Torino conferenza stampa d aversa alla vigilia di pisa dispiace per zapata ho mandato un messaggio alla squadra

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Torino conferenza stampa d aversa alla vigilia di pisa dispiace per zapata ho mandato un messaggio alla squadra

L’approccio alla vigilia di Pisa Torino entra nel vivo con le parole di Roberto D’Aversa. Alla conferenza stampa precedente il match di campionato, l’allenatore del Torino ha delineato il quadro su assenze e scelte, ha spiegato il senso del lavoro svolto durante la sosta e ha ribadito l’obiettivo stagionale con un messaggio chiaro ai giocatori.

pisa torino: conferenza stampa Roberto D’Aversa alla vigilia del match

Il tecnico ha presentato la sfida valida per la 31^ giornata del campionato di serie a 2025/26. Nel corso dell’intervento, D’Aversa ha affrontato diversi temi: dalla disponibilità della rosa alle motivazioni che devono guidare la squadra, fino a considerazioni sul valore del gruppo e sul “senso di appartenenza” legato all’ambiente.

pisa torino: assenze e gestione della rosa

assenti oltre zapata e aboukhlal

Il tecnico ha aperto con un punto sulle indisponibilità: «Chi mancherà oltre Zapata e Aboukhlal? Gli altri sono disponibili e convocati». La scelta comunicata in conferenza stampa indica che, oltre ai nomi citati, la maggior parte degli elementi risulta pronta a scendere in campo.

su zapata e sull’adattamento del piano con simeone

Relativamente alla situazione di Duvan Zapata, D’Aversa ha espresso rammarico: «Dispiace per Duvan, stava lavorando sodo per ritrovare una condizione ottimale». La possibile sostituzione viene inquadrata come opportunità di impiego per altri interpreti: «Cosa cambia per Simeone? Ragiono in maniera positiva: non penso alle assenze, ma al fatto che ci saranno altri». La lettura del tecnico si concentra sulla capacità di valorizzare caratteristiche diverse all’interno delle richieste di partita.

In particolare, ha aggiunto che la scelta non si limita a un semplice cambiamento di uomini, ma segue la strategia e il tipo di gara: «Simeone ha giocato con Adams e con Kulenovic, sceglierò per sfruttare le caratteristiche di tutti conoscendo pregi e difetti degli avversari». Di conseguenza, le variazioni vengono collegate all’avversario: «Più che cambiamenti singoli rispetto a Simeone, i cambiamenti ci sono in base all’avversario e al tipo di gara che vogliamo interpretare».

pisa torino: lazaro e pedersen, differenze e ruolo offensivo

Un passaggio della conferenza si è concentrato su Lazaro e Pedersen. D’Aversa ha richiamato una differenza evidente, con tono leggero: «In cosa sono diversi Lazaro e Pedersen? Uno biondo e l’altro no… (ride, ndr)». Al di là dell’aspetto, l’attenzione è stata posta sulle caratteristiche atletiche: l’allenatore ha segnalato che difficilmente ha visto «picchi di velocità come quelli di Pedersen a circa 37 chilometri orari».

Il valore viene collegato alla spinta offensiva e alla condizione del momento: «A livello offensivo può darci. Poi dipende dall’avversario che ha in fascia, in questo momento Pedersen sta molto bene». La scelta, quindi, si lega sia alla condizione del giocatore sia alle esigenze specifiche contro l’avversario.

pisa torino: lavoro dopo la sosta e impatto sull’obiettivo

incognita del fermo campionato e continuità di allenamento

Sulla sosta, D’Aversa ha messo in evidenza il fattore di incertezza legato allo stop: «C’è sempre l’incognita perché si ferma il campionato». Il lavoro svolto in settimana è stato costruito guardando anche a chi non è rientrato dalle convocazioni: «Abbiamo lavorato con chi è non è andato in nazionale e abbiamo provato a migliorare». Il tecnico ha aggiunto che l’impostazione è risultata più individuale che collettiva: «I lavori si fanno più sull’individuale che sul concetto di squadra».

La valutazione dell’andamento è stata positiva: «Abbiamo lavorato bene, sono soddisfatto». Nella chiusura del tema, l’attenzione torna alla prova immediata: «Vediamo domani, sarà importante per l’obiettivo».

pisa torino: messaggio alla squadra e priorità della salvezza

Interrogato sul messaggio da trasmettere al gruppo, l’allenatore ha sintetizzato la direzione con un’espressione netta: «Pretendere la salvezza». Secondo D’Aversa, significa «superare ostacoli e fare di tutto per raggiungerla». Il riferimento immediato ai precedenti riguarda un precedente confronto in cui la squadra ha vinto con uomini contati: «Contro il Cagliari hanno vinto in 10 contro 11, per noi è una partita che serve per avvicinarci al primo obiettivo».

pisa torino: blocco italiano e senso di appartenenza al filadelfia

Nel tema del blocco italiano, D’Aversa ha dichiarato accordo con quanto espresso dal direttore. Ha richiamato un elemento che in passato ha accompagnato i risultati: «In passato, quando si è avuto successo, c’era un senso di appartenenza». L’ipotesi di inserire più italiani viene presentata come possibile vantaggio, ma inserita in un quadro più ampio: «Magari inserire più italiani può essere un punto a favore, ma è tutto il contorno che porta a creare senso di appartenenza».

La visione complessiva si chiude con una richiesta precisa sull’atmosfera che deve accompagnare la squadra: «Voglio che chi arrivi al Filadelfia respiri questo senso di appartenenza».

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