WWE e di Vince.
Nella documentazione, il periodo successivo alla firma dell’accordo di non divulgazione viene delineato come una fase dominata da paura, spossatezza e disagio emotivo intenso. Grant afferma quindi di non aver memoria della lettura della clausola arbitrale e neppure di eventuali discussioni con i propri legali.
Tra le affermazioni citate, Grant dichiara: “Non ho alcun ricordo della clausola arbitrale. Onestamente non ricordo di averne discusso né con Vince né con il mio avvocato. Non ricordo di averla esaminata. Non ricordo che né McDevitt né il mio avvocato abbiano apportato modifiche. Ero in uno stato di estremo disagio, privazione del sonno e paura per tutta la durata dell’accordo di riservatezza, compresa la stesura della clausola arbitrale. Non ricordo di aver acconsentito all’arbitrato”.
le condizioni al momento della firma vengono indicate come determinanti
La linea difensiva di Grant insiste sul contesto psicofisico in cui sarebbe avvenuta la sottoscrizione della riservatezza. L’assenza di ricordi legati alla clausola, insieme alla descrizione di uno stato di forte malessere, viene presentata come elemento che renderebbe difficile comprendere pienamente la situazione e accettare consapevolmente le relative conseguenze.
accordo di riservatezza contestato: perché l’arbitrato non dovrebbe bloccare il processo
Gli avvocati di Janel Grant sostengono con forza che l’accordo di riservatezza firmato non dovrebbe funzionare come ostacolo alla prosecuzione della causa in tribunale. La tesi centrale è che l’accordo non debba impedire di portare avanti la controversia in sede pubblica, soprattutto considerando le circostanze in cui la documentazione sarebbe stata finalizzata.
firma sotto costrizione ed effetti sulla trasparenza dei dettagli
Secondo la difesa, l’intesa sarebbe stata sottoscritta in condizioni di costrizione. Inoltre, l’applicazione dell’arbitrato produrrebbe il risultato di impedire che dettagli considerati cruciali vengano valutati in tribunale, riducendo la possibilità di esame pubblico della questione.
Il nodo, quindi, non si limita alle accuse in sé, ma riguarda come il caso arriverà a svolgersi e quale livello di visibilità sarà garantito nel processo.
scenario processuale: giudizio pubblico o arbitrato privato
Al momento della decisione, l’evoluzione del caso dipende dall’esito delle richieste relative all’arbitrato. Se il tribunale dovesse accogliere le posizioni di Grant, la causa rimarrebbe pubblica, con la possibilità che vengano resi disponibili ulteriori documenti. In caso contrario, se la WWE dovesse ottenere la prevalenza, la controversia potrebbe passare a un arbitrato privato, limitando ciò che il pubblico riuscirebbe a vedere e conoscere.
come cambia la portata informativa del caso
La differenza tra le due strade processuali viene descritta in termini concreti: un percorso davanti a un tribunale consentirebbe la discussione in pubblico e l’esame documentale; un percorso verso l’arbitrato privato, invece, ridurrebbe l’accesso del pubblico a informazioni e atti.
Persone citate nella vicenda:
- Janel Grant
- Vince McMahon
- McDevitt
