Vuelta España femminile 2026 percorso e tappe: guida completa

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Vuelta España femminile 2026 percorso e tappe: guida completa

Manca sempre meno alla Vuelta España Femenina 2026, arrivata alla dodicesima edizione di una competizione a tappe di grande rilievo. La corsa si sviluppa lungo un calendario compatto, con partenza il 5 maggio e arrivo il 9 maggio, offrendo un percorso costruito per alternare momenti di movimento e fasi più favorevoli alle diverse caratteristiche delle atlete. Il tracciato si presenta articolato, con numerosi passaggi utili a cambiare ritmo e a delineare strategie diverse nel corso dell’intera settimana.

vuelta españa femminina 2026: date e tappe in calendario

La Vuelta España Femenina 2026 prende il via il 5 maggio e si conclude il 9 maggio, sviluppandosi in sette tappe complessive con distanze comprese tra circa 106 km e 132 km.

vuelta españa femenina 2026: percorso e dettagli tappa per tappa

tappa 1: marin – salvaterra de miño (113 km)

L’avvio della corsa è pensato per essere incisivo: la parte centrale del tracciato presenta diverse asperità, tra cui l’aldо do Cruceiro (7.8 km al 4.4%) e l’alto da Portela (3.6 km al 5.8%), entrambi GPM e punti chiave per le prime selezioni. La seconda parte risulta più scorrevole, con la possibilità di creare opportunità per le velociste. Il finale, però, mantiene l’attenzione grazie a una breve salita in prossimità del traguardo.

tappa 2: lobios – san cibrao das viñas (109 km)

Seconda frazione animata dai cambi di ritmo: anche in assenza di GPM, il percorso è caratterizzato da lunghe salite alternate a tratti più rapidi. Le pendenze non risultano estreme, ma il tracciato non offre tratti realmente piatti: questo scenario favorisce una gara interessante e aperta a scelte tattiche nel corso della giornata.

tappa 3: padrón – a coruña (121 km)

La terza tappa mantiene l’impostazione movimentata. Pur senza GPM, nel tracciato finale sono presenti diversi brevi tratti in salita, capaci di rimescolare le carte in vista dell’arrivo. Il finale, invece, resta piano, configurando una conclusione più adatta alle velociste grazie al tratto conclusivo favorevole.

tappa 4: monforte de lemos – antas de ulla (115 km)

La quarta frazione combina ondulazioni iniziali con salite capaci di creare differenze. Tra gli elementi principali compaiono l’alto de Oural (4.8 km al 5.1%) e l’alto de a Vacarizia (5 km al 4.5%). Dopo un tratto di saliscendi che porta verso Taboada e Monterosso, si incontra il tratto di 1.2 km al 3.5%, con media falsata da una breve discesa, posizionato a 5 km dal traguardo. Da lì il finale si sviluppa prevalentemente in salita, con impatto diretto sulla selezione.

tappa 5: león – astorga (119 km)

La quinta tappa rappresenta l’appuntamento più favorevole per le velociste. Le asperità sono limitate e perlopiù concentrate nella parte centrale del percorso. In seguito si susseguono 35 km pianeggianti con pendenza a favore, offrendo un profilo più leggibile in chiave di volata o controllo del gruppo.

tappa 6: gijón/xixón – les praeres. nava (106 km)

Sesta tappa impegnativa, con un disegno che punta sulle andulazioni per aumentare la fatica complessiva. Tra le salite più dure si distingue la Curciada (9 km al 3.3%), che funge da snodo per la fase decisiva tramite un circuito finale composto da strappo di Fuensanta (900 metri al 7%) e dalle salite di Pruneda (1.5 km al 3.3%) e Camàs (2 km al 5.5%), seguite nuovamente dalla Curciada (circa 1.5 km al 5%). L’attenzione si concentra poi sul tratto conclusivo con la salta di Les Praeres (3.9 km al 12.9%), con massimo al 24%.

tappa 7: la pola laviana – l’angliru (132 km)

L’ultima frazione si configura come il tappone finale, più lungo e con il numero maggiore di GPM. Nei primi chilometri il ritmo viene acceso dall’Alto de Santo Emiliano (5.2 km al 5.8%, massimo 9%). A metà percorso si alternano l’Alto de la Tejera (4 km al 4.7%, massimo 10%) e il Puerto de Perlavia con 3.5 km di falsopiano seguiti da una rampa di 1.7 km al 7.8%. Dopo una discesa ripida emerge l’Alto del Tenebredo (3.4 km al 9.4%), da cui si scende verso Soto De Ribera per consentire un momento di recupero prima della salita dell’Angliru. La conclusione è affidata a un’ascesa lunga 12 km con pendenza media del 9,7%.

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Categorie: Ciclismo

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