Jimmy Young, il triste finale: cosa è successo

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Jimmy Young, il triste finale: cosa è successo

Jimmy Young è stato uno dei pesi massimi più abili e spesso poco considerati degli anni ’70. Pur non conquistando mai un titolo mondiale, ha incrociato il ring con quasi tutte le figure di vertice della categoria e ha saputo ottenere successi di grande rilievo contro alcuni dei nomi più importanti del periodo. La sua traiettoria professionale unisce ripartenze, sfide internazionali e incontri diventati decisivi, fino a un finale segnato da difficoltà lontane dal pugilato.

jimmy young, carriera da peso massimo tra rivincite e opportunità mondiali

La carriera professionistica di Jimmy Young si era avviata con promesse concrete, ma un primo ostacolo arrivò presto. Nel ottobre 1970, quando entrò nel suo incontro contro Earnie Shavers con un record di 7-3, fu fermato da uno dei pugili più temibili del circuito, peraltro noto per la forza devastante dei suoi colpi. Il percorso, invece di bloccarsi, riprese con una ricostruzione costante.

primi incontri e crescita: shavers, airt e richard dunn

Dopo la battuta d’arresto iniziale, Young cercò rapidamente nuove occasioni e iniziò a mettere distanza tra sé e l’esordio complicato. Nel ottobre 1973 si recò in Inghilterra affrontando Billy Aird, chiudendo con un pareggio. Quattro mesi più tardi tornò sul ring contro Richard Dunn, futuro campione britannico dei pesi massimi, riuscendo a fermarlo.

Un passaggio centrale arrivò con il confronto con Shavers. Tre vittorie portarono Young a un nuovo appuntamento contro l’atleta che lo aveva fermato in precedenza: nel rematch, Young disputò un match di livello, ottenendo un pareggio di decisione divisa contro un avversario temutissimo per il knockout. Il risultato contribuì a consolidare la sua reputazione tra i pesi massimi d’élite.

contro ron lyle e la sfida di muhammad ali per il titolo unificato

Il rilancio proseguì con un successo rilevante contro Ron Lyle. Il confronto si tenne a Honolulu e Young riuscì a imporre il proprio ritmo, outboxando Lyle e infliggendogli soltanto la seconda sconfitta della carriera.

Con tre vittorie successive, Young conquistò l’opportunità più grande della carriera. In aprile 1976 affrontò Muhammad Ali per il titolo unificato dei pesi massimi, a Landover, nel Maryland. Ali mantenne la cintura con una decisione unanime. A bordo ring, però, molti osservatori ritennero che Young avesse fatto abbastanza per meritare la vittoria. A distanza di quasi cinque decenni, la decisione resta una delle più contestate dell’era di Ali come campione.

george foreman nel 1977: strategia, resistenza e il k.o. che cambia tutto

Young rispose subito dopo la sfida ad Ali con ulteriori risultati, includendo un’altra vittoria su Ron Lyle, prima di affrontare un altro nome decisivo per la storia della categoria. Il 17 marzo 1977, a San Juan, Porto Rico, Young incrociò George Foreman.

Foreman entrò nel match come numero 1 tra i contendenti e l’aspettativa era che la vittoria gli aprisse la strada verso un affare remunerativo e un’ulteriore chance contro Ali. La realtà fu diversa: Young offrì una delle migliori prestazioni della carriera. In un contesto segnato da caldo e umidità opprimente, riuscì a frustrare Foreman grazie a movimento costante, contropugni precisi e clinch tempestivi. Foreman trovò la fase più efficace nel settimo round, colpendo Young con un gancio sinistro che lo mise seriamente in difficoltà. Young però resistette, si riprese e cominciò gradualmente a prendere il controllo mentre Foreman perdeva efficacia per l’accumulo della fatica.

All’ultimo tratto del match, Foreman risultò esausto. Nell’ultimo round, il 12°, Young riuscì a piazzare un overhand destro perfettamente tempista, facendo andare Foreman al tappeto per la terza volta soltanto nella sua carriera professionale. Young vinse quindi per decisione unanime. L’incontro fu indicato dalla rivista The Ring come Fight of the Year del 1977.

Il match ebbe anche conseguenze personali rilevanti per Foreman. Dopo il combattimento, Foreman si ammalò seriamente nello spogliatoio e in seguito raccontò di aver vissuto una profonda svolta spirituale che lo portò a ritirarsi dal pugilato alcuni mesi più tardi. Diventò ministro ordinato, rientrò poi sul ring a distanza di un decennio e riuscì infine a riconquistare il titolo dei pesi massimi all’età di 45 anni.

ken norton e l’eliminatore: mancata seconda chance mondiale

Dopo il successo su Foreman, Young ebbe un’ulteriore possibilità di avvicinarsi a un’altra chance titolata. Due incontri più tardi affrontò Ken Norton in un eliminatore per il titolo dei pesi massimi. Norton riuscì a spuntarla con una decisione divisa molto ravvicinata, negando a Young l’accesso a un ulteriore match per il titolo.

fine carriera e difficoltà dopo il pugilato: un record che non racconta tutto

Nonostante la sconfitta nell’eliminatore, Young proseguì a combattere fino al 1990. Concluse la carriera con un record di 35-18-3, un dato che non rispecchiava pienamente la qualità degli avversari affrontati. In una delle epoche più forti della storia dei pesi massimi, Young sconfisse Ron Lyle due volte e George Foreman, oltre ad offrire a Muhammad Ali, Ken Norton e Earnie Shavers alcuni dei match più difficili delle loro carriere.

Il periodo successivo al pugilato fu invece più complesso. Young affrontò una dipendenza da droghe e alcol e trascorse del tempo in percorsi di riabilitazione. Durante uno di questi momenti difficili, lavorando come addetto alla sicurezza presso l’ospedale Valley Forge vicino a Norristown, Pennsylvania, fu visto lì. La sua storia rimase così un promemoria di quanto il cambiamento della vita possa avvenire rapidamente anche per atleti di alto livello.

morte di jimmy young e lascito nei pesi massimi

Jimmy Young morì il 20 febbraio 2005 all’età di 56 anni a seguito di un attacco cardiaco. Pur senza diventare campione dei pesi massimi, molti storici del pugilato lo considerano uno dei più grandi contendenti mai riusciti a conquistare un titolo mondiale. Le sue prestazioni contro Muhammad Ali, George Foreman, Ron Lyle, Ken Norton e Earnie Shavers restano una testimonianza duratura del suo talento.

personalità citate nel percorso di incontri

  • Jimmy Young
  • Earnie Shavers
  • Billy Aird
  • Richard Dunn
  • Jose Luis Garcia
  • Ron Lyle
  • Muhammad Ali
  • George Foreman
  • Ken Norton
Image: Looking Back at Jimmy Young's Sad Ending

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