Nerazzurri, moriero racconta il gesto con recoba e il suo augurio per lo scudetto
La scena simbolo dell’Inter della domenica ha riacceso un amarcord che attraversa decenni: Marcus Thuram ha infatti riproposto un’esultanza diventata iconica, andando a lustrargli la scarpa a Dimarco dopo l’ennesimo assist vincente. Il gesto, collegato a ricordi nerazzurri di quasi trent’anni fa, riporta alla mente Francesco Moriero, protagonista di episodi simili con Alvaro Recoba e poi con Ronaldo il Fenomeno.
Con il passare del tempo, quell’idea spontanea continua a vivere e a circolare anche tra le nuove generazioni, trasformandosi in un modo riconoscibile per onorare il compagno e condividere un momento speciale dentro e fuori dal campo.
thuram dimarco, il gesto che accende l’inter
L’immagine della domenica nasce da un passaggio decisivo: dopo l’assist di Dimarco, Marcus Thuram si è presentato con un’esultanza che richiama direttamente un’abitudine legata alla tradizione interista. Il gesto consiste nel lustrargli la scarpa al compagno, un’azione che richiama alla memoria un episodio di quasi 30 anni fa.
moriero rievoca l’amarcord con recoba
Francesco Moriero ha ricondotto quell’iconografia a un momento specifico: al secondo gol di Recoba scelse di compiere lo stesso gesto, portandolo poi lungo tutta la stagione. Secondo la ricostruzione di Moriero, l’azione non fu il risultato di una preparazione: nacque istintivamente.
moriero cita il gesto con ronaldo
Nel ricordo di Moriero rientra anche il rapporto con Ronaldo il Fenomeno. Il gesto venne ripetuto anche in quell’occasione, mantenendo un filo comune tra i diversi momenti della storia nerazzurra e consolidando un’abitudine riconoscibile per chi vive la squadra.
il gesto di moriero: spontaneità, niente preparazione
Moriero ha spiegato che non c’era nulla di preparato. L’idea arrivò nel momento in cui si rendeva necessario celebrare un compagno per quanto aveva appena fatto: un gran gol oppure un’azione considerata particolarmente importante nel contesto della partita.
Nel racconto emerge anche il profilo del giocatore che era all’epoca: Moriero si definiva fantasista e estroso, con la necessità di inventarsi qualcosa anche fuori dal campo. Proprio per questo, pur senza prevedere le conseguenze, non immaginava che il gesto potesse fare letteralmente il giro del mondo.
la foto di thuram e dimarco e la diffusione internazionale
Moriero ha ricordato che l’interesse verso quel gesto è rimasto costante nel tempo, al punto da generare un afflusso di immagini. Tra tifosi e amici ha ricevuto molte foto relative alla scena riproposta, con particolare attenzione quando l’esultanza arriva da giocatori legati all’Inter.
Il punto centrale, secondo la ricostruzione, è che il gesto ormai è conosciuto ovunque. È accaduto anche all’estero e in altri campionati, con esultanze che riprendono lo stesso modello, segnalando una capacità di trasferirsi oltre i confini del club.
un omaggio storico che continua a vivere
Moriero ha definito il gesto come storico, rimasto nella memoria dei tifosi nerazzurri. Nel confronto con altri episodi, ha evidenziato la differenza: lustrare le scarpe a Ronaldo rappresentava un momento di valore ancora maggiore, pur restando centrale l’idea di onorare un compagno di squadra.
Un altro passaggio del racconto riguarda l’effetto che quell’azione ha avuto sul resto del gruppo: dal nulla, la scena ha dato l’opportunità ad altri giocatori di copiarci, trasformandosi in un comportamento capace di attraversare più generazioni. Moriero ha sottolineato come, dopo trent’anni, la pratica sia ancora in auge.
chat dei ragazzi del ’97-98 e continuità delle esultanze
Moriero ha poi richiamato la continuità personale con la squadra: ha spiegato di avere la chat dei ragazzi del ’97-98 e di essere rimasto in contatto, mantenendo relazioni anche a distanza di anni. In quella dinamica rientrano sfottò, auguri e discussioni sulle partite, includendo anche le esultanze che hanno caratterizzato momenti importanti.
Dimarco e il valore dei cross: il punto di moriero
Il racconto torna anche sul merito calcistico: Moriero ha descritto Dimarco come un giocatore che si conferma importante nella corsia, grazie ai suoi cross. L’osservazione riguarda soprattutto la capacità di vedere prima la giocata: un calciatore che, dopo aver impostato con assist, arriva anche a realizzare gol.
somiglianze e ruolo: da funambolo a soddisfazione
Moriero ha chiarito anche la propria identità: in quel periodo era più un funambolo. La parte che gli dava maggiore soddisfazione personale era la stessa logica del gesto riproposto oggi: come accaduto con Dimarco, il valore stava nel mandare in gol un compagno di squadra, mettendo in risalto la dimensione collettiva dell’azione.
tornante nel 3-5-2: copertura e assist
Nel ricordo tattico Moriero ha richiamato la sua formazione: nasce nel 3-5-2 di Mazzone come tornante sulla destra. Il compito, secondo la ricostruzione, era coprire tutta la fascia, muovendosi su e giù. In parallelo, il ruolo prevedeva anche un contributo diretto agli sviluppi offensivi, con la funzione di assistere i compagni.
Moriero ha inoltre citato alcuni tratti tecnici che appartenevano alle sue caratteristiche, come dribbling e rovesciate da metacampo, in linea con il suo modo di interpretare la partita.
scudetto inter: il commento di moriero
Il riferimento finale riguarda l’obiettivo di stagione: Moriero ha dichiarato che i nerazzurri hanno già vinto lo scudetto. Ha aggiunto l’auspicio che possa accadere già domenica, pur specificando che, a suo avviso, il risultato finale non è in discussione.
personaggi protagonisti del racconto
Francesco Moriero, Marcus Thuram, Dimarco, Alvaro Recoba, Ronaldo il Fenomeno, Mazzone.
