Tadej pogacar dopo le tre forature ero cotto in volata con van aert sapevo che avrei perso al 99%

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Tadej pogacar dopo le tre forature ero cotto in volata con van aert sapevo che avrei perso al 99%

Sfuma sul più bello il sogno di Tadej Pogacar nella Parigi-Roubaix: l’ambizioso traguardo di conquistare l’unica Classica Monumento ancora mancante nella bacheca slitta di almeno 12 mesi. Il fuoriclasse sloveno dell’UAE Emirates eguaglia così l’esito della passata edizione, chiudendo al posto d’onore anche nella sua seconda partecipazione all’Inferno del Nord.

parigi-roubaix: pogacar rimanda il grande obiettivo a 12 mesi

La corsa si rivela un banco di prova complicato e caotico, ricco di imprevisti, che finisce per condizionare l’equilibrio del gruppo proprio nel momento decisivo. Pogacar, campione del mondo, aveva già affrontato un precedente confronto ravvicinato nella stessa competizione: un anno fa era stato battuto da Mathieu Van der Poel. Questa volta, lo scenario cambia, ma il finale mantiene la stessa intensità.

duello finale pogacar vs van aert: sprint decisivo e gara condizionata

All’arrivo arriva la sfida nello sprint conclusivo con Wout Van Aert. Il risultato è maturato dopo una prova in cui Pogacar ha dovuto gestire difficoltà concrete: secondo quanto riportato, “molti hanno avuto problemi oggi”, e per lui si concretizzano tre forature che portano a dover cambiare tre volte la bici. Nonostante i tempi avversi, il n.1 del ciclismo globale riesce a rientrare e a rimettersi in corsa grazie a una squadra ritenuta fortissima, con l’obiettivo di tornare sotto prima di Arenberg.

forature e gestione del ritmo: la corsa in salita verso arenberg

La situazione descritta chiarisce come il momento della gara sia diventato progressivamente più complesso. Dopo Arenberg, Pogacar dichiara di essere già “un po’ cotto”, indicando che la finestra per incidere con continuità sul pavé si è ridotta. La ripartenza verso la parte più selettiva della corsa non è stata sufficiente a ottenere un vantaggio decisivo.

strategie sul pavé: collaborazione e tentativi sul finale

La chiave tattica del finale ruota attorno alla fase in cui rimane la coppia con Van Aert. Pogacar spiega che, quando si ritrovano con Wout, non sta abbastanza bene per provare a staccarlo sul pavé, arrivando rapidamente alla conclusione che l’impresa sia impossibile. Da quel punto in avanti, la strategia diventa tentare di dare il massimo in volata, senza trovare la possibilità di modificare il risultato prima dello sprint finale.

attacchi e limiti sul carrefour: vento contrario e differenze bloccate

Nel racconto della corsa, Pogacar descrive anche i passaggi con un valore tattico alto. Quando Van Aert effettua il primo attacco, Pogacar valuta la possibilità di rispondere e rilanciare, ma riconosce la prontezza dell’avversario: Van Aert è definito “furbissimo” nel gestire la situazione. La collaborazione viene citata come componente fondamentale, ma sul pavé, dopo l’attacco di Wout, emerge l’assenza di margini reali per cambiare l’andamento.

Un ulteriore ostacolo è rappresentato dalle condizioni sul Carrefour: il vento risulta contrario e secondo Pogacar non è possibile fare la differenza in quel contesto. Da qui la sensazione che, con l’evoluzione degli ultimi chilometri, il risultato si stia indirizzando verso una direzione quasi definitiva. In volata, resta comunque una componente di incertezza, ma quando parte lo sprint Pogacar nota che le sue gambe appaiono svuotate, definite “spaghetti”.

prossimo obiettivo roubaix: pogacar guarda avanti

Il finale porta a un rinvio dell’appuntamento con il primo successo alla Roubaix. Pogacar non esclude un ritorno e chiarisce che, prima dell’ultimo periodo di preparazione, la percezione dell’obiettivo principale era diversa: fino a due settimane prima pensava fosse la Milano-Sanremo. Con la nuova prospettiva, la Roubaix viene descritta come una delle classiche più difficili da vincere. Il punto centrale resta il fatto che si tratta solo della seconda volta in cui affronta la gara, con l’idea di osservare l’evoluzione nel tempo e tornare a competere per il trionfo.

Tadej Pogacar
Categorie: Ciclismo

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