Serie a a 18 squadre e procuratorismo in italia pasqualin parla del ct

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Serie a a 18 squadre e procuratorismo in italia pasqualin parla del ct

Il calcio italiano attraversa una fase complessa e controversa, segnata da dinamiche di mercato, trasformazioni nel ruolo degli intermediari e interrogativi sul funzionamento dei settori giovanili. Claudio Pasqualin, procuratore ed opinionista sportivo, ha affrontato diversi passaggi chiave: dall’influenza degli agenti nella crisi prolungata fino alle riforme auspicabili per la FIGC, includendo anche una lettura sul tema dei talenti e sulle possibili figure da investire nei ruoli di CT e presidente federale.

claudio pasqualin e l’impatto del procuratorismo sul calcio italiano

Nel valutare quanto emerso dalle dichiarazioni di Claudio Gentile, Pasqualin collega il dibattito alle pressioni che, secondo quanto riferito, sarebbero arrivate da diversi procuratori quando Gentile era CT dell’Under 21. Pasqualin riconosce la figura di Gentile e sottolinea che i suoi concetti risultano condivisibili, concentrandosi soprattutto sul modo in cui la vicenda sarebbe stata gestita, in un contesto che non sarebbe coerente con lo status di Campione del Mondo.

Passando alla struttura attuale del sistema, Pasqualin afferma che la figura del procuratore oggi sarebbe sopravvalutata. Secondo lui c’è un eccesso di procuratorismo, con un’evoluzione rispetto al passato: l’agente non si limiterebbe più a consigliare il calciatore in base alla caratura tecnica, ma avrebbe assunto un peso diverso e più invasivo nell’economia del settore.

intermediari, manager e circolazione di denaro fuori dai confini del calcio

Pasqualin cita un esempio storico legato a un ordine del giorno di un Consiglio Federale, in cui si faceva riferimento a iniziative contro i mediatori. Il focus, nel suo racconto, riguarda il fatto che tali figure sarebbero inutili per il calcio italiano, non portando un beneficio concreto.

Nel completare il quadro, viene evidenziata anche la perdita di centralità di ruoli come direttore sportivo e manager. Secondo Pasqualin, questi profili avrebbero “mollato” il proprio ruolo, lasciando spazio a dinamiche che il settore avrebbe seguito con passività, alimentando una emorragia di denaro che uscirebbe dai confini del mondo del calcio per finire nelle disponibilità di soggetti esterni.

In questa cornice, Pasqualin colloca anche un cambiamento di relazione tra agente e calciatore: in passato si sarebbe consolidato un rapporto più diretto e basato su fiducia, mentre oggi, in alcuni casi, le persone non si conoscerebbero nemmeno fisicamente se non nel momento della firma del contratto.

riforme figc: squadre, professionismo e ruolo degli intermediari

Alla domanda su quali azioni la FIGC dovrebbe mettere in campo, Pasqualin indica che i problemi sono molteplici e che la portata della questione non permetterebbe di esaurirla rapidamente. Il ragionamento resta comunque centrato su due punti principali: intermediari ed eccessivo professionismo.

Il professionismo viene descritto come un elemento di squilibrio, con l’osservazione che l’Italia sarebbe tra le poche realtà al mondo a possedere troppe squadre professionistiche. Pasqualin sostiene una riduzione delle squadre in Serie A, indicando come riferimento 18 squadre, con l’ipotesi di arrivare persino a 16. L’argomento economico è collegato all’incapacità dell’economia generale di sostenere il numero attuale di professionisti.

Sul piano dei risultati, Pasqualin collega l’effetto della rimozione del problema degli intermediari a una possibile conservazione di risorse nel settore: risolvere quel nodo, secondo la sua lettura, consentirebbe di trattenere centinaia di milioni nel calcio.

figure intermedie e rapporto fiduciario agente-calciatore

Un ulteriore aspetto riguarda la presenza di una figura terza che, secondo Pasqualin, spesso avrebbe anche margini di improvvisazione e non sarebbe pienamente coerente con i regolamenti. Nel suo racconto, viene citato l’esempio di Totti, richiamato in riferimento a una casistica legata al ruolo di procuratore domiciliato designato da regole specifiche.

Il punto di fondo resta la necessità di un rapporto basato su fiducia tra le parti, come avveniva in passato. Per Pasqualin, eliminare il problema degli intermediari significherebbe fare un passo rilevante anche rispetto ad altri aspetti critici del sistema.

talenti in italia: una questione di opportunità e di utilizzo

Riguardo all’idea di una presunta carenza di talenti, Pasqualin sostiene una tesi netta: il talento esiste, ma non trova spazio in campo. Il talento sarebbe percepibile fino a un certo punto, poi verrebbe “soffocato” da condizioni strutturali, tra cui la presenza di troppi stranieri che ridurrebbero le opportunità per i giovani.

Secondo Pasqualin, una parte della difficoltà sarebbe legata anche alla mancata scelta definitiva di inserire i ragazzi: in assenza di decisioni concrete, i percorsi si perderebbero. In parallelo viene evidenziata una possibile scarsa fiducia verso chi gestisce settori giovanili e vivai.

Come soluzione, Pasqualin indica l’istituzione di centri federali capaci di lavorare sui migliori prodotti dei diversi vivai, con un’organizzazione che preveda tavoli di lavoro e raccolta sistematica delle problematiche per costruire risposte operative. Sul punto resta un messaggio ricorrente: si dovrebbe partire dall’eliminazione dei cosiddetti intermediari.

chi può guidare ct e figc secondo claudio pasqualin

Entrando nel concreto dei ruoli, Pasqualin descrive una possibile linea per il ruolo di CT. Inizia con l’idea di dare una possibilità ad Allegri, pur ritenendo che, nel quadro attuale, la sua continuità resti legata al Milan. Subito dopo, tra le figure considerate, viene indicato Antonio Conte, citato come profilo che richiama l’attenzione della maggior parte degli addetti ai lavori e degli appassionati.

Per la presidenza della FIGC, Pasqualin richiama l’esperienza di Giovanni Malagò. Nel confronto viene citata anche l’ipotesi legata a Abete, presentato come persona esperta e corretta, ma con la preoccupazione che possa risultare troppo “abituato” alle dinamiche federali e poco orientato all’innovazione. Nel suo scenario, la corsa si concentrerebbe tra Malagò e Abete, con un’aspettativa che Malagò possa prevalere.

gasperini, ranieri e la possibile scelta finale

Alla domanda sull’ipotesi Gasperini, Pasqualin commenta la vicenda legata ai rapporti tra Gasperini e Ranieri. Viene richiamata una “querelle” inattesa, nata mentre il campionato stava smorzandosi, che avrebbe messo in evidenza un problema che sembrava non emergere pubblicamente.

Nel racconto, Pasqualin osserva che il deterioramento del rapporto potrebbe essere stato presente anche in precedenza, ma senza riscontri ampi sulla stampa. Sul possibile scenario societario, Pasqualin afferma che i Friedkin, nella ricerca di una soluzione, potrebbero adottare una terza figura o costruire un’impostazione nuova, cercando l’equilibrio senza accontentare pienamente nessuna delle due parti coinvolte.

Conclude segnalando che Gasperini avrebbe dimostrato di essere un allenatore adatto a una piazza come Roma, pur ritenendo non impossibili ulteriori sorprese, soprattutto nel caso in cui il tecnico dovesse riuscire a portare la Roma in Champions. In ogni caso, Pasqualin si aspetta l’emergere di un nome nuovo a fine processo decisionale.

nomi citati da claudio pasqualin

  • Claudio Gentile
  • Claudio Pasqualin
  • Totti
  • Allegri
  • Antonio Conte
  • Giovanni Malagò
  • Abete
  • Gasperini
  • Ranieri
  • Friedkin
Pasqualin
Categorie: CalcioSerie A

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