F1 Antonelli 3 indizi sulla partenza: un problema subito

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F1 Antonelli 3 indizi sulla partenza: un problema  subito

Un avvio di stagione da sogno, con risultati oltre ogni aspettativa e la sensazione concreta di avere trovato ritmo e competitività. Andrea Kimi Antonelli, dopo un inizio 2026 estremamente positivo, concentra l’attenzione su un punto preciso: le partenze. Il quadro complessivo racconta un pilota capace di lanciare la macchina verso prestazioni importanti, ma anche di pagare—quando qualcosa non è perfettamente allineato—conseguenze immediate, anche se nel computo dei risultati l’esito è stato spesso migliore di quanto sarebbe stato lecito attendersi.

andrea kimi antonelli e l’avvio 2026 da record

Nel mese di aprile 2026 si prospetta una fase decisiva del Mondiale Piloti, con aprile che resterà interamente in testa alla classifica grazie agli annullamenti dei GP di Bahrain e Arabia Saudita. Antonelli, pur partendo da una posizione di forza, è consapevole che il percorso richiede ancora interventi mirati.

Il bilancio iniziale parla chiaro: due vittorie su tre gare rappresentano il massimo possibile in un avvio sopra le aspettative. Il potenziale della Mercedes W17 era emerso già nei test, grazie alla competitività complessiva della vettura e della power unit.

partenze: il punto di svolta da perfezionare

Antonelli ha mostrato di poter competere ai livelli più alti anche contro avversari esperti, ma una parte del lavoro resta tutta concentrata sull’avvio. La logica è semplice: in tre gare su quattro (includendo anche la Sprint in Cina), sono comparsi errori di procedura in vario modo. In più occasioni, però, il suo passo e il contributo della fortuna hanno attenuato l’impatto.

partenze in australia: energia e risposta dell’acceleratore

In Australia Antonelli è entrato in griglia dopo aver completato il giro di formazione senza batteria. Questo ha impedito sia i burn out necessari a portare in temperatura le gomme posteriori sia di avere l’energia richiesta per il primo giro. La preoccupazione è stata legata anche alla mancata risposta quando si spinge sull’acceleratore.

In quella circostanza è emerso anche il peso della competitività delle Ferrari in partenza, mentre il vantaggio sulle power unit Mercedes non si è tradotto in un dominio netto. McLaren e Mercedes—con particolare riferimento a George Russell—sono riuscite a ridurre il gap dalle Rosse al via.

partenze e sprint in cina: mappature e conseguenze in gara

In Cina il problema più rilevante si è spostato sulla Sprint. Durante il giro di preparazione, un’incomprensione tra Antonelli e Peter Bonnington (ingegnere di pista) ha portato alla selezione errata delle mappature per la partenza. Il risultato è stato un avvio difficile, seguito da un contatto con Hadjar.

Nel prosieguo, Antonelli ha dovuto gestire anche 10 secondi di penalità da scontare durante la fase di pit stop, inserita sotto Safety Car attivata dal ritiro di Nico Hulkenberg al giro 13.

partenza in giappone: frizione, slittamento e rabbia per l’occasione

In Giappone la difficoltà non è derivata da procedure legate al giro di formazione o alle mappature. Il nodo è stato identificato nei movimenti di rilascio del paddle della frizione. Antonelli, secondo la sua lettura, è stato troppo frenetico, con conseguenze sulla gestione della temperatura delle gomme posteriori e sulla fase di trazione: l’asse ha compiuto uno slittamento che ha reso vano il vantaggio ottenuto in pole position.

Antonelli ha spiegato di non essere riuscito a godersi pienamente la vittoria nella domenica, perché l’avvio ha generato un malessere immediato e una reazione emotiva intensa. L’episodio viene però inserito in un percorso di lavoro: la fase di crescita richiede correzioni precise, già avviate nel ragionamento sul come intervenire.

programmazione del lavoro: volante e simulatore per le partenze

La pausa osservata dalla Formula 1 ad aprile offre una finestra concreta per intervenire sugli aspetti emersi. Per Antonelli si tratta di usare il tempo per affinare ciò che non ha funzionato tra Australia e Giappone, con interventi orientati a rendere più affidabili sia l’assenza di rischi legati all’energia sia il comportamento del rilascio della frizione.

Il pilota ha indicato di aver rilasciato la frizione troppo rapidamente rispetto a quanto sarebbe stato opportuno e di aver trovato anche gomme più fredde, finendo oltre la soglia di grip disponibile e perdendo posizioni. Il lavoro prevede simulazione: migliorare le partenze attraverso il simulatore, con un sistema di settaggi che verrà portato tramite il volante contenente le impostazioni personali.

ambizioni Mercedes e pressione condivisa nel box

Il contesto dell’anno rende ancora più rilevante il dettaglio della perfezione. Mercedes ha messo a punto un pacchetto macchina-power unit tra i migliori, e la competitività complessiva si riflette nella composizione del box. Antonelli condivide l’ambiente di lavoro con George Russell, uno dei tre piloti più forti indicati per la stagione.

La pressione, secondo l’impostazione descritta, è soprattutto sulle spalle del britannico. Per Antonelli, parallelamente, c’è la consapevolezza che un’opportunità del genere—data da un pacchetto così competitivo e da una finestra di crescita—possa lasciare rimpianti se non sfruttata con continuità. Da qui deriva anche l’inquietudine legata all’errore in Giappone: l’idea è che i grandi campioni guardino ai dettagli, perché nei millesimi si può decidere tra perdere e vincere.

figure citate nel contesto

  • Andrea Kimi Antonelli
  • George Russell
  • Oscar Piastri
  • Peter Bonnington
  • Hadjar
  • Nico Hulkenberg
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes W17

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