MotoGP honda livello, cadute e futuro: joan mir si confida

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MotoGP honda livello, cadute e futuro: joan mir si confida

Joan Mir attraversa una fase di stagione in MotoGP caratterizzata da alti e bassi, tra prestazioni sempre vicine alla zona punti e un numero di cadute che ha cambiato l’andamento delle prime gare. Con la Honda, dopo periodi di difficoltà sempre più evidenti, lo spagnolo racconta l’approccio adottato, l’aggressività in pista e il bisogno di imparare a gestire risultati altalenanti. Sullo sfondo restano anche le prospettive legate al futuro, con un obiettivo di rinascita che sposta l’attenzione fino al 2027 e con la necessità di definire con urgenza il prossimo passo di carriera.

joan mir e l’avvio di stagione con la honda: competitività e cadute

Mir descrive un inizio campionato in cui il pacchetto a disposizione risulta abbastanza competitivo, ma senza tradursi in risultati pienamente soddisfacenti. Il nodo principale, secondo il pilota, si collega a un andamento costellato da errori e cadute nelle fasi iniziali delle gare, con riferimenti a corse in cui l’obiettivo era il podio e la posizione finale oscillava tra top 5 e top 6.

Nel dettaglio, il GP di Francia viene indicato come un momento emblematico: Mir si trova tra i migliori rappresentanti della Honda e occupa il sesto posto in gara, prima di una nuova caduta. In dieci partenze complessive, includendo sprint e domenica, il bilancio delle cadute è di sei. Oltre a questo, viene citato anche un problema tecnico in Thailandia; mentre, come eccezione, solo a Jerez sarebbe stato possibile portare a termine la gara principale.

joan mir analizza la situazione attuale: potenziale e competizione

Mir riconosce la presenza di potenziale e individua un ostacolo strutturale nella numerosità delle moto capaci di imporsi: cita infatti che esistono Ducati e Aprilia in quantità rilevante, rendendo più complesso emergere con costanza. Il pilota sottolinea che, per ambire alle posizioni di vertice, è necessario correre molti rischi, scelta che aumenta la probabilità di finire a terra.

progressi 2024: aspettative e limiti del pacchetto

Alla richiesta di valutare i progressi sulla moto, Mir afferma di aspettarsi qualcosa in più. Ricollega questo sentimento all’andamento dell’ultima parte della scorsa stagione, quando riteneva la Honda competitiva e ipotizzava un miglioramento per lottare con maggiore continuità nelle posizioni alte. La risposta è netta: per restare stabilmente vicino ai piloti di testa serve rischio e non sempre è possibile mantenere quel ritmo senza compromettere la stabilità in pista.

aggressività e frenate: spiegazione delle cadute secondo mir

Mir affronta anche il tema delle frenate e della componente di rischio evidenziata da Johann Zarco, che avrebbe indicato di non riuscire a riprodurre lo stesso stile e di percepire un livello di rischio più alto. Secondo Mir, le cadute non sarebbero riconducibili a un singolo fattore: si tratta di una combinazione. In molte delle situazioni in cui è caduto, risultava comunque davanti, lottando per top 5, top 4 o comunque in posizioni elevate, mentre l’altra Honda risultava più indietro.

Nel ragionamento del pilota, quando si cerca di spingere oltre un certo equilibrio, diventa più difficile mantenere la tenuta e la moto finisce a terra. Mir conferma quindi che corre probabilmente con più rischi rispetto ad altri piloti.

accettare la realtà: dalla top 12 alla mentalità in evoluzione

Di fronte alla lettura secondo cui l’approccio adottato aiuterebbe a accettare la situazione, Mir respinge l’idea di un adattamento privo di difficoltà. Ribadisce la necessità di imparare a stare fuori dalla fascia dei doppia cifra e a migliorare l’uscita delle gare. Ammette che riconoscere limiti e mancanza di velocità sufficiente per fare di più risulta complesso, soprattutto quando si conosce cosa si riesce a ottenere con una buona moto o con un buon weekend.

crescita mentale rispetto agli anni precedenti

Mir riferisce anche un’evoluzione personale: rispetto a tre anni fa, oggi riesce ad accettare la situazione e i limiti del pacchetto. In passato, racconta di un periodo in cui aveva perfino pensato al ritiro. Il riferimento è legato alla traiettoria: il pilota ricorda di aver vinto il titolo nella sua seconda stagione, di essere arrivato terzo nel campionato della terza con la Suzuki, e poi di essersi trasferito alla Honda.

Per Mir non è stato immediato accettare mentalmente il cambio di scenario: abituarsi a salire sul podio con frequenza e poi ritrovarsi a non finire stabilmente nella top 10 è stato descritto come molto difficile. Oggi, la gestione mentale è più solida: sa che non è possibile ottenere certi risultati con la stessa facilità, ma continua a provarci.

psicologo, strumenti e concentrazione in pista

Mir chiarisce che in passato ha lavorato a lungo con uno psicologo, mentre ora non lo fa più. Specifica il valore del supporto: lo psicologo non fornirebbe soluzioni immediate, ma strumenti per trovare autonomamente la risposta. In pista, secondo Mir, il tempo per riflettere è limitato, quindi l’impatto si traduce più nella calma e nella gestione della situazione durante i momenti chiave.

regolamento futuro: possibilità di recupero e lavoro di sviluppo

Alla domanda sulla competizione con il nuovo regolamento del prossimo anno, Mir esprime una posizione prudente: non ritiene realistico un salto immediato che faccia recuperare terreno in modo significativo rispetto a Ducati e Aprilia. Motiva dicendo che, nel caso Honda, non riescono a trovare la soluzione per essere più competitivi dopo tanti anni, e per questo non si aspetta un miglioramento immediato già al primo anno con una moto nuova.

La prospettiva, però, cambia con il progredire del lavoro: proseguendo nello sviluppo, Mir indica che potrebbe essere possibile compiere un passo avanti, anche se l’obiettivo resta avvicinarsi al riferimento rappresentato da Ducati e Aprilia. Il pilota lascia aperta l’ipotesi di recupero graduale, legato sia all’evoluzione della base tecnica sia a un nuovo concetto applicato alla moto.

team honda: cambi di personale, ingegneri europei e obiettivi

Mir evidenzia come il team sia cambiato molto dal suo arrivo in Honda, con l’inserimento di più ingegneri europei. A suo avviso, diverse nuove persone si sono unite e alcune si sono rivelate particolarmente di aiuto. Pur riconoscendo che non tutti i cambiamenti siano positivi, Mir ritiene che la maggior parte delle modifiche abbiano portato beneficio.

Sottolinea il principio alla base del cambio di strategia: l’idea di coinvolgere ingegneri europei per affiancare la struttura giapponese, definita molto capace, avrebbe costituito una strada corretta. Mir collega questi interventi all’elemento pratico del miglioramento della moto, di cui si dichiara orgoglioso.

futuro in moto: decisione rapida e prospettiva 2027

Le domande sul proseguimento con la Honda vengono gestite con cautela. Mir afferma di non poter ancora dare una risposta definitiva: sta cercando di capire quale opzione sia migliore per il suo futuro. Riconosce l’impossibilità di garantire che resterà, ma indica che presto saprà cosa farà. Nel definire la scelta, dichiara di voler seguire le proprie sensazioni: sarà fedele a ciò che desidera e all’idea che gli trasmette fiducia.

Alla richiesta di indicare una scadenza, Mir risponde che è importante decidere il prima possibile. Specifica che la scelta deve essere coerente con ciò che desidera davvero e che, in una fase della carriera più giovane, si possono accettare situazioni non gradite, contando su un possibile miglioramento con il tempo. Nel suo caso, sostiene di non essere in quella condizione: si dichiara soddisfatto perché la decisione sarà qualcosa che vuole realmente e che lo rende felice.

in prospettiva: prospettive di rinascita

Nel quadro complessivo, Mir collega le aspettative anche a un orizzonte più ampio, parlando di una rinascita possibile nel 2027, con l’idea che in futuro i colori e le condizioni competitive possano cambiare.

personalità citate nel racconto

  • Joan Mir
  • Marc Marquez
  • Johann Zarco
  • Fabio Quartararo
  • Jerez
  • Ducati
  • Aprilia
  • Honda
  • Marcfleury
Joan Mir, Honda HRC
Categorie: Motori

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