Buffon elimina l’italia opportunità per ripartire e crescere senza scorciatoie
Londra è stata il palcoscenico di una nuova riflessione di Gianluigi Buffon, ex portiere di Juve e Italia, tornato a raccontare le proprie scelte e i momenti chiave della carriera. Poche settimane dopo le dimissioni da capo delegazione della Nazionale, il racconto si è concretizzato nella presentazione della biografia “Cadere, rialzarsi, cadere, rialzarsi”, con temi centrati su ambizione, rimpianti e maturazione.
Nel corso dell’incontro, Buffon ha ripercorso scelte legate alla longevità sportiva, l’obiettivo Champions League rimasto incompiuto, la reazione emotiva a un’eliminazione dolorosa e l’esperienza con la Nazionale, descritta attraverso ricordi e prospettive future.
la decisione di giocare fino a 45 anni e il “1%” per il pallone d’oro
Tra i passaggi più rilevanti della biografia, emerge la scelta di continuare a giocare fino a 45 anni. Buffon ha collegato questa decisione a una motivazione precisa: sentire sempre “quell’1% di speranza di vincere il Pallone d’Oro”. Una determinazione alimentata da una quota minima ma costante di possibilità, sufficiente a mantenere viva la spinta verso un traguardo personale di altissimo livello.
la champions league e il sogno mai realizzato
Un altro nodo centrale riguarda la Champions League, indicata come desiderio non compiuto. Nel racconto, Buffon chiarisce la volontà di rimettere in prospettiva l’intero percorso:
“Rifarei tutto quello che ho fatto. Tutto. Sono felice di aver vinto, ma anche di aver perso”.
Il senso del rimpianto non viene rivolto all’esperienza personale, bensì all’orizzonte condiviso con i tifosi. Il testo riporta un’attenzione specifica per la sofferenza della parte esterna al giocatore:
“Mi spiace solamente per i tifosi, non per me”.
Restano inoltre desideri legati a incontri mai realizzati sul campo, citando la possibilità di confrontarsi con leggende come Zidane, Messi e Ronaldo.
la reazione all’eliminazione col real madrid nel 2018
Nel capitolo dedicato alla stagione del 2018, il confronto con il Real Madrid viene descritto attraverso una reazione ritenuta non all’altezza del ruolo. Buffon attribuisce la gestione emotiva a una mancanza di maturità, sottolineando:
“Non ho avuto un atteggiamento maturo, da capitano”.
Il tema centrale diventa quindi l’accettazione dell’esito sportivo e l’esigenza di assumere un comportamento coerente con le responsabilità. Nella stessa riflessione viene riportata l’idea che la sconfitta vada accolta anche quando non appare giusta:
“Bisogna accettare la sconfitta, anche nell’ingiustizia”.
nazionale: calciopoli, lippi e il senso del gruppo nelle difficoltà
Le esperienze con la Nazionale vengono raccontate attraverso contrasti e momenti di trasformazione. Buffon richiama in particolare il contesto del 2006, definendo le premesse come “terribili” per via di Calciopoli. La ricostruzione positiva passa anche dal ruolo di guida tecnica e dal consolidamento dello spirito di squadra:
“Abbiamo vinto perché Lippi ci ha protetto, e poi eravamo davvero tutti fratelli in quella squadra”.
Accanto ai ricordi di successo, viene affrontato anche il tema delle difficoltà successive, con riferimento all’eliminazione contro la Bosnia. In quel caso Buffon definisce il momento come impegnativo, ma lo trasforma in opportunità di crescita:
“Il momento è difficile ma è un’opportunità per ripartire e crescere, ripartendo dalle fondamenta, senza scorciatoie”.
La chiusura della riflessione riconduce il tutto a un tratto identitario: la capacità del gruppo italiano di restare unito nei momenti complessi. La frase riportata evidenzia proprio questo elemento:
“Noi italiani siamo i migliori a fare gruppo nelle difficoltà”.
personaggi citati nel racconto
- Gianluigi Buffon
- Carlo Ancelotti
- Zinedine Zidane
- Lionel Messi
- Ronaldo
- Real Madrid
- Lippi
- Bosnia
