MotoGP Mir: squalifica per pressione ingiusta, podio che poteva esserci
Joan Mir chiude il fine settimana con una sensazione poco promettente: tra cadute, gestione della Honda e un Campionato del Mondo MotoGP che recita poco a favore dei risultati, il quadro complessivo appare tutt’altro che lineare. A Montmeló, la gara sembrava potere consegnare un risultato importante, ma il verdetto finale è arrivato con un colpo di scena legato alle pressioni minime degli pneumatici, trasformando un potenziale podio in una penalità pesante.
joan mir penalizzato per pressioni minime degli pneumatici a montmeló
Il pilota maiorchino ha portato la gara fino al secondo posto, alle spalle di fabio di giannantonio, dopo la terza ripartenza. Il momento della classifica sembrava consolidarsi, fino a quando, oltre un’ora dopo la bandiera a scacchi, è stata comunicata l’applicazione di sanzioni.
Joan Mir è finito tra i 5 piloti penalizzati per non aver rispettato la norma sulla pressione minima degli pneumatici. La conseguenza è stata una perdita netta di posizioni: dalla parte alta della classifica fino al 13° posto. La punizione è stata giudicata dal pilota eccessiva, anche alla luce dell’entità della differenza contestata.
mir: il podio resta valido, ma la gestione della norma è più complicata
Al termine dei test di Barcellona di lunedì, dove ha chiuso con il 15° tempo, Joan Mir ha parlato con i media, chiarendo la propria posizione sul risultato di gara. Secondo lo spagnolo, il podio manteneva per lui piena validità sportiva, pur riconoscendo il problema legato al conteggio dei punti stagionali: a suo dire, i risultati non si sono tradotti in una somma adeguata di punti.
quick start procedure e controllo gomme come nodi principali
Mir ha indicato che il rispetto del vincolo sulle pressioni, alla luce della quick start procedure, rende più difficile il controllo dei dettagli legati alle gomme. La norma va rispettata, ma per il pilota il sistema operativo e la gestione del timing in pista costituiscono una complessità concreta, con ricadute sul lavoro da svolgere in futuro.
mir critica l’entità della penalità e i tempi di conferma
Durante l’intervista, Joan Mir ha collegato anche la gestione complessiva del caso alle circostanze della gara: la presenza di 6 piloti sotto inchiesta non rientrerebbe, a suo giudizio, nella normalità. Ha citato come elementi rilevanti freddo, partenza e ripartenza, osservando che la situazione diventa più complessa soprattutto nel giro di poche variazioni.
Sul perché la conferma della penalità richieda così tanto tempo, Mir ha ritenuto che i 16 secondi costituiscano una sanzione troppo elevata, in particolare per quanto accaduto domenica al GP di Catalogna. Il pilota ha evidenziato che le regole e l’interpretazione spettano ai team, mentre la corsa rappresenta il contesto in cui la procedura si riflette.
16 secondi sproporzionati rispetto al margine contestato
Nel ragionamento di Mir, il punto centrale riguarda la sproporzione tra ciò che viene contestato e ciò che viene applicato: non si tratterebbe di un guadagno reale, ma di uno scarto molto limitato, pari a 0,04 in meno nella pressione. La penalità, però, risulterebbe molto alta rispetto alla differenza effettiva.
paragone con sprint e gara corta: penalità più alta senza coerenza
Mir ha inoltre sottolineato un tema di coerenza: la penalità sarebbe stata la più alta, come se si fosse in presenza di una gara lunga. Lo spagnolo ha ricordato che per la sprint la sanzione corrisponde a 8 secondi, mentre la competizione disputata sarebbe stata corta. L’ultima ripartenza risultava essere di 12 giri, quindi, secondo il suo ragionamento, paragonabile alla logica della sprint. Questo aspetto, per Mir, non avrebbe molto senso.
gino borsoi: due bandiere rosse cambiano i riferimenti per le gomme
Anche gino borsoi, team manager di pramac, ha affrontato il tema delle pressioni minime in condizioni come quelle viste a Barcellona. L’italiano ritiene che l’evento di gara venga modificato in modo significativo quando intervengono due bandiere rosse.
temperatura gomme, distanza e margini dopo le ripartenze
Secondo Borsoi, la discussione deve partire da aspetti pratici: la distanza fino alla prima chicane e la necessità di rimanere nei margini corretti di pressione dopo i due interventi delle bandiere rosse. La variabile centrale, nel ragionamento esposto, è l’incertezza su ciò che può succedere, con conseguenze dirette sul riscaldamento delle gomme.
Se la gara diventa più breve, si riduce anche il tempo disponibile per portare le gomme in temperatura. Inoltre, la situazione non sarebbe equivalente tra corsa con partenza e gestione in solitaria rispetto a condizioni in cui il gruppo influenza dinamiche e possibilità di scambio termico. Partire con temperature e pressioni elevate risulta pericoloso, ma non rispettare i limiti porta comunque fuori dai parametri.
persone citate nella vicenda
Joan Mir (Honda HRC) e Gino Borsoi (Pramac) sono i principali riferimenti. Nella classifica di gara viene indicato anche Fabio Di Giannantonio; nel contesto degli episodi citati compaiono inoltre Alex Marquez e Johann Zarco.
