Riforma arbitri, Gravina incontra Rocchi: tutte le novità e i cambiamenti in arrivo
riforma arbitri: il progetto di innovazione e il futuro delle decisioni arbitrali
Una significativa trasformazione nel settore arbitrale si sta consolidando, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle valutazioni durante i match di calcio di vertice. In risposta alle crescenti controversie legate alle decisioni arbitrarie e al clima di tensione che si è generato, la FIGC sta promuovendo una vasta riforma incentrata sulla creazione di una struttura di élite dedicata ai fischietti professionisti.
l’incontro inaugurale e le tappe fondamentali della riforma arbitri
il ruolo dei vertici e gli obiettivi del progetto
Il primo incontro ufficiale si è svolto oggi presso la sede di via Allegri, coinvolgendo i principali rappresentanti delle istituzioni arbitrarie e di federazione. Tra i partecipanti spicca il designatore Gianluca Rocchi, che avrà il compito di coordinare le future scelte e l’implementazione delle nuove linee guida. La riunione rappresenta il passo iniziale di un percorso che mira a coinvolgere anche i rappresentanti delle Leghe di Serie A e Serie B nei momenti successivi.
creazione di una società di diritto privato per la gestione degli arbitri
Un cardine della riforma è rappresentato dalla costituzione di una società di diritto privato, interamente controllata dalla FIGC, con un budget tra i 17 e i 18 milioni di euro, provenienti sia dalla Federazione sia dalle Leghe calcistiche. Questa società avrà il compito di gestire le attività di formazione, designazione e tutela dei professionisti, con un organo di amministrazione formato da tre membri indipendenti, liberi da influenze politiche e di parte.
gestione e nomine
Il Consiglio di Amministrazione nominerà un direttore tecnico, incaricato di curare le designazioni, e un direttore amministrativo, responsabile di contratti e sponsorizzazioni.
modello meritocratico e struttura dell’élite arbitrale
separazione tra merito e politica
Un principio fondamentale della riforma è la distinzione tra valutazioni sportive e influenze politiche o associative. La FIGC intende mantenere la formazione presso l'AIA per gli arbitri più giovani e per la gestione dei fischietti fino alla Serie C, lasciando alle nuove istituzioni l’eventuale selezione dell’élite di calcio maggiore.
composizione della squadra d’élite arbitri
- 40 arbitri: professionisti di alto livello scelti tra i migliori talenti europei.
- 66 assistenti: supporto diretto alle decisioni durante le partite di massimo livello.
- 24 VMO: Video Match Officer impegnati nelle video-assistenze, fondamentali nelle rivisitazioni e nelle decisioni di campo.
Questi professionisti saranno inizialmente retribuiti con un regime di pagamento a gettone, per poi ricevere contratti a tempo determinato, rafforzando così la stabilità lavorativa e la tutela dei loro diritti.
tempi e prossimi passaggi della riforma arbitri
La FIGC si impegna a condividere una bozza dettagliata del nuovo modello entro circa un mese, per poi sottoporla all’approvazione del Consiglio federale. La volontà di attuare rapidamente questa riforma è forte nonostante possibili resistenze, in particolare da parte dell’AIA, che dovrà adattare i propri regolamenti interni. L'eventuale imposizione di normative federali potrebbe arrivare anche tramite strumenti di potere come il commissariamento, ritenuto uno strumento utile per garantire la piena attuazione del progetto.
In questo modo, si auspica di elevare significativamente il livello tecnico e morale degli arbitri ai massimi livelli, contribuendo ad un clima di maggiore trasparenza e professionalità nel calcio italiano.
