Motogp la mano di mir preoccupa ferita riaperta e problemi in pista
Venerdì di lavoro intenso a Montmeló per Joan Mir: ritmo buono tra i problemi, con due aspetti principali a condizionare la giornata. Da un lato l’andamento in pista e l’adattamento al tracciato, dall’altro l’infortunio alla mano maturato a Le Mans, che continua a limitare la qualità delle tornate.
joan mir a montmeló: ritmo positivo e classifica in q2
Joan Mir ha mostrato un passo competitivo nella parte decisiva delle sessioni, anche se l’inizio non è stato semplice. Il Campione del Mondo del 2020 ha impiegato tempo per risalire nelle posizioni di vertice, con una giornata resa più complicata da ulteriori difficoltà in pista: un’altra caduta ha condizionato il rendimento, visto che nelle libere 1 è rimasto fuori dalla top 10.
Nella sessione pomeridiana le prove hanno richiesto tempi di carburazione e ricerca di confidenza, finché l’attacco al tempo non ha prodotto un giro efficace. Il risultato è arrivato con un crono di 1'38"846, che ha consegnato a Mir l’ottavo posto e l’accesso alla q2.
sensazioni su moto e pista: pneumatci nuovi e gestione del tempo
Interpellato sulle sensazioni, Mir ha indicato una percezione positiva del comportamento della moto, sottolineando il lavoro svolto nelle fasi operative. L’impressione è stata che la giornata potesse riservare un giro solido, soprattutto dopo l’installazione di gomme nuove.
Secondo le sue parole, il contesto del tracciato incide: il Circuit de Barcelona-Catalunya non rappresenta, a priori, la sede più favorevole per la Honda HRC. Nonostante ciò, la strategia con pneumatici nuovi avrebbe permesso di ottenere un tempo importante, anche se il riferimento numerico tra i vari tentativi risulta “strano” nel confronto tra giri e prestazione finale.
strategie di gomme e vincoli di giornata
Mir ha spiegato che il numero di giri è stato ridotto perché il suo accesso ai pneumatici freschi è avvenuto più tardi rispetto ad altri piloti. Nel dettaglio, è stato effettuato un cambio del pneumatico posteriore all’interno dei box, mentre l’anteriore è risultata fredda quando montata, senza la possibilità di modificare in modo diverso la condizione di lavoro.
Il pilota ha riconosciuto anche l’impatto del rendimento nelle prime fasi: nelle libere 1 si sarebbe trovato malissimo, senza un margine per guidare con efficacia. Il miglioramento sarebbe arrivato nella gestione complessiva e nel prosieguo della giornata, con un bilancio comunque legato ai problemi presenti.
infortunio alla mano: dolore in frenata e ostacolo nelle curve
Il punto critico resta l’infortunio. Mir ha descritto la mano non in condizioni ottimali, indicando come la limitazione abbia ridotto la possibilità di aumentare il numero di tornate “di qualità”. In frenata le sensazioni sarebbero state migliori, mentre la difficoltà emerge nelle curve a destra: il dolore si manifesta nel momento in cui il polso ruota e la ferita tocca il manubrio, con conseguente percezione di forte disagio.
Mir ha riferito che la ferita si è riaperta diverse volte, trasformando la gestione fisica in una parte determinante della prestazione. La previsione non è ottimistica sul fine settimana: la mano renderà il contesto più faticoso, con sofferenza soprattutto nei primi momenti quando il disturbo risulta accentuato a causa del freddo. Con il riscaldamento, la situazione migliorerebbe leggermente.
potenziale honda e condizioni variabili: confronto con la q2
La domanda posta riguarda la capacità della Honda di reggere il miglioramento del ritmo atteso per la giornata successiva. Mir ha risposto di non avere certezze sulla continuità del passo, osservando che oggi tutti avrebbero sofferto le condizioni presenti. A suo modo di vedere, la variabile avrebbe favorito la possibilità di restare più avanti in classifica rispetto a quanto sarebbe avvenuto in condizioni differenti.
La previsione, secondo il pilota, è che in uno scenario più favorevole sarebbe stato più complesso entrare in q2, anche per la perdita significativa in accelerazione. Nel contempo, Mir ha dichiarato di essere stato sorpreso dal potenziale della moto quando viene spinta, con un giro che avrebbe risposto dopo la spinta.
passo e ritmo: verifica in vista dei prossimi cambi
Relativamente al passo, Mir ha mantenuto un approccio prudente: domani servirà per capire fino a dove sarà possibile arrivare. La sessione odierna ha mostrato margini importanti nel momento del giro buono, ma la stabilità complessiva richiede ulteriori valutazioni in base all’evoluzione della pista.
aderenza e divertimento sul tracciato: scivolamento e limite di spinta
Un ulteriore aspetto chiave è l’aderenza dell’asfalto. Mir ha spiegato che quando l’aderenza è bassa la condizione si avverte progressivamente lungo le curve molto lunghe: la moto tende a scivolare e diventa impossibile spingere fino al massimo in modo continuo.
Il pilota ha anche definito il circuito come non particolarmente divertente in quelle circostanze, spiegando che le caratteristiche del tracciato con bassa aderenza limitano l’intensità di guida. Il contesto, di conseguenza, riduce anche il livello di spinta complessivo e rende più ripetitivo lo sviluppo del ritmo durante i passaggi.
riepilogo delle condizioni che hanno guidato la prestazione
- accesso alla q2 con un tempo di 1'38"846 e ottavo posto
- caduta ulteriore e difficoltà nelle libere 1 con assenza dalla top 10
- miglioramento legato anche all’uso di pneumatici nuovi, con anteriore fredda e giro limitato
- infortunio alla mano ancora determinante: dolore nelle curve a destra e ferita riaperta più volte
- condizioni di scarsa aderenza e scivolamento che riducono la spinta totale
