Motogp taramasso quasi un secondo al giro più veloci in passo gara ad austin

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Motogp taramasso quasi un secondo al giro più veloci in passo gara ad austin

Il weekend del Gran Premio degli Stati Uniti ha messo in scena un livello di prestazioni che ha superato le aspettative legate a un semplice anno di passaggio. Best pole abbassata di sette decimi, sprint e gara disputate a ritmo elevatissimo e tempi capaci di restare piuttosto costanti lungo tutto l’arco dell’azione: un insieme di segnali che racconta un’evoluzione tecnica concreta, sostenuta anche da una gestione gomme efficace.

prestazioni motoGP negli stati uniti: best pole e due gare al ritmo infernale

La riduzione dei distacchi sul giro secco è stata evidente fin dalle sessioni iniziali. Già dal venerdì sono emersi segnali di pista in buone condizioni, poi la progressione è diventata rapida: un record in qualifica, seguito da una sicurezza di velocità nello sprint e infine da una gara domenicale significativamente più rapida. Secondo quanto riportato, la Sprint ha fatto segnare un tempo dieci secondi più veloce rispetto al primato precedente, mentre la domenica si è conclusa con un miglioramento di quindici secondi? No: nel dettaglio della fonte, la gara di domenica è stata descritta come 19 secondi più veloce.

Il dato decisivo, però, non riguarda solo il miglioramento massimo: il punto centrale è la capacità di mantenere un andamento regolare. In sostanza, è stato indicato che i piloti hanno girato circa un secondo al giro più veloci, con tempi rimanuti abbastanza costanti. Questo quadro ha confermato la correttezza delle scelte effettuate sul fronte gomme e ha rafforzato l’idea di un contesto favorevole, con pista idonea a generare rendimento immediato.

piero taramasso e michelin: gomme adattate e rendimento stabile

Il responsabile Piero Taramasso ha collegato l’effetto prestazionale a un lavoro specifico di fornitura e compatibilità. Nel racconto, la chiave è stata la capacità degli pneumatici di adattarsi bene all’incremento della performance, garantendo anche una costanza nel comportamento.

tempi rapidi dal venerdì e costanza lungo le sessioni

Nel dettaglio, viene indicato che già dal venerdì la pista risultava in condizioni buone, con tempi veloci da subito. Poi sono arrivati i passaggi decisivi: record in qualifica, una Sprint velocissima e una gara lunga che ha consolidato il trend. L’elemento ricorrente è la stabilità: una volta raggiunto il livello, i tempi non sono crollati, ma sono rimasti abbastanza costanti.

scelte gomme e pista: correttezza dei settaggi

La dinamica delle scelte gomme è stata descritta come coerente, soprattutto sul comportamento generale in gara e nella differenziazione tra anteriore e posteriore. In particolare:

  • Fin da venerdì, tutti hanno utilizzato la gomma posteriore media e la risposta è risultata immediatamente positiva.
  • Per l’anteriore, la soft è stata messa da parte, con la media considerata l’opzione giusta.
  • La media anteriore è stata impiegata sia nella Sprint sia nella gara lunga.
  • Al posteriore, la tendenza è stata verso la media alla domenica, mentre nella Sprint sono state registrate divergenze: in venti piloti con la soft, con una sola eccezione indicata come Martin, che ha scelto invece la media.

jorge martin e vittoria: vantaggio della media e ritmo psicologico

La strategia legata alla scelta del posteriore è stata collegata alla vittoria di Jorge Martin, arrivata tramite una rimonta “in extremis” ai danni di Pecco Bagnaia. Nel ragionamento proposto, il beneficio principale è stato descritto come psicologico, soprattutto nelle fasi finali: la convinzione di poter spingere di più con la media avrebbe favorito la manovra decisiva, realizzata nell’ultimo giro.

Inoltre, viene riportato che Martin avrebbe comunicato fin dall’inizio una sensazione precisa: con la media la moto gli risultava più naturale e più facile. La decisione appare quindi come il frutto di un’intuizione già presente dall’inizio del weekend, anche in un contesto in cui gli altri avevano seguito una direzione differente.

stato della pista: sconnessioni e più grip, con consumo gomme più alto

Nonostante alcuni feedback dei piloti su una pista peggiorata sul piano delle sconnessioni, è stato anche sottolineato che l’asfalto offriva più grip del solito. L’aspetto tecnico del fondo viene spiegato con elementi di manutenzione: porzioni di asfalto rifatte in tempi diversi, dossi che vengono rifiniti e tratti non necessariamente omogenei. Nel racconto, viene citato un esempio: un tratto rifatto dopo la curva 1, con un fondo non omogeneo, pur mantenendo un livello di grip sufficiente.

Il grip si è tradotto non solo in prestazioni elevate, ma anche in un andamento più impegnativo per le gomme. Oltre alle gare molto veloci, si registra un consumo maggiore rispetto agli anni scorsi. La fotografia statistica riportata sostiene l’intensità del fine settimana: in sei sono scesi sotto il vecchio giro record in gara, mentre in qualifica il gruppo si è fermato a otto piloti sotto lo stesso riferimento.

gestione gomme e gap: ducati, bagnaia e la ricerca della quadra

Nel confronto tecnico, emerge un nodo legato alla gestione delle gomme da parte di Ducati. Pecco Bagnaia ha spiegato che sono costretti a far lavorare maggiormente la moto sul posteriore, con l’effetto collaterale che, quando la gomma cala, si possono generare vibrazioni. La lettura complessiva descrive la necessità di trovare ancora la quadra per gestire meglio l’andamento nella parte centrale e finale della performance.

Il gap con Aprilia viene indicato come presente e visibile. Tuttavia, viene espressa la convinzione che Ducati possa mettersi a posto e recuperare almeno una porzione del ritardo. Tra i fattori menzionati c’è anche lo stato fisico: Marquez non sarebbe ancora al 100%, con una conduzione meno sciolta rispetto a quanto atteso.

pausa prima di jerez: recupero e sviluppo tecnico

È stata citata la pausa precedente a Jerez come elemento potenzialmente utile sia per il recupero fisico sia per lavorare su aspetti tecnici in grado di migliorare la situazione.

aprila vs ducati: carcassa e interpretazione del setting

Si è discusso anche del possibile motivo dietro il vantaggio di Aprilia nelle prime due gare. L’ipotesi riguardava una carcassa più rigida alle alte temperature. Il weekend di Austin ha però smentito questa interpretazione: viene affermato che la carcassa più rigida è proposta da diverse stagioni e che quindi tutti hanno acquisito esperienza su come interpretare e lavorare sul setting. In questa cornice, viene indicato che l’Aprilia possiede qualcosa in più a livello di moto.

2026 come transizione e svolta 2027: step tecnico più grande delle attese

Il contesto regolamentare è centrale: il 2027 rappresenta l’arrivo del cambiamento più grande dell’era MotoGP. Allo stesso tempo, era diffusa la visione che il 2026 dovesse fungere soprattutto da anno di transizione. Nel racconto, però, in Texas è stato osservato un incremento prestazionale enorme, con un salto di qualità che non era necessariamente previsto nella stessa misura.

La spiegazione proposta collega il fenomeno al fatto che le soluzioni tecniche presenti nei cassetti sarebbero comunque andate a perdere valore con il cambio regolamentare radicale del prossimo anno. Per questo motivo, era plausibile vedere moto abbastanza diverse. Il punto che emerge è che l’entità dello step è risultata più grande di quanto immaginato.

personaggi e nomi citati

  • Piero Taramasso
  • Jorge Martin
  • Pecco Bagnaia
  • Marquez
Piero Taramasso, responsabile Michelin MotoGP

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