Manninger confessa su Conte e la Juventus: mi disse chi credeva allo Scudetto all inizio

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Manninger confessa su Conte e la Juventus: mi disse chi credeva  allo Scudetto all inizio

Alex Manninger, ex portiere della Juventus, torna al centro della scena con un’intervista in cui ripercorre esperienze, persone e abitudini legate alla sua avventura in bianconero. Tra aneddoti, ricordi di allenamenti e valutazioni sull’evoluzione del calcio, le sue parole delineano un percorso segnato da figure carismatiche, scelte decisive e un’idea di sport costruita su lavoro, serenità e sostanza.

alex manninger e il ritorno al bianconero

Manninger ripercorre i momenti che hanno accompagnato il suo ruolo nella Juventus, soffermandosi su dinamiche interne, dettagli quotidiani e relazioni con i compagni di squadra. Il racconto mette in evidenza un contesto fatto di competizione, ma anche di leggerezza, soprattutto quando si entra nelle sfide su rigori e punizioni, elementi che per lungo tempo hanno caratterizzato il lavoro in campo.

manninger e il rapporto con alejandro del piero

Nel ricordo di Del Piero, Manninger descrive un rapporto consolidato anche fuori dai confini del campo. A fine allenamento, quando ricopriva il ruolo di secondo di Gigi Buffon, venivano dedicate sessioni ricche di confronti: tra quelle sfide, i rigori risultavano particolarmente sorprendenti per precisione e impatto. Il racconto riconosce in Ale un atleta capace, con una dote evidente anche nei dettagli legati al bersaglio.

Le parole includono inoltre un riferimento alla passione per il golf: Manninger racconta che ogni tanto si sentono e lascia intendere la possibilità di un confronto futuro, sullo stesso terreno in cui avvenivano gare su rigori e punizioni. Il bilancio, secondo il suo ricordo, vedeva Del Piero quasi sempre vincente, con una differenza percepita come di un’altra categoria.

manninger e il rapporto con buffon

La parte più marcata del racconto riguarda Buffon. Manninger definisce il rapporto fantastico, sottolineando come la grandezza del portiere non gli sia mai pesata addosso. La sua attenzione si concentra sulla tranquillità mostrata da Buffon, un tratto che emerge come elemento distintivo: “Come fai Gigi?”, è la domanda che Manninger ricorda di ripetere, segno di una curiosità costante verso un atteggiamento calmo e stabile.

Per Manninger, giocare con Buffon rappresenta anche un passaggio simbolico: la Juventus, per lui, si configura come chiusura di un cerchio. I bianconeri lo avevano cercato circa dieci anni prima; in seguito, arrivarono alcuni allenamenti con il gruppo e, poco dopo, la partenza con Van der Sar e il passaggio all’Arsenal. Il ritorno a Torino viene indicato come un obiettivo personale.

manninger e il ricordo di conte

Nel racconto emerge anche il legame con Antonio Conte. Manninger riferisce che già dal ritiro Conte lo colpì, portandolo a un confronto diretto: lo avrebbe preso da parte spiegando di apprezzare il modo di lavorare e di volerlo con sé già quando era a Siena. La fiducia di Conte, secondo Manninger, si manifestò in modo netto: viene richiamato come all’inizio fosse l’unico a credere nella vittoria dello scudetto.

Il contesto descritto è quello di una fase di difficoltà, con la squadra reduce da due settimi posti e da una serie di scelte societarie considerate sbagliate e confuse. In questo scenario, Manninger presenta Conte come figura capace di rimettere ordine e obiettivi al centro.

il calcio moderno tra moda e business, secondo manninger

Un altro asse del racconto riguarda la percezione del calcio contemporaneo. Manninger dichiara di sentirsi lontano da molte dinamiche attuali, descrivendo l’ambiente come dominato da moda e business. Nel suo punto di vista, la sua visione resta ancorata a un ritmo più essenziale, con un riferimento alla semplicità personale: sottolinea di non avere nemmeno Instagram e di sentirsi felice nella pace.

Nei suoi ricordi, l’ambiente di oggi appare diverso anche dentro gli spogliatoi: l’attenzione sembra orientarsi maggiormente verso capelli e post da pubblicare, invece che sul lavoro quotidiano. Il richiamo finale del pensiero va alle figure che, a suo avviso, hanno incarnato un’idea più autentica di calcio, citando Del Piero, Buffon e altri componenti di quella “compagnia”.

manninger e il valore del lavoro: la lezione di falegname

Manninger include un riferimento a un insegnamento legato al sudore: “Mi ha insegnato il sudore e la fatica”. Nel suo racconto, questa impostazione costituisce un punto di arrivo emotivo e pratico: oggi si dichiara felice, con un’idea di calcio costruita su dedizione e impegno costanti.

Personaggi citati nell’intervista:

  • Alex Manninger
  • Gigi Buffon
  • Del Piero
  • Antonio Conte
  • Van der Sar
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