Verstappen RB22 troppo ballerina: i piedi volavano pedali
Max Verstappen ha portato più volte alla luce, nel corso della stagione, un tema ricorrente: la mancanza di stabilità della Red Bull. A Miami, dove è arrivata la sua miglior prestazione dell’anno, nelle prove libere aveva già segnalato un movimento eccessivo della monoposto, in particolare nelle fasi di frenata, quando serve la massima precisione. Il quadro, a Montréal, assume però sfumature ancora più decisive.
stabilità della red bull a montreal: asperità dell’asfalto e cordoli
Il tracciato canadese resta un circuito cittadino e questo comporta la necessità di gestire numerose asperità dell’asfalto, con dossi e avvallamenti distribuiti in diversi punti del giro. In aggiunta, a Montréal l’uso dei cordoli è particolarmente intenso: insieme, questi fattori rendono cruciale avere una vettura stabile per mantenere il controllo e cercare i decimi nei momenti più determinanti.
Per Verstappen, nelle prime giornate, questa stabilità è venuta meno in modo marcato. Nella giornata di venerdì ha faticato proprio nel trovare un comportamento costante e prevedibile. Quando la monoposto tende a scomporsi, diventa più complesso estrarre l’ultima parte del rendimento utile, soprattutto in vista della qualifica.
precedenti in canada, monaco e singapore e impatto sul giro secco
Problemi simili non rappresentano una novità per la Red Bull. In passato i piloti si sono spesso lamentati di caratteristiche della vettura in Canada, oltre che su piste come Monaco e Singapore, dove la stabilità meccanica assume un peso predominante. Il contesto può differire, perché in altre stagioni c’era anche l’esigenza di far lavorare correttamente il fondo a quote molto basse, ma l’idea di fondo resta collegata alla stessa esigenza: mantenere un assetto capace di restituire guidabilità e controllo su superfici impegnative.
Da qui anche la lettura del settimo posto nelle qualifiche sprint. Verstappen ha chiuso alle spalle delle due Ferrari, che secondo le aspettative potevano soffrire meno nel giro secco rispetto alla sensibilità del tracciato. In una pista come Montréal, inoltre, la ricerca del tempo sui rettilinei passa anche da una Power Unit incisiva, fattore che influenza l’equilibrio complessivo delle prestazioni.
perché le ferrari restano davanti tra primo e secondo settore
Nonostante sugli allunghi la RB22 sia risultata più competitiva della SF-26, il tempo perso nel passaggio tra primo e secondo settore, soprattutto nelle zone più guidate, ha impedito a Verstappen di superare almeno una delle due Ferrari. La mappa delle criticità è risultata coerente con quanto emerso nei punti dove l’uso dei cordoli richiede una risposta molto precisa della vettura.
Le aree più problematiche indicate riguardano il tratto in discesa tra curva 3-4, la chicane 5-6 e la chicane 8-9, segmenti in cui i cordoli vengono sfruttati in maniera particolarmente intensa.
dichiarazioni di verstappen: sconnessioni, dossi e piede sull’acceleratore
Le spiegazioni di Max Verstappen dopo le qualifiche sono state dirette e concentrate sulle difficoltà di controllo nella guida su superfici sconnesse. Il quattro volte iridato ha affermato di non essere sorpreso della posizione, sottolineando una sensazione in macchina non buona. La gestione del comportamento della vettura sulle sconnessioni ha richiesto molta fatica, soprattutto sui dossi.
Secondo quanto riportato, la difficoltà principale si è riflessa anche sull’impossibilità di mettere giù il piede sull’acceleratore con continuità: nei passaggi più critici, “i piedi volavano persino via dai pedali”. Questo aspetto ha reso complessa la costanza necessaria per lavorare sull’assetto e per mantenere il controllo nel momento decisivo.
Verstappen ha anche spiegato che per la sprint era inevitabilmente “bloccato” con l’assetto, mentre restano margini per capire cosa non ha funzionato e per migliorare la vettura in vista della qualifica.
pierre waché e parco chiuso: finestra di intervento prima della qualifica
Il parco chiuso verrà riaperto prima della sessione di qualifica del sabato. Questo consente alla Red Bull di tentare ancora un aggiustamento per cercare una finestra di funzionamento migliore e raddrizzare il weekend con soluzioni alternative.
strategie di sviluppo e causa del peggioramento in sprint
Il direttore tecnico Pierre Waché ha indicato che il team ha almeno una direzione chiara su cosa migliorare. La sprint ha reso più complicata la programmazione, perché riduce la possibilità di fare esperimenti durante la sessione. Allo stesso tempo, la riapertura prima della qualifica offre un margine concreto per intervenire.
Waché ha aggiunto che portare la gomma nella finestra ideale è stato difficile e che la sprint qualifying non si è svolta come auspicato. Inoltre, è emerso un problema specifico collegato alla prestazione: la vettura sarebbe andata peggiorando man mano che la sessione procedeva, quindi resta da capire cosa sia successo e come correggere l’andamento nelle fasi successive.
persone citate
- Max Verstappen
- Pierre Waché
