Van der poel fora e va a piedi nella foresta di arenberg: furibondo alla parigi

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Van der poel fora e va a piedi nella foresta di arenberg: furibondo alla parigi

La Parigi-Roubaix 2026 esplode in momenti ad alta tensione lungo il percorso verso il traguardo, con una sequenza di episodi che cambiano traiettorie e ambizioni nel giro di pochi chilometri. Dopo la foratura di Tadej Pogacar a 120 km dal traguardo, seguita da una rimonta furibonda con il recupero di circa trenta secondi per rientrare nel gruppo principale, l’evento entra subito nella sua fase più imprevedibile: le incognite dell’Inferno del Nord.

parigi-roubaix 2026: foratura di pogacar e avvio di una gara spezzata

L’episodio chiave arriva quando Pogacar subisce una foratura e si trova a dover gestire l’urgenza di rientrare. La reazione dello sloveno è immediata e intensa, riuscendo a recuperare una trentina di secondi e a rientrare nel gruppo che guida la corsa. La gestione della situazione, però, non esaurisce il caos tipico delle giornate monumento sul pavé.

matthieu van der poel e la foresta di arenberg: un errore che cambia la classifica

Nel cuore della competizione, a rendere ancora più complicato lo scenario sono i problemi che colpiscono Mathieu van der Poel, vincitore delle ultime tre edizioni e determinato a diventare il primo uomo capace di imporsi al Velodromo per quattro volte di fila. Alpecin-Premier Tech spinge sin da subito e il capitano prende di forza la Foresta di Arenberg, il settore in pavé tra i più simbolici e considerato il primo crocevia vero della terza Classica Monumento della stagione.

van der poel secondo dietro wout van aert: la foratura alla ruota anteriore

Van der Poel si trova in seconda posizione alle spalle del belga Wout van Aert, quando accade l’imprevisto: una foratura alla ruota anteriore lo costringe a intervenire istantaneamente. Colto dalla necessità e dalla foga del momento, cambia la bicicletta con il compagno di squadra Jasper Philipsen.

il cambio di bici non regge sul pavé: stazza e attacchi fuori misura

La scelta si rivela un grossissimo errore. La differenza di stazza tra i due ciclisti incide in modo determinante: gli attacchi non sono adeguati e non esistono le condizioni per mantenere un ritmo con ambizioni nel pieno del pavé. Dopo circa un centinaio di metri, van der Poel scende di sella e torna indietro a piedi, in un’immagine destinata a rappresentare la 123ma edizione della Parigi-Roubaix.

tibor del grosso: soluzione rapida e ripartenza, poi un nuovo stop

La gestione della situazione, in quel frangente, viene salvata dalla prontezza dell’altro componente della squadra. Alle spalle, Tibor Del Grosso si mostra lucidissimo: prende la bicicletta di van der Poel, rimuove la ruota dal mezzo e la monta su quella del capitano. Van der Poel riparte, ma la sfortuna non esita a colpire ancora: poco dopo arriva anche la foratura della ruota posteriore, sulle durissime pietre francesi.

conseguenze per il campione in carica: due minuti dal gruppo dei migliori

Nel computo complessivo, il campione in carica esce dalla Foresta di Arenberg con due minuti di ritardo rispetto al gruppo dei migliori. Nel gruppo di testa, tra i riferimenti principali emergono Pogacar e van Aert, con la presenza di Filippo Ganna

Mathieu van der Poel

Categorie: Ciclismo

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