Nuova filosofia F1: foro nel muso per regolare l'ala anteriore ai box
Le modifiche regolamentari del 2026 hanno reso l’aerodinamica attiva una componente chiave per il bilanciamento delle monoposto, ponendo l’attenzione sull’ala anteriore. L’estensione di questa tecnologia ha accentuato la necessità di soluzioni innovative per garantire guidabilità, stabilità e prestazioni, soprattutto dove il punto di attivazione può anticiparsi rispetto al passato.
aerodinamica attiva sull’ala anteriore: evoluzione e implicazioni
Una delle trasformazioni più rilevanti riguarda l’integrazione del sistema di regolazione direttamente nel meccanismo che gestisce l’aerodinamica attiva, con conseguente eliminazione di alcuni attuatori montati sui flap in favore di una soluzione più pulita dal punto di vista aerodinamico.
Questo cambiamento ha imposto una rivalutazione del punto di intervento ai box: per molti team è comparso un foro sul muso tramite cui i meccanici possono modificare l’angolo dell’ala avvalendosi di una pistola dedicata. Ruotando in senso orario si aumenta il carico sull’avantreno, ruotando in senso opposto si abbassa l’angolo per riequilibrare il bilanciamento con il posteriore.
Rispetto al passato, alcuni costruttori hanno mantenuto la tecnica tradizionale con due attuatori sui flap, continuando a operare ai lati dell’ala anteriore secondo procedure consolidate e senza ostacolare gli interventi a inizio e fine pit stop.
Tra le soluzioni più interessanti emergono differenze nel design dell’ala anteriore. Ad esempio, una configurazione nota come la ala della Cadillac presenta un profilo suddiviso in tre sezioni: una porzione fissa vicino all’endplate, una zona estremamente stretta che ospita l’attuatore e una sezione effettivamente responsabile della variazione di incidenza.
Nel caso della Ferrari SF-26, pur mantenendo una suddivisione in tre parti, l’attuatore che regola l’incidenza è posizionato più verso il centro, con la parte più esterna rimasta fissa e la sezione mobile operante su una porzione centrale. Questo comporta una marcata differenza tra la parte mobile e quella fissa e produce una sorta di sfalsamento tra le varie sezioni.
Per la casa tedesca Audi, l’approccio ha comportato l’introduzione di un piccolo foro nel comando dell’ala mobile situato sul mainplane. L’apertura consente di inserire la pistola dedicata per regolare l’incidenza durante le operazioni ai box, sfruttando un principio di funzionamento sostanzialmente simile a quello delle altre soluzioni ma con una configurazione leggermente diversa.
In sintesi, la libertà regolamentare ha stimolato diverse interpretazioni: integrazione del sistema di regolazione e spostamento del punto di intervento hanno favorito soluzioni che combinano pulizia aerodinamica e gestione mirata del carico verticale sull’avantreno, mantenendo al contempo procedure operative compatibili con i tempi di pit stop.
